lunedì 30 aprile 2018

La deriva affaristica della Medicina

di Luca Bartolini

Nell’Ottocento la società riconosceva entrambi gli approcci terapeutici cioè quello Allopatico e quello Empirico. Le persone potevano scegliere tra i dottori (allopatici) e i naturalisti (empirici o omeopatici).

C’era in corso una battaglia filosofica tra i due gruppi.

Poi qualcosa cambia: con il “Rapporto Flexner” e il drastico ridimensionamento del numero delle scuole tra cui la quasi totalità di quelle Naturali, porta come conseguenza a un controllo delle scuole da parte delle fondazioni private attraverso la supervisione del’A.M.A. (Associazione Americana dei Medici, analoga all’Ordine dei medici in Italia).

La medicina si apre al mercato dell’industria farmaceutica in mano, in modo consistente, ai titolari di suddette fondazioni (es. Carnegie, Rockefeller, Morgan, ecc…), che porta ad una impostazione allopatica della medicina e di conseguenza delle cure ...


Il problema che le fondazioni, essendo finanziatori privati, fossero al di là del controllo da parte dello stato, era stato sollevato fin da subito negli U.S.A. in quanto fonti di potere.

Il fatto che le fondazioni siano ancora oggi i finanziatori privati nel campo della salute, crea grossi danni sia nell’ambito della ricerca e dalle scelte in medicina, sia per quanto riguarda l’informazione di cui dispongono i cittadini per poter scegliere per la propria salute.

Guarda il filmato dell’intervento di Luca Bartolini “La deriva affaristica della medicina” alla presentazione dell’Associazione Salute:



COME E’ NATA L’ATTUALE MEDICINA

LE ORIGINI

- La medicina, intesa più propriamente come attività umana, riveste tra tutti i popoli primitivi aspetti magico-religiosi ed empirici che si alternano, si intrecciano e talora si fondono.Un primo barlume di pensiero medico razionale può essere ravvisato nella scoperta delle virtù terapeutiche di varie piante, della luce, del calore, di alcune acque, nonché della forza malefica di veleni naturali, con cui si delinea lo sviluppo della m. empirica , praticata dal medico mago.- I primi studi di ordine biologico, che facevano seguito a tutta una tradizione di m. pratica, attestata già in Omero, sembrano essere fioriti nella Magna Grecia, a Crotone, per merito di Alcmeone (6° sec. a.C.).Con Ippocrate lo studio clinico del malato cominciò a essere organico e metodico, così da consentire qualche rilevante formulazione diagnostica: consta di un interrogatorio minuzioso e particolareggiato, seguito da un esame semeiotico che comprende l’ispezione, la palpazione, forse la percussione e una rudimentale auscultazione.

La figura più eminente della m. nell’età imperiale romana è quella di Galeno di Pergamo (2° sec.). Egli seppe erigersi al di sopra dei dissensi fra varie scuole attraverso la formulazione di un nuovo sistema dottrinale che, pur aderendo sostanzialmente ai principi ippocratici, ristabiliva il valore dell’osservazione e dell’esperimento.

Nel Rinascimento iniziarono anche quei fecondi studi di fisiologia che per merito di M. Serveto,

R. Colombo, di A. Cesalpino e, più tardi (1628), di G. Harvey porteranno alla conoscenza del preciso meccanismo della circolazione sanguigna; intanto la farmacologia ebbe in Paracelso il suo più audace innovatore.

- Nel 1835-36 la scoperta, da parte di A. Bassi, del microrganismo responsabile della ‘malattia del calcino’ (che colpisce il baco da seta) dette inizio a una fecondissima serie di scoperte in microbiologia, alle quali legarono poi più volte il loro nome L. Pasteur e R. Koch. Ai progressi in microbiologia è connesso l’avvento dell’immunologia, della sieroterapia e lo sviluppo della vaccinoterapia.

- Nel 20° sec. l’evoluzione della medicina è divenuta talmente rapida da rendere assai difficile una sintesi. La diagnostica ha trovato sempre più validi mezzi di indagine nell’affinamento della tecnica radiologica, di quelle chimica, fisico-chimica, batteriologica, immunologica, microscopica [1]

LA SITUAZIONE ALLA FINE DELL’OTTOCENTO

“Nel 1800 la società riconosceva ambedue (allopatico ed empirico) gli approcci terapeutici. I pazienti potevano scegliere fra i dottori cosiddetti “allopatici”, o i naturalisti, chiamati “empirici” o “omeopatici”. I due gruppi combatterono una lunga battaglia filosofica.

I medici allopatici definivano il loro approccio “medicina eroica”. Credevano che il medico dovesse scacciare con la forza la malattia dal corpo. Basavano le loro pratiche su quello che consideravano teorie scientifiche. Gli allopatici usavano tre tecniche principali: 1) dissanguavano il corpo, per far uscire gli umori malati; 2) somministravano forti dosi di minerali tossici, come il mercurio, o il piombo, per “far sloggiare” la malattia originale; 3) usavano anche la chirurgia, ma era un rimedio brutale prima dell’anestesia e del controllo delle infezioni.

Pochi pazienti erano disposti a farsi operare, e la maggioranza di loro temeva i metodi allopatici nel loro insieme. La satira del tempo diceva che con le terapie allopatiche il paziente moriva per la cura.

In concorrenza con i dottori erano i guaritori empirici. Al contrario dei dottori, essi cercavano di stimolare le difese del corpo perché si guarisse da solo. Invece di minerali velenosi, usavano prodotti vegetali, e sostanze non tossiche in piccole quantità.

Favorivano soprattutto le erbe che avevano imparato ad usare dagli indiani americani e dalle antiche tradizioni europee. Gli empirici dicevano di basare le proprie cure non sulla teoria, ma sull’osservazione e sull’esperienza. La satira del tempo diceva che con le cure degli empirici il paziente moriva per la malattia, non per la cura. L’equilibrio delle forze rimase costante, fino alla fine del secolo.

Poi emerse un nuovo tipo di cure, potenzialmente molto lucrativo. L’ Associazione Medici Americani (A.M.A) si alleò con potenti forza finanziarie, per trasformare la medicina in un’industria. Le fortune di Carnegie, Morgan e Rockfeller finanziarono chirurgia, radiazioni e medicine sintetiche. Sarebbero diventati i pilastri della nuova finanza medica.” [2]

IL RAPPORTO FLEXNER

Nel libro: “Il malessere della medicina” di Guido Giarelli, alla pag. 47 è riportato: “Il Rapporto Flexner del 1910, frutto di un’indagine promossa dall’American Medical Association (commissionata dalla Fondazione Carnegie per il progresso dell’insegnamento [4]) sulla situazione dell’istruzione medica nel paese (U.S.A.), segna uno spartiacque tra la situazione di arretratezza precedente e la nuova realtà formativa: delle 457 scuole mediche sorte nel corso dell’800, 155 risultano ancora esistenti; di queste, solo 31 vengono considerate soddisfare gli standard per un’adeguata formazione clinica.
Gli effetti del Rapporto Flexner sono una drastica riduzione del numero delle scuole (85 nel 1920 e 76 nel 1930) e, conseguentemente, del numero di medici; un maggior controllo dell’A.M.A. nell’ambito delle scuole; e un netto miglioramento della qualità della formazione medica, con positivi riscontri anche, in seguito, sul terreno della ricerca scientifica. Ciò anche grazie al ruolo sempre più rilevante di finanziamento svolto dalle fondazioni come la Rockfeller [Brown 1979], che cominciano a intravedere nel settore sanitario un potenziale mercato per il capitale finanziario in cui investire in futuro.” [3]

A PROPOSITO DI A. FLEXNER

Abraham Flexner, un ex proprietario disoccupato di una scuola di formazione in Kentucky, senza una laurea in medicina né qualsiasi altra referenza avanzata, ricevette un incarico dalla Fondazione Carnegie con lo scopo di scrivere uno studio sull’educazione medica americana.

L’unica qualifica che Flexner aveva per questo lavoro era quella di essere il fratello del potente Dottor Simon Flexner, un medico e il capo del Rockfeller Institute of Medical Research. Il rapporto di Flexner era praticamente scritto in anticipo da alti funzionari dell’American Medical Association e il suo consiglio fu subito seguito da tutti gli stati dell’Unione.

Il risultato: ogni scuola medica e ospedaliera è stata sottoposta ad autorizzazione da parte dello Stato, che avrebbe avuto il potere di nominare commissioni che avrebbero rilasciato licenze; lo stato avrebbe dovuto, come effettivamente fece, mettere fuori mercato tutte le scuole mediche che erano proprietarie e a scopo di lucro, che ammettevano neri e donne e che non si specializzavano nella medicina ortodossa e “allopatica” [5].

IL CONTROLLO DELLE SCUOLE DI MEDICINA

Lo scrittore e documentarista americano Edward Griffin nel suo libro “Mondo senza cancro” riporta, a proposito di quanto detto finora:

“Il controllo dell’industria della medicina fu raggiunto attraverso il controllo delle scuole di medicina. Le persone di cui parliamo, specialmente Rockfeller e Carnegie, entrarono in scena dicendo: <<Noi metteremo i soldi>>. Offrirono enormi quantità di denaro alle scuole disposte a collaborare con loro. I donatori dissero alle scuole: <<Poiché vi diamo tutti questi soldi, sarebbe troppo chiedere di mettere qualcuno dei nostri uomini nel vostro comitato direttivo per assicurarci che i nostri soldi vengano spesi saggiamente?>>.

Quando una scuola squattrinata, che fa fatica a stare a galla, si vede offrire un paio di milioni di dollari, e in cambio le si chiede soltanto di aggiungere qualche nome molto conosciuto e prestigioso al proprio comitato direttivo, la risposta in molti casi sarà: <<Certo, saremo onorati di avere queste persone nel nostro comitato direttivo>>.

Praticamente da un giorno all’altro tutte le più importanti università, quelle che oggi consideriamo essere le più grandi università nel campo della medicina, ricevettero grandi donazioni da questi finanziatori, e accettarono anche una, due o tre delle persone di cui parlavo nei loro comitati di direzione, le scuole furono così letteralmente catturate dai gruppi finanziari che avevano stanziato i fondi. Accadde così che le scuole ricevettero un’iniezione di denaro, poterono costruire nuovi edifici, poterono integrare i loro laboratori con costosi strumenti, poterono assumere gli insegnanti migliori, poterono innalzare il livello dell’educazione medica in America di cento volte, ma nel frattempo il tutto era stato deviato nella direzione delle cure farmaceutiche.

Ecco dove stava l’ “efficienza nella filantropia”. 
Ai dottori da quel giorno in poi sarebbero state insegnate le cure farmaceutiche.

Le scuole che non accettarono quei termini non ricevettero i finanziamenti, e man mano restarono indietro, al punto che oggi probabilmente non ne avete nemmeno sentito parlare. Tutti i grandi istituti di insegnamento in America passarono così sotto il controllo del cartello delle farmaceutiche. Ed è stupefacente quanto poco gli sia costato.”

“La chirurgia divenne praticabile grazie all’anestesia e al controllo delle infezioni. I dottori propugnavano costose operazioni integrali, che crearono la necessità di un grande e lucrativo sistema ospedaliero. La febbre del radio travolse la medicina. Il prezzo del radio aumentò del 100% praticamente da un giorno all’altro. Un’altra tecnologia molto costosa era entrata nel sistema ospedaliero. Un’industria dei farmaci nacque dal mercato rampante dei brevetti medicinali. I dottori cambiarono gli standard educativi e le regole per ottenere le licenze, in modo da escludere i naturalisti. In poco tempo solo i dottori approvati dall’Associazione Medici Americani potevano esercitare legalmente la professione.

Nell’arco di soli 20 anni l’Associazione Medici Americani aveva preso il controllo della professione medica. La medicina organizzata lanciò una campagna mediatica per accomunare i naturalisti ai ciarlatani. La parola in codice per “concorrenza” era “ciarlatano”.”

“E così il dottore di oggi va a scuola, riceve un’ottima educazione, deve essere molto intelligente per completare gli studi, impara tutto quello che c’è da sapere sulle medicine, non sa molto di alimentazione elementare, ho scoperto che normalmente le mogli di questi medici sanno di alimentazione più dei loro mariti, ma di sicuro conoscono bene le loro medicine. Se oggi vai da un qualunque dottore, per un motivo qualunque, è probabile che tu esca di lì con una ricetta in mano. Perché? Perché è questo che gli hanno insegnato a fare.” [6]

IL PROBLEMA DEI FINANZIAMENTI

Secondo Paul Weindling (professore di Storia della Medicina presso la Oxford Brookes University):

“A partire dagli anni Settanta, del secolo scorso (l’Ottocento), una serie di studi critici sollevò il problema delle fondazioni come fonti di potere. Esse esprimevano gli interessi di classe dei loro direttori, che erano generalmente reclutati nelle élite bianche anglosassoni delle industrie e delle banche. Sin dalla loro origine le fondazioni istituite da Andrew Carnegie (1835-1919) e dalla famiglia Rockefeller furono sospettate, difatti, di essere state create per conferire rispettabilità agli esponenti della classe capitalistica…Le fondazioni, inoltre, sono state considerate come agenti dell’imperialismo, diffondendo i valori culturali e politici americani mediante le consulenze per i programmi di sanità pubblica”; e ancora:

“In questo senso, i problemi medici e sociali affrontati dalle fondazioni rappresentavano uno dei luoghi di formazione privilegiati per le future classi dirigenti. Le prestigiosissime borse di studio da parte della RF (Rockefeller foundation) promuovevano le carriere di uomini che, si sperava, sarebbero divenuti leader nei propri paesi. Lo stesso investimento nella scienza era una forma di imperialismo, poiché chi aveva una formazione scientifica poteva aspirare al controllo delle strutture istituzionali, affermando una sorta di supremazia nella società.”

Continuando sul ruolo di finanziatori delle fondazioni:

“Nel periodo fra il 1900 e il 1914 si affermò un nuovo tipo di fondazione privata con un singolo donatore particolarmente ricco, un consiglio di amministrazione e personale esecutivo, in opposizione all’istituto di ricerca medica sostenuto da donazioni diffuse…

Dal momento che la RF poteva mantenere una certa distanza dal Dipartimento di Stato americano e dagli stati ospitanti, le sue attività apparivano puramente altruistiche; la stabilità sociale era considerata un prerequisito per i finanziamenti…

In quest’ottica la RF, quando fu creata nel 1913, legò le sue iniziative nella sanità pubblica alla Carnegie Foundation for the Advancement of Teaching…

La formazione professionale era fondamentale: la RF reclutò medici interessati alla ricerca e all’epidemiologia, favorendo in tal modo la sostituzione delle pratiche mediche tradizionali e arcaiche con un servizio sanitario pubblico. Gli Stati Uniti avrebbero così potuto assumere un ruolo primario a livello mondiale nella formazione medica e nell’avanzamento della pratica e della ricerca nella sanità pubblica.

La International Health Commission della RF sponsorizzò come fiore all’occhiello la Johns Hopkins School of Public Health, dove studiarono molti membri dello staff della RF nonché del personale di fondazioni di tutto il mondo.”

“Grazie alla disponibilità di capitali fu possibile creare nuovi e potenti centri di finanziamento anche in Europa, in particolare la Kaiser-Wilhelm-Gesellschaft (KWG) in Germania, il cui studio costituisce un banco di prova per l’analisi storica.”

“L’Università di Jena beneficiò della Fondazione Carl Zeiss, grazie agli elevati profitti dell’industria Zeiss dovuti al professore di ottica Ernst Abbe (1840-1905).”

“Un’altra iniziativa degna di nota fu il premio Krupp per un trattato di biologia applicata alla società; la famiglia Krupp sostenne le ricerche sul cervello, in particolare gli studi di Oskar Vogt (1870-1959). L’Università di Francoforte sul Meno riceveva anch’essa finanziamenti dai privati.”

“I grandi fondi privati, comunque, hanno mantenuto una forza considerevole. Oggi ci sono due modelli di filantropia: il primo è rappresentato dalle molteplici organizzazioni private, come quelle attive in Gran Bretagna nella ricerca sul cancro e la March of Dimes negli Stati Uniti, mentre il secondo è supportato dalle grandi aziende, come nel il caso del Wellcome Trust che, a partire dagli anni Settanta, ha contribuito alla ricerca sul genoma.”

In conclusione, solo attraverso la conoscenza e la comprensione dei moventi che hanno determinato lo stato attuale della medicina il cittadino può iniziare a concepire un nuovo Paradigma basato sulla centralità dell’Essere Umano.

Bibliografia:

[1] Enciclopedia on line “Treccani” http://www.treccani.it/enciclopedia/medicina/

[2] Estratto dal documentario: “Cancro le cure proibite” di Massimo Mazzucco

[3] “Il malessere della medicina” di Guido Giarelli (prof. Associato facoltà di medicina e chirurgia – Università Magna Graecia di Catanzaro) – prefazione di Rosy Bindi (Parlamentare, già Ministro della Sanità)

[4] Senato della Repubblica XIII Legislatura N. 3641 “Disegno di Legge d’iniziativa dei senatori Camerini, Bernasconi, Carella, Galdi, De Luca, Di Orio, Lavagnini, Masullo, Mignone, Pardini, Valletta, Volcic e Zilio. Comunicato alla presidenza il 12 novembre 1998”

[5] Articolo di Murray Newton Rothbard su Mises.org Traduzione di Nicolò Signorini

[6] G. Edward Griffin – “Mondo senza cancro”.

1 commento:

  1. Ieri la Medicina era al servizio della sopravvivenza del malato!
    Oggi il malato è al servizio della sopravvivenza del Servizio Sanitario (alias: Big Pharma)...
    Col beneplacito...

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