sabato 16 gennaio 2016

Ti sembrerà assurdo, ma più bevi latte più le tue ossa si decalcificano

Il latte è stato a lungo raccomandato da medici e nutrizionisti per aumentare l’assunzione di calcio e aiutare a mantenere le ossa forti. Ma una nuova ricerca (2014) dell’Università di Uppsala, in Svezia, pubblicata sul British Medical Journal, indicherebbe che non è esattamente così che stanno le cose.

Nello studio sono state monitorate 61.000 donne e 45.000 uomini per 20 anni, scoprendo che non vi era alcuna riduzione delle fratture per coloro che hanno consumato latte nella loro vita.

Anzi, nelle donne il consumo dell’alimento è stato associato ad una maggiore probabilità di subire una frattura. Coloro che hanno bevuto tre bicchieri o più al giorno (680ml) avevano il doppio delle probabilità di morire presto rispetto a chi ne ha consumato meno di uno.

L’autore principale dello studio, il professor Karl Michaelsson,spiega: “I nostri risultati possono mettere in dubbio la validità delle raccomandazioni su un consumo elevato quantità di latte per prevenire le fratture da fragilità. 

Un maggior consumo di latte nelle donne e uomini non è accompagnato da un minor rischio di frattura. Invece può essere associato ad un più alto tasso di morte“...


Non è la prima volta, in verità, che una ricerca giunge a questi risultati. Il motivo? Dato l’elevato contenuto di lattosio del latte, si ipotizza che un alto consumo di latte possa aumentare infiammazione e stress ossidativo, che a sua volta influenza il rischio di mortalità e fratture. Tale associazione è stata osservata anche con l’assunzione di formaggio, si legge nella ricerca, che comunque consiglia cautela nell’interpretazione dei risultati.

A ritenere il latte vaccino un alimento dannoso per il nostro organismo, in quanto “specie specifico” dunque non adatto all’essere umano ma solo al vitello, era stata anche la nutrizionista clinica Maria Antonietta Giufré, che ai nostri microfoni ha spiegato come il latte degli altri mammiferi sia un alimento indigeribile per il nostro organismo in quanto non sono più presenti la rennina e la lattasi, enzimi in grado di digerire le proteine del latte.

Nell’intervista con l’esperta si fa riferimento agli studi riportati in particolare sul libro “The China Study”, di T. Collin Campbell e Thomas M. Campbell, nel quale si sostiene che la caseina, che il nostro corpo non è in grado di digerire ed assimilare, è una sostanza molto pericolosa per l’uomo e può portare anche a gravi problematiche.

Purtroppo la questione è controversa e gli interessi in ballo sono davvero tanti. E tutto questo senza considerare l’aspetto ambientale ed etico legato alla produzione di questo alimento.

Fonte: www.greenme.it

Ora, per cercare di capirne di più, propongo l'estratto di un articolo che riprende il tema del ph sistemico (che non è il ph delle urine) e nel quale si sostiene che dopotutto il latte non è forse così male per le ossa:Latticini, equilibrio acido, e osteoporosi: il vero scoop:
Nello studio, “Latte e l’equilibrio acido-basico: ipotesi proposta vs prove scientifiche“, gli autori esaminano sia la teoria delle ceneri acide nel suo complesso che l’affermazione specifica che i latticini contribuiscono all’osteoporosi. Dopo aver esaminato le prove scientifiche (o la loro mancanza), raggiungono le mie stesse conclusioni: gli studi disponibili semplicemente non supportano questa tesi.

In primo luogo, essi sottolineano che il pH delle urine non è indicativo del pH sistemico. Infatti, salvo in casi di grave insufficienza renale, la dieta non influisce affatto sul pH sierico. Se così fosse, saremmo in un sacco di guai! Il pH del nostro sangue si mantiene in un intervallo molto stretto, e se si discosta significativamente, moriremmo molto rapidamente. Non c’è dubbio che mangiando le cose sbagliate ci si può davvero rovinare la salute, ma per fortuna la nostra sopravvivenza minuto per minuto non dipende dal fatto che siamo in grado di bilanciare correttamente l’acidità o l’alcalinità dei cibi che mangiamo.

Inoltre, le ossa non entrano nemmeno in gioco nella regolazione del nostro pH sierico, che è il lavoro dei nostri reni. Qualsiasi “cenere acida” che viene rilasciata dai cibi che mangiamo può essere facilmente trattata ed eliminata nelle urine. Questo è il motivo per cui il pH dell’urina cambia a seconda di ciò che si mangia. È solo un segno che i reni stanno facendo il proprio lavoro!

In breve, le loro conclusioni semplicemente ribadiscono i punti che ho trattato nella mia serie “Acido-Alcalino”, e dimostrano che la “teoria delle ceneri acide dell’osteoporosi” non ha alcun supporto scientifico. Ma forse la cosa più interessante circa questo particolare studio sul latte è l’affermazione degli autori sui latticini che in primo luogo non sono neanche acido formanti.

Gli autori citano due studi che indicano che il latte in realtà rilascia una cenere alcalina invece di una cenere acida basandosi sulla misurazione del pH nelle urine e l’escrezione di acido netto (NAE) dopo l’assunzione di latte nei test clinici. (Ricordate che questo non significa che il latte alza il pH del siero). Gli alimenti possono cambiare il pH delle urine ma non quello del sangue! Quindi non solo la teoria in se è sbagliata ma anche la sua applicazione, almeno nei prodotti caseari. Anche se la teoria “ceneri acide dell’osteoporosi” fosse valida, non ci sarebbe ancora un meccanismo attraverso il quale i latticini contribuirebbero all’osteoporosi.

Fonte: www.mangiaconsapevole.com


Per quanto mi riguarda il latte rimane comunque un alimento da evitare per altri vari motivi.
Il latte, per lo più di origine industriale, è un prodotto che contiene farmaci di vario genere che sono addizionati al mangime, e che si accumulano nelle loro carni, e nel loro latte: erbicidi, pesticidi, usati per coltivare i mangimi per gli animali - anche questi si accumulano nel corpo degli animali - sangue, pus, feci, batteri, virus. La sua quantità di proteine è maggiore di quella del latte materno, il quale contiene invece la giusta dose per un lattante. 
Senza contare i trattamenti riservati agli animali, che soffrono di varie patologie, ad esempio mastite, e che vanno macellati ancora giovani, quando non sono più capaci di produrre ..Leggere ad esempio: La verità sul latte di mucca: intervista alla dott.ssa Luciana Baroni

4 commenti:

  1. Interessante, ma ci sono parecchi pensieri controversi a riguardo...

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    1. Infatti. Ed è per questa ragione che ho citato anche l'articolo sul ph.
      Io non consumo latte comunque, per le altre ragioni che ho elencato ^_^

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  2. Lasciando perdere il latte industriale, pensate solo che una buona parte del latte "fresco" venduto in africa e' prodotto in Olanda.... Il corpo umano come al solito e' più intelligente di noi e nei ceppi caucasici (e non solo) smette di produrre l'enzima responsabile della sua digestione, come dire....smettila di consumare quella roba!

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    1. Si infatti, sembra che l'enzima venga prodotto a difesa del nostro organismo. Quando non contiene più il "veleno", l'enzima scompare!

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