giovedì 19 aprile 2018

Questa mappa mostra il significato letterale dei nomi degli Stati del mondo

Hai mai pensato al significato del nome del tuo paese, o di quello che stai visitando o hai in programma di visitare? 

Il sito Credit Card Compare ha realizzato una straordinaria mappa, in cui, servendosi dei dizionari Oxford e del World factbook per la ricostruzione etimologica, ha inserito il significato letterale del nome di ogni Stato del mondo. 

Ne trovi una versione interattiva qui, che puoi zoomare a piacere.

Trasparenti (raramente) o semanticamente opachi, i toponimi, cioè i nomi (propri) di luogo, permettono di cogliere il riflesso delle vicende storiche. Delle impressioni e dei pregiudizi degli antichi colonizzatori. Delle caratteristiche e talvolta delle sofferenze dei popoli. Oltre che delle particolarità geografiche dei vari Paesi. Alcuni significati sono molto divertenti: il nome della minuscola isola di Nauru, in Micronesia (Oceania), significa “vado in spiaggia”.

Allestire una mappa del genere non sarà stato facile. Anche perché il nome con cui ci si riferisce agli Stati svela in moltissimi casi un rapporto delicato fra l’endonimo (il nome attribuito a un Paese nella lingua ufficiale) e l’esonimo (nome attribuito a un luogo, nella propria lingua, da chi non è originario di quel luogo) ..


La mappa dell’Africa

Facciamo solo un esempio di quanto appena detto: l’odierno Malawi, in Africa Orientale. Fra i più piccoli Paesi africani, repubblica dal 1964. Il nome dell’antico regno dei Maravi derivava, come l’attuale nome dello stato, dal bantu malaŵí, che significa “lingue di fiamma”. Nome scelto forse per i riflessi del sole sull’acqua del grande lago della regione, anch’esso chiamato oggi Malawi. Prima dell’indipendenza, il protettorato britannico nella regione era chiamato Nyasaland: Nyasa significa “lago” nella lingua locale. Il primo presidente, Hastings Banda, nel 1964 trovò il lago nominato “lac Maravi” in una vecchia mappa francese. Preferì sostituire con Marawi il nome del protettorato estinto.


L’Europa

Miscuglio di culture e di etnie è suggerito dalle etimologie dei nomi dei Paesi dell’Europa. Spesso all’origine del nome c’è l’identificazione dei popoli che abitavano la regione. Francia ad esempio è la terra dei franchi, secondo il termine mediolatino che ricalcava il termine con cui i franchi chiamavano se stessi (parola che probabilmente voleva dire“lancia”).

Curiosa l’etimologia del nome Spagna, per la quale ci sono davvero tante ipotesi. La più accreditata vuole che Spagna significhi “terra dei conigli”. Così la definì Strabone, mentre Catullo la definì “cuniculosa”, cioè piena di conigli. La ragione sarebbe questa: nella varietà cartaginese della lingua fenicia, I-Shpania voleva dire “isola degli iraci” (molto diffusi in Africa). Così venne chiamata la penisola iberica dai cartaginesi, a causa dei moltissimi conigli selvatici, cui gli iraci somigliano. I romani ereditarono il nome.


L’america del nord

Molti nomi del continente sono letterali. Per esempio Panama, secondo l’etimologia più nota e scelta da chi ha compilato la nostra mappa, verrebbe dalla lingua degli indigeni Cueva (sterminati dagli spagnoli): “terra del pesce abbondante”.

Per quanto riguarda il Messico, chi ha realizzato la mappa ha scelto un’ipotesi molto affascinante, che tuttavia non è l’unica (per chiarimenti, visita la pagina Wikipedia dedicata). Secondo la congettura, Mexihco—termine Nuhatl che indicava la valle messicana, cuore dell’impero azteco, e i suoi abitanti—sarebbe una parola-macedonia formata dai termini che significavano “luna” e “ombelico”. Perché il Messico era il “luogo al centro della luna”? La città-stato Tenochtitlán si trovava al centro del lago Texcoco, a sua volta al centro di una rete di laghi che avevano forma di coniglio. Per pareidolia, molti popoli antichi credevano di vedere la sagoma di un coniglio sulla luna.


L’America del sud

La circonferenza che divide la Terra in due emisferi attraversa più di un paese sudamericano, ma solo l’Ecuador ha preso il proprio nome da esso. Diversi nomi di paesi sudamericani hanno a che fare con l’acqua. L’Argentina è “la terra vicino al fiume d’argento” (Río de la Plata). Perù deriva probabilmente dal nome locale biru, “fiume”. Guyana, in lingua arawak, vuol dire “terra dalle molte acque”. Venezuela è la “piccola Venezia”, a causa di un’impressione—riportata in una lettera scritta durante il suo primo viaggio di esplorazione (1497-98)—che ebbe Amerigo Vespucci di fronte alle palafitte sul lago Maracaibo.
"Entrammo in una baia e scoprimmo un villaggio a modo di città, collocato sopra le acque come Venezia, nel quale vi erano venti grandi case, non distanti tra loro, costruite e fondate sopra robusti pali."

Il Brasile prende il nome dal modo in cui i portoghesi chiamavano una pianta che ovunque ricopriva le sue coste. Da essa poteva trarsi un pigmento rosso acceso, come il carbone ardente: brasa, in portoghese (in lingua tupi era chiamata ibirapitanga , cioè “legno rosso”). Le foreste di pianta brasile furono distrutte a causa della domanda di tintura per tessuti proveniente dall’Europa.


L’Asia

Il più esteso dei continenti è anche quello che riserva alcuni dei nomi più interessanti. Come l’Azerbaigian, nome scelto nel 1918, quando il territorio divenne una repubblica democratica, per poi finire due anni dopo fra i territori “transcaucasici” dell’Unione Sovietica). Significa terra di Atropates, un satrapo persiano del IV secolo a.C. Questo nome a sua volta significa “protetto dal fuoco”, elemento simbolo dell’energia creatricenello zoroastrismo.

Se poi vuoi sapere perché il Myanma(r), cioè “veloce e forte”, è chiamato anche Burma, e, in Italia, Birmania, visita questa pagina.

2 commenti:

  1. Molto interessante questo scritto. Aprezzo moltissimo la spiegazione dei vocaboli eruditi, che non si usano nelle normali conversazioni. Sarebbe buona cosa in dicare il significato di parole un poco astruse, quando le si adopera. Ci sono alcuni, non faccio i nomi, ma li conosco perché è palese la loro tecnicuccia imbroglioncella, che quotidianamente ne sfoggiano una in radio o in tv. Mi piace Venezuela. Vedo che noi Italiani siamo sulla terra dei “bull” cioè dei Tori, ma anche in linguaggio usuraio, oops finanziario moderno, di Borsa, speculatore rialzista. Sembra più adeguato alla borsa di londra che lo coniò prima del 1989. Noi siamo dei gratta e NON vinci mai niente. Robetta, insomma.

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    1. Non è certamente un articolo esaustivo, l'ho pubblicato perché può accendere la curiosità sul tema. A ognuno il compito di approfondire ^_^

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