sabato 19 marzo 2016

Terra-Marte in tre giorni

Con la propulsione fotonica una sonda potrebbe arrivare su Marte in tre giorni, e una navetta con equipaggio in un mese.

È teoricamente possibile.
Fra qualche decennio potrebbe addirittura essere fattibile: una sonda robotizzata del peso di 100 chilogrammi potrebbe essere lanciata verso il Pianeta Rosso. Niente di straordinario, ma... se ci arrivasse in tre giorni?

La chiave del sistema è la propulsione fotonica: photon propulsion. Padre della possibile rivoluzione è Philip Lubin, professore di fisica all’università della California, che nel 2015 ha vinto il Nasa Innovative Advanced Concepts

Il premio gli ha permesso di sviluppare il suo progetto, Directed Energy Propulsion for Interstellar Exploration (DEEP-IN), che promette ancora più che un "semplice" viaggio su Marte in tre giorni: promette le stelle in pochi anni...


GRAZIE, FOTONI!

Lubin parte dal fatto che i fotoni che compongono la radiazione luminosa possiedono energia: se vengono sparati da un laser, l’energia viene trasferita al bersaglio. E se questo fosse una vela, conformata in modo da poter ricevere un flusso significativo di fotoni, allora si potrebbe spingere una navicella nella direzione voluta fino a farle raggiungere velocità significative rispetto a quella della luce.


Una vela solare potrebbe portare una navicella oltre il Sistema Solare.


Un sistema in qualche modo simile, basato sullo stesso principio, è quello delle vele solari, che però sfruttano i fotoni della radiazione solare. Il progetto di Lubin prevede invece l’utilizzo di un potente laser da costruire a Terra o in orbita terrestre: il flusso sparato da questa sorta di cannone a fotoni potrebbe effettivamente portare una sonda fino a Marte in 3 giorni.

IL PESO DELL'EQUIPAGGIO

Fin qui, abbiamo parlato di una sonda del peso complessivo di 100 chili. Cosa cambierebbe se si trattasse di una navicella con equipaggio? C'è chi ha fatto i conti: 30 giorni.

Molto meno dei 180 giorni (sei mesi) attuali, con i razzi a spinta chimica. E meno anche di quanto ipotizzato con il motore nucleare proposto nel 1998 dal fisico Premio Nobel italiano Carlo Rubbia: un razzo a neutroni alimentato da americio 242. Il Progetto 242, consentirebbe, secondo Rubbia, di arrivare su Marte in 45 giorni.


ANCHE CONTRO ASTEROIDI?

Siamo ancora lontani dal poter realizzare tutto ciò, ma le basi teoriche e tecnologiche non mancano. E la "promozione" che fa Lubin del suo sistema è di quelle a cui è difficile resistere: «In un raggio di 25 anni luce dalla Terra», chiosa, «c’è un gran numero di pianeti extrasolari: con questa propulsione li si potrebbe visitare nell’arco di una vita». 
Certo è che non mancano i buoni motivi per sviluppare il sistema (il cannone laser potrebbe per esempio deviare un asteroide in rotta di collisione) ma altrettanto certamente ci saranno buoni motivi per giustificare le paure di chi non vorrebbe avere un cannone laser sulla testa.


Approfondimenti su: Vela Solare

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