lunedì 12 marzo 2012

Una società in secca

Gianni Tirelli

Cercare di combattere l’attuale crisi planetaria, immettendo liquidità sul mercato, è come volere riempire il letto di un fiume in secca, con secchi d’acqua. La sorgente, si è prosciugata per sempre, e la poca acqua rimasta, è appena sufficiente per dissetare i nostri figli. Se tutti noi, non riconvertiremo al più presto, lavoro in fatica, sottomettendoci alle leggi ineluttabili della natura, e cessando ogni tipo di violazione e profanazione, tutte le sorgenti si spegneranno, e allora, solo nella follia e nel sangue, placheremo l’arsura dei nostri perversi crimini contro Dio, e perpetrati in suo nome. Che i soldi non siano fonte di felicità, ma l’esatto contrario, è un dato di fatto e, oggi, ancora più di ieri.

L’origine di ogni male è lo sponsor e chi lo rappresenta! La propaganda (o pubblicità, come oggi preferiscono definirla, pur non essendo corrispondente alla sua origine etimologica, poiché, pubblicità deriva da pubblico – relativo ad un ambito cui appartengono o si riferiscono i diritti o gli interessi di una collettività civilmente ordinata” mentre, per propaganda, s’intende un’azione intesa a conquistare il favore o l’adesione di un pubblico sempre più vasto mediante ogni mezzo idoneo ad influire sulla psicologia collettiva e sul comportamento delle masse – sottoporre a bombardamento (o lavaggio del cervello propagandistico) – la propaganda, dicevo, e tutto il suo indotto, alimentano il PIL in ragione di un buon 90%.
Possiamo tranquillamente dichiarare che, il prodotto interno lordo delle nazioni liberiste, poggia le sue fondamenta sulla sabbia o per essere metaforicamente più illuminanti, sull’aria fritta. Il Sistema si ingrassa attraverso la propaganda e quindi, attraverso il consumo di prodotti effimeri, di nessuna qualità e durata (cose del tutto superflue che esulano dai reali bisogno della gente), e sulla base di tutto questo, edifica il suo impero di carta straccia.

Com’è possibile scorgere un prossimo futuro, quando i ricorrenti e sempre più frequenti scricchiolii ci avvertono del suo imminente crollo? ..

Lo sponsor è menzogna e quindi, illegalità. Può, questo mondo non deflagrare se, menzogna e illegalità, sono le ragioni, della sua stessa esistenza? Con tutti questi soldi in circolazione, potremmo acquistare l’intero sistema solare. Ma alla fine, che senso avrebbe? Cosa ce ne faremmo e quali vantaggi ne avremmo in cambio? Nessuno, oltre lo stupido piacere di ostentare una proprietà virtuale. “ Vedi quel mucchietto di stelle lassù, sono tutte mie!”
Per tanto, quella montagna di denaro in circolazione della quale non si scorge la vetta, non ha alcun reale potere d’acquisto, non essendoci, oggi, nulla che valga la pena acquistare. E’ solo l’ostentazione di un potere effimero, improduttivo, sia dal punto di vista etico morale che di vero benessere.

E’ assolutamente necessario comprendere che, i ricavi più sostanziosi dell’Impero Industriale che ci governa e che ci opprime, non provengono dalla costruzione, ma dalla distruzione, dalla violazione e profanazione dell’ambiente, dell’etica, della morale e del buon senso.
Per questo, oggi, il loro valore è pari a zero.

Tutti quei milioni di euro, incassati da calciatori, piloti, attori, cantanti, presentatori, commercianti inquinatori ed affini, in realtà non sono che carta straccia.
In genere, i depositari di tutta questa ricchezza (farina del diavolo) appartengono alla categoria del’intrattenimento; una sottocultura improduttiva e deviante, che fa leva sugli istinti più bassi degli individui, relegandoli dentro un’ignoranza abissale e una subdola schiavitù. Questi personaggi (con la retorica delle solite eccezioni), investiti di un tale potere mediatico (senza il quale, schiatterebbero per crisi di astinenza, in breve tempo), si avvalgono di un tale privilegio, per soddisfare vizi, manie, perversioni sessuali e mitigare, ansie, paranoie e depressione.

L’origine di tutto questo denaro è relativa e risultato ultimo della deforestazione, della sottrazione energetica dal sottosuolo, del degrado ambientale, dell’estinzione delle specie animali e vegetali, dell’inquinamento delle acque e del territorio. E’ il risultato della violazione e profanazione che ha prodotto guerre, violenza, prostituzione, pedofilia e stupri di massa-
È il denaro sporco di una società necrofila, lavato con il sangue dei suoi cittadini.
 Tutto ciò, non è ricchezza, ma la peggiore delle povertà, della miseria più nera.
Stiamo precipitando come un’enorme pietra, lungo il ripido crinale di una montagna, ad una velocità incontrollata e, presto, ci schianteremo contro la granitica ottusità del nostro cuore malato.

Su proposta della facoltà di sociologia
dell’Università di Urbino, Valentino Rossi ha ricevuto una laurea honoris causa in “Comunicazione e pubblicità”. Deprimente e sconcertante!! Ha poi dell’incredibile che, con tutti i soldi che guadagna, fra gare e pubblicità (lui come mille e mille altri) si senta in dovere di evadere le tasse.

Questi comportamenti, non sono semplicemente relativi a un’ingordigia di fondo, ma sconfinano nel campo della psicopatica del primato ad ogni costo, e nella narcisistica ostentazione di una ricchezza assunta a mero parametro di potere personale, indotta da una crisi di astinenza e dipendenza mediatica.
E’ automatico domandarsi, cosa poi se ne facciano mai di tutto questo denaro che, oltre all’intrinseca capacità di soddisfare i normali bisogni quotidiani, le ambizioni, vizio e perversione, deve comunque fare i conti con la brevità della vita e la precarietà della salute.

L’uomo fu posto sulla terra, dice la Genesi, perché “la coltivasse e la custodisse”; ma il giardino c’è già, le materie prime ci sono già. – Ecco, allora, un altro tema importante per la giustizia e per la solidarietà: la destinazione universale dei beni – Il primato non è quello della proprietà privata.

Essa è al massimo una delle vie, come la democrazia per la politica, che sono state scelte nell’interno della storia per cercare di raggiungere quella verità primaria che è la destinazione universale dei beni.
S. Ambrogio, vescovo di Milano, in una sua opera scrive queste parole: “La terra è stata creata come un bene comune per tutti, per i ricchi e per i poveri. Perché allora, voi ricchi, vi arrogate un diritto esclusivo sul suolo? Quando tu aiuti il povero, tu o ricco, non gli dai del tuo, ma gli rendi il suo. Infatti, la proprietà comune, che è stata data in uso a tutti, tu solo la usi; la terra è di tutti, non solo dei ricchi. Dunque, quando tu aiuti il povero, restituisci il dovuto, non elargisci il non dovuto”.

Ecco un tema che dal punto di vista concreto, è di attualità. Pensiamo al problema del debito delle nazioni povere o a quello della fame. Noi siamo assisi nel mondo a una tavola nella quale abbiamo tutto, anzi, siamo con problemi di linea e di dieta.
 Dall’altra parte della tavola ci sono tantissime persone, molte più di noi, che ricevono soltanto le briciole. C’è, allora, bisogno di ricordare a questo punto anche un’altra componente, quella della giustizia, che deve reggere non soltanto le scelte politiche, ma anche le scelte sociali.

Una poetessa ebrea fuggita dal nazismo e rifugiata in Svezia, Nelly Sachs, scrisse una ballata sui profeti che ha un’antifona veramente necessaria ai nostri giorni distratti ed egoisti che non ascoltano le voci che inquietano. Diceva: “Se i profeti irrompessero per le porte della notte, incidendo ferite nei campi della consuetudine, se i profeti irrompessero per le porte della notte, cercando un orecchio come patria, orecchio degli uomini, ostruito d’ortiche, sapresti ascoltare?”.

Il dramma del nostro tempo è questo: la nostra superficialità, la nostra banalità fa sì che, si vedono tutti quelli che muoiono di fame, si vedono le ingiustizie, si sentono ma, esse, vengono poi omologate in una immensa chiacchiera televisiva. Le nostre orecchie sono ostruite di ortiche e non ascoltano più la voce del principio della solidarietà e della giustizia che vuol dire impegno e riconoscimento di un dono, ma anche amore per gli altri”.

“La quantità di soldi in circolazione 
è direttamente proporzionale 
alla loro capacità distruttiva”

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