martedì 9 maggio 2023

73 anni di Europa: tra guerre, inflazione e tessere verdi

Il 9 maggio è la data in cui si celebra la festa dell’Europa, a distanza di 73 anni dalla dichiarazione dell’allora Ministro degli esteri francese Robert Schuman, che preannunciava la nascita della prima Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio.

Sarebbe quindi l’occasione giusta per riflettere sui difetti dell’Europa unita oggi, in uno dei momenti più bassi della sua storia, e capire una volta per tutte se valga davvero la pena proseguire questo cammino.

La retorica delle istituzioni europee

E invece le principali istituzioni del continente hanno preferito riempire l’aria con manifestazioni di autocompiacimento e di vuota retorica. “Oggi celebriamo la Festa dell’Europa unita, da 73 anni garanzia di pace e prosperità per tutti i suoi cittadini”, è il commento surreale scelto dalla Farnesina per ricordare la ricorrenza del 9 maggio ...


Si tratta di un’affermazione infelice, ma soprattutto storicamente falsa. 

Innanzitutto, perché proprio in questi giorni il Parlamento europeo ha deciso di organizzare una votazione d’urgenza per spostare i fondi comunitari destinati alla spesa sociale alle armi da inviare in Ucraina. 
Secondo la Farnesina quindi l’Unione europea si farebbe garante della pace togliendo soldi a scuole e ospedali per investirli invece in carri armati e missili terra aria.

Da Belgrado a Minsk: il curriculum dell’UE in fatto di guerre

L’Unione europea non ha però solo deciso di partecipare attivamente al conflitto tra Russia e Ucraina, ma ha nemmeno fatto nulla per impedire che i due Stati arrivassero ad un confronto così aspro. Dal 2014, anno della stipula del primo protocollo di Minsk tra Russia e Ucraina, al 2022 l’Unione europea ha chiuso gli occhi rispetto alle ripetute violazioni degli accordi riscontrate nel territorio del Donbass.

Non finisce qui, perché la storia dei 73 anni di pace garantiti dall’Unione europea è vera solo nella testa di chi crede che la penisola balcanica non faccia parte del continente europeo. Un tweet della Farnesina non può infatti cancellare i bombardamenti su Belgrado, autorizzati dallo stesso Ministero degli esteri italiano, che causarono circa 2.500 morti. Per ribadire le intenzioni belliche dei vertici dell’Unione europea la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha deciso di festeggiare il 9 maggio con una visita in Ucraina per ribadire il sostegno militare a Kiev.

Con l’euro: inflazione e tassi alti

Se Bruxelles non è riuscita quindi ad essere garante di pace nel continente, quest’istituzione non è nemmeno stata in grado di mantenere le promesse fatte dal punto di vista economico. Sullo stesso sito ufficiale dell’Unione europea c’è una pagina del tutto autoreferenziale dal titolo “Quali sono i vantaggi dell’euro?”. Tra i vari presunti benefici della moneta unica viene inserita la “stabilità dei prezzi”.

Peccato che in questo momento storico l’euro non sia stato in grado di proteggere i cittadini dall’inflazione che si attesta ben oltre il 7%. Un’extra tassa che grava sui più deboli e che viene combattuta dalla Banca Centrale Europea con aumenti continui e repentini dei tassi di interesse. Mutui e prestiti più cari hanno quindi un peso ulteriore per le tasche dei contribuenti. 
Non finisce qui.

Perché nel delirio di autocompiacimento di Bruxelles viene scritto che: “Ogni lavoratore dell’UE gode di determinati diritti minimi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, pari opportunità, tutela da ogni forma di discriminazione e diritto del lavoro”. 

Eppure, l’esperienza del green pass, concepito in sede europea, ci ricorda come il diritto al lavoro sia stato subordinato all’assunzione di un farmaco.

Nel giorno in cui sarebbe stata necessaria una riflessione approfondita sul futuro stesso dell’Europa come entità politica ed economica, le sue istituzioni decidono di arroccarsi nella solita torre d’avorio continuando a chiedere sacrifici ai cittadini in nome di un futuro benessere che non arriva mai.

Fonte (con video): www.byoblu.com

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