martedì 30 dicembre 2014

“Caso Amicizia”: dopo un cover-up all’italiana ora anche in una zona d’ombra?

Maurizio Baiata

La divulgazione delle informazioni sul fenomeno UFO è gestita dai servizi segreti dei Paesi coinvolti nel cover-up internazionale sugli UFO e sulla possibile presenza di entità aliene sulla Terra.

Tali operazioni vengono condotte sistematicamente per tacitare le testimonianze, insabbiare le prove e determinare quali dati e informazioni siano da rilasciare, dopo averli epurati di tutti i contenuti importanti e aver disinnescato il loro potenziale di impatto sulla società civile e sulla crescita di consapevolezza dei singoli individui.

Perché la macchina funzioni a dovere è necessario tenere sotto controllo gli ambienti ufologici, servendosi di personaggi che nelle organizzazioni di studio abbiano l’ultima parola, e che stiano al gioco, facendo da “filtro”, valutando e consigliando le major editoriali su cosa, o meno, pubblicare, chi invitare ai convegni, persino nei programmi televisivi.

All’interno delle associazioni di settore l’insabbiamento si applica alle ricerche e ai dati ottenuti dai singoli iscritti. Così, per decenni casi importanti non vengono a galla, le documentazioni cine-video-fotografiche spariscono, le testimonianze finiscono in celle frigorifere ...


Pubblicato anche negli USA

In questo scenario si colloca il “Caso Amicizia”, rimasto sepolto per quasi 40 anni e venuto alla luce nel 2006 grazie all’ingegner Stefano Breccia, che gli ha dato visibilità nel libro “Contattismi di Massa”, pubblicato in Italia dalla Nexus Edizioni e – caso più unico che raro – anche negli USA dalla Author House con il titolo “Mass Contacts”, su spinta della giornalista Paola Harris.

(Nella foto l’ingegner Stefano Breccia)

Una vicenda incredibile e della quale nessuno si sarebbe accorto, nonostante tutto fosse avvenuto in quella terra d’Abruzzo dove gli UFO sembrano essere stati sempre di casa e dove tante persone, nella massima segretezza e per lungo tempo avrebbero avuto contatti diretti con extraterrestri insediatisi nella regione.

Di “Amicizia” mi parlò per la prima volta il sociologo Roberto Pinotti, quando negli anni Novanta ero nel Consiglio Direttivo del CUN, il Centro Ufologico Nazionale. Pinotti mi descrisse per sommi capi la vicenda che in Italia si era sviluppata per una trentina d’anni, sempre al riparo da occhi indiscreti. Pinotti, inoltre, mi confidò di essere stato partecipe di un evento straordinario. Insieme all’ingegner Breccia aveva assistito a distanza ravvicinata all’atterraggio di un disco volante, programmato dagli “Amici” in una località montana abruzzese. Non so se di questo episodio e di altri collegati al caso Amicizia, Pinotti abbia fatto menzione nei suoi libri recenti, successivi a “Contattismi di Massa”.

L’Ondata in Adriatico e Il Contatto a Montesilvano

Il punto cruciale di “Amicizia” va collegato alla famosa ondata di avvistamenti dell’Adriatico nel 1978, una stagione sfolgorante di luci nel cielo e di oggetti metallici strutturati che apparivano e svanivano agli occhi di tutti, gente comune, personale marittimo, forze dell’ordine, persino alcuni ufologi. E gli USO (Unidentified Submerged Objetcs) affioravano dal mare. Forse, in quei fondali si celavano basi aliene. Forse, nelle viscere del Gran Sasso e della Maiella, esseri non terrestri avevano scelto di dimorare. Fantascienza? Oppure, cose reali delle quali non far parola neppure negli ambienti meglio informati dell’ufologia nostrana?Personalmente, propendo per la seconda, visto che il Contattismo non è mai andato a genio alle strutture che considerano valida solo l’ufologia “nuts and bolts” e non le esperienze di contatto.
Passano quasi venti anni prima che l’Abruzzo torni ad essere zona rovente dal punto di vista ufologico, non per il susseguirsi di avvistamenti o incontri ravvicinati che mai sono mancati, bensì per lo straordinario congresso “Il Contatto” tenutosi il 7, l’8 e il 9 Novembre 1997 a Montesilvano.

Organizzato dalla rivista “Dossier Alieni” e dall’associazione M.A.R.E. di Pescara, capitanata da Pino Morelli, il convegno ebbe luogo in un’immensa sala del Grand Hotel Montesilvano, sul lungomare a due passi da Pescara. La struttura alberghiera per tre giorni fu messa a disposizione dal proprietario, l’artista e architetto Antonio Zimei, grande appassionato di UFO e troppo innamorato della sua regione d’Abruzzo per non essere stato a conoscenza del “caso Amicizia”.

Fu Zimei a rendere possibile “Il Contatto”, ospitando in maniera squisita personaggi importanti chiave della scena ufologica mondiale: l’ex colonnello Philip Corso – era fresco di stampa negli USA il suo “Il Giorno Dopo Roswell” – l’ex colonnello USAF Wendelle Stevens, il ricercatore William Hamilton III, l’ex sergente maggiore NATO Robert Dean, il contattista messicano Carlos Diaz e il pilota RAF e scrittore Sir Desmond Leslie, amico e co-autore di George Adamski. L’ospite più atteso, al suo esordio in Italia (sarebbe tornato un anno dopo per il Simposio di San Marino) era Philip Corso. Il vecchio e duro soldato italoamericano mesmerizzò il pubblico, con due interventi che fecero gridare al miracolo: finalmente un militare raccontava la sua verità sull’incidente di Roswell e le relative ricadute tecnologiche che erano passate per le sue mani. Anche per Robert Dean e Carlos Diaz le standing ovation furono da brivido.

Fra gli italiani, si alternarono Roberto Pinotti, Corrado Malanga, Eufemio Del Buono e il pilota Giulio Perrone. In sala era presente Breccia, docente alla facoltà di Ingegneria di L’aquila, esperto di informatica e intelligenza artificiale, che nonostante i ripetuti inviti si era sempre mantenuto lontano dalle luci della “ribalta ufologica”. Accettò di salire sul palco, ma il suo intervento fu telegrafico, pochi minuti a monosillabi e deluse le aspettative di chi sperava in una sua qualche rivelazione su “Amicizia”. Qualcosa, o qualcuno lo aveva dissuaso dal parlare. Il segreto sul caso Amicizia tale doveva restare per altri 10 anni.

Bisogna attendere infatti il 2007, quando esce “Contattismi di Massa”, con prefazione di Pinotti. Breccia, avvalendosi di un manoscritto di Bruno Sammaciccia, nel libro riversa una mole impressionante di informazioni inerenti i CTR e i W56, razze aliene di fattezze umane, tra loro in antitesi ulle finalità dei rispettivi rapporti con i terrestri. Dai “contatti in positivo” con i W56 deriverebbe la definizione di “Amicizia”.

A quel che è dato sapere “Contattismi di Massa” ottiene un buon risultato di vendite e suscita notevole interesse, generando varie polemiche negli ambienti ufologici nostrani. Quasi innescando una reazione a catena, emergono notizie sulla diffusione di “Amicizia” in altri Paesi del mondo, fatti che peraltro in questa sede non possiamo approfondire al momento.

Poco prima di morire, il 3 Marzo 2012, Breccia aveva terminato la stesura del suo secondo libro, che al momento resta inedito. La storia di “Amicizia” manca dunque di fondamentali elementi di riscontro che potrebbero essere apportati da questo secondo volume.
Quanti anni ancora dobbiamo attendere prima di vederlo pubblicato dagli aventi diritto o da chi ora possiede il manoscritto?


Maurizio Baiata, 13 Luglio 2013
Revisione dall’originale: 28 Dicembre 2014

“AMICIZIA” Il CAPITOLO DUE

Il secondo libro sul caso Amicizia esce nel 2013 a doppia firma, quella di Breccia e quella del curatore, lo scrittore australiano Warren P. Aston, al quale era pervenuto il manoscritto prima della scomparsa dell’ingegnere Breccia. Si intitola “Fifty Years of Amicizia” e lo pubblica la Author House.

Che il libro, ancor prima di trovare un editore in Italia, finisse all’estero, potrebbe rientrare nella logica di una diffusione che avesse escluso il nostro Paese per non creare problemi a un Autore che già con “Contattismi di massa” aveva sollevato un bel polverone. Nel corso di nostre conversazioni telefoniche Breccia non aveva nascosto il proprio timore a mantenere per sempre un profilo basso in tutta la questione. Come compendiare dunque, tale prudenza, con la pubblicazione di un secondo libro? Affidandolo ad un agente esterno. Il che è puntualmente avvenuto. Sui contenuti, molto veniva anticipato dallo stesso Warren Aston in un articolo apparso sul sito beforeitsnews il 20 Luglio 2013. Non una grande novità la prefazione di Pinotti, nuovi i contributi di Connie Menger (moglie del contattista americano Howard Menger) e di alcuni esponenti del Cun, mentre il ricercatore e saggista Ivan Ceci proponeva un’articolata disamina del volume (244 pagine corredate da fotografico) descrivendolo come una riedizione, ampiamente rimaneggiata, ma che poco aggiungeva alla precedente.
Non avendolo letto, al momento posso solo rimandare al parere di Ceci.

E se fosse tutta una truffa?

A questo punto, su questo caso che molti ritengono autentico al cento per cento, ritengo necessario parlare di un aspetto che vi getta su un’ombra molto pesante. Il CISU (Centro Italiano Studi Ufologici) ritiene tutta la vicenda “Amicizia” una colossale truffa, perpetrata a fini di lucro e portata avanti per decadi da individui che hanno approfittato della buona fede di persone inconsapevoli. 
Lo hanno affermato ricercatori del calibro di Gian Paolo Grassino e Paolo Fiorino su spazi di discussione Facebook in cui sono stato invitato a intervenire. 

A fronte della mia sorpresa, i due esponenti CISU hanno specificato di essere giunti a tali conclusioni dopo molti anni di indagini su tutta la vicenda, da loro seguita passo per passo anche interpellando diverse persone che ne sarebbero rimaste vittime e di tutto questo siano in possesso di prove inoppugnabili. Rispetto all’alea di totale segretezza che ha caratterizzato la storia sin dalla seconda metà degli anni Cinquanta, che anche “Amicizia” vada collocata in una zona d’ombra non fa una grinza. Bisogna però provarlo.




5 commenti:

  1. Il CISU è una costola del CICAP, dunque le loro conclusioni hanno lo stesso peso di un moscerino. Semmai sarei propenso a vedere in Amicizia un'operazione sinistra e fraudolenta, come ipotizzato in un bell'articolo di X Times. Breve digressione su X Times. è una rivista che ho deciso di non acquistare più perché inficiata da articoli celebrativi del sistema (si pensi al panegirico del negazionista ed astronauta Parmitano), a fronte di poche ricerche pregevoli.

    Ciao

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  2. Secondo me non si può far credito a due che scrivono queste cose su Facebook! Breccia ha scritto un libro molto dettagliato, corredato da foto, disegni, ricerche parallele e dati tecnici. Il dubbio può rimanere, ma non certo perché due tizi scrivono un commento su un social network... dove sarebbero le prove di tale truffa?

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  3. Infatti. E sicuramente le prove che sia un fake finora non ci sono mai state... :)

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  4. Non tutto si riduce a vero e falso, la realtà è più complessa. L'universo è pieno di vita e sappiamo ancora poco del passato del nostro pianeta.
    Propendo secondo i miei studi alla veridicità del caso Amicizia, troppo lungo da illustrare qui.

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    1. Anch'io personalmente ho alcuni indizi che fanno pensare che quel contatto ci sia stato. E non solo in Italia.

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