giovedì 27 aprile 2017

L'abitante consapevole in 100 mosse: cominciamo da casa nostra

Limitare il nostro impatto su una terra che non ci appartiene diventa sempre più impellente, ma non dobbiamo farci angosciare. Un profondo respiro, ci fermiamo. 

Cominciamo dalla nostra casa. Guardiamo tra le nostre cose come se fossimo ospiti esterni, immaginiamo per loro una storia diversa e costruiamola noi. 100 possibili mosse per dare una vita diversa e più lunga alle cose.

L’immaginazione ci porta oltre. Ci appaiono foreste equatoriali oppure il bosco a pochi chilometri? Vediamo file di freddi strumenti metallici oppure gesti sapienti in un piccolo laboratorio artigiano?
Quanta energia consuma quando lo usiamo? Dove andrà a finire questo oggetto che sta tra i mille altri oggetti? Avrà una vita lunga? Lo vediamo perso tra mille altri abbandonati in una distesa putrescente, oppure ci appare con un ultimo lembo di consistenza e di riconoscimento, magari tra gli oggetti di un’altra casa, con nuovi affetti e forse nuovi usi...



Far viaggiare l’immaginazione a partire dalla nostra casa evoca facilmente sensazioni che potremo accettare o respingere. Potremmo accettare di vedere un campo di cotone, persone chine a raccogliere i fiori bianchi, un velivolo che passa spruzzando sostanze chimiche, piccole mani che filano rapidamente la variopinta tovaglietta su cui ogni giorno mangiamo, così come potremmo accettare di veder ardere l’ultimo filo blu in mezzo ad altri oggetti rapidamente sostituiti.

Ma se tutto questo non sarà facile accettarlo… immaginiamo una storia diversa, e costruiamola noi. Ci siamo divertiti a creare delle alternative agli oggetti trovati in giro per casa, li abbiamo sparsi per la Casa EcoLogica e poi raccolti nella 'valigia dell'abitante consapevole'.
Ora la 'palla' la passiamo a chi abbia altre idee da aggiungere alle nostre:

- un riduttore di flusso per consumare la metà dell’acqua rispetto a un comune rubinetto
- una lampadina a led per illuminare consumando meno
- un fazzoletto da naso in cotone, invece di quelli usa e getta
- la busta della spesa in cotone, invece di quella di plastica
- un tovagliolo di cotone, invece di tanti tovaglioli di carta
- una spilla da balia al posto dei cotton fioc (magari ancora di plastica)
- una saponetta fatta in casa (basta una serata..)
- il detersivo per piatti fatto con limone, sale, aceto e acqua
- lo spruzzino lava superfici fatto di acqua, alcool a 95° e un olio essenziale disinfettante
- la luffa, spugna vegetale coltivabile anche in Italia, che si può buttare nel compost una volta sfinita
- il frullino a mano al posto degli elettrodomestici elettrici
- il mattarello, per fare la pasta e il pane in casa
- la Mooncup, per evitare di consumare circa 300 kg di assorbenti nel periodo fertile di ogni donna
- un pannolino lavabile, per risparmiare più di 6 milioni di pannolini gettati ogni giorno in Italia
- un vecchio pezzo di tessuto per pulire casa
- calze di nylon rotte per spolverare
- una spugnetta abrasiva costruita con le retine di frutta e verdura
- elastici nati da guanti bucati
- una ciabatta con interruttore, per evitare che gli apparecchi elettronici restino in stand-by
- bicarbonato, come detergente universale e per mille altri impieghi
- uno spazzolino da denti con manico riutilizzabile
- una bustina di fermenti lattici per farsi lo yogurt a casa
- un bloc-notes fatto di fogli di carta riciclati, stampati da un lato
- una bustina di semi, per rendere verde il balcone
- una caraffa, per bere l’acqua del rubinetto
- un pezzo di spago o dei fili di recupero per chiudere pacchi al posto dello scotch
- un foglio di carta di giornale per impacchettare i regali in maniera creativa
- una bacinella per raccogliere l’acqua usata nel lavandino e scaricare il WC
- un libro usato, per fare uno scambio invece di continuare ad accumularli sulla libreria
- uno spazzolino usato per pulire a fondo gli angoli di casa
- un cristallo di allume di potassio, da usare come deodorante
- una busta da lettera creata rovesciando quelle usate
- aceto, come anticalcare, detergente e debole igienizzante
- una tazza in ceramica o vetro da tenere in ufficio per bere l’acqua o il tè
- una tazzina da caffè in ceramica o vetro da mettere sotto la macchinetta del caffè dell’ufficio
- una borraccia da riempire al posto delle bottigliette da mezzo litro usa-e-getta
- un pupazzo fatto con un calzetto usato
- un contenitore di plastica riutilizzabile molte volte prima di buttarlo
- la segatura oppure la carta da giornale in striscioline al posto della sabbietta per la lettiera per gatti
- una candela, per risparmiare corrente
- un tappo di sughero. Ogni anno in Italia circola un miliardo di tappi di sughero, che potrebbero essere riciclati al 100% e recuperati in diverse maniere
- un sacchettino antitarme e profumante, con dentro lavanda essiccata
- un ferro da maglia o un ferro da uncinetto, per farsi alcuni vestiti in casa
- ago e fili di cotone per riparare i vestiti e per crearne di nuovi, oppure per fare oggetti d'arredamento
- un contenitore da uova, un sacchetto di carta per andare dal contadino o dal fornaio senza consumarne uno ogni volta
- una torcia a ricarica manuale, per non buttare batterie
...
Se vi siete divertiti in questo gioco di “immaginazione pratica”, aggiungete nell’area commenti i vostri metodi brevettati!

1 commento:

  1. Perfetta la lista, tranne questa:"una spilla da balia al posto dei cotton fioc (magari ancora di plastica). Mi sfugge quale uso sostitutivo del cottonfioc intenda suggerire l'autore. Per pulirsi le orecchie? per ritoccare il trocco? Per pulire il naso a un bebé? Capirei se indicasse come alternativo al cottonfioc uno stuzzicadenti sul quale avvolgere un leggero strato di cotone, anche se dubito una mamma lo userebbe sul naso del pargoletto rischiando che si sposti il cotone e il legno finisca sulla pelle delicata di un neonato.
    Davvero non so capire il senso, non è polemica, magari scopro qualcosa di nuovo e ne sarei ben contenta...

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