"Morte, non andar fiera, se anche qualcuno ti ha chiamata terribile e potente, tu non lo sei.
Perché quelli che tu pensi di travolgere non muoiono, povera morte, né tu puoi uccidere me.
Dal riposo e dal sonno, che non sono che tue immagini, molto piacere deriva, dunque da te molto di più deve fluire.
E più presto se ne vanno con te i migliori tra noi, riposo delle loro ossa e liberazione dell’anima.
Tu sei schiava della sorte, del caso, dei re, dei disperati, e dimori col veleno, la malattia, la guerra, oppio e incantesimi possono farci dormire altrettanto e meglio del tuo fendente.
Perché dunque t'insuperbisci?
Dopo un breve sonno noi ci destiamo in eterno.
Morte più non sarà. E tu, morte, morrai."
- John Donne - (1573-1631) ...
