In tempi recenti è toccato alla ministra della giustizia francese, Christiane Taubira, essere paragonata a una scimmia, come era accaduto qui a Cécile Kyenge.
L’odioso vizio di negare l’umanità di avversari e nemici non è circoscritto ai periodi più drammatici della storia, né al comportamento di pochi razzisti.
Un numero crescente di studi suggerisce che il problema sia profondo, subdolo, universale.
E’ come se avessimo nel cervello un misuratore di umanità arbitrariamente tarato sul nostro senso di appartenenza (etnica, sessuale, politica, persino calcistica)...
