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venerdì 12 dicembre 2025

Gli esperimenti “scientifici” dei medici nazisti

Durante la guerra, nei campi di concentramento nazisti, furono effettuati esperimenti medici sui prigionieri. Questi esperimenti vennero fatti con lo scopo dichiarato di condurre ricerche e di mettere a punto metodi che permettessero di migliorare la possibilità di sopravvivenza e di guarigione dei soldati tedeschi in guerra, ma anche di migliorare la “razza ariana”. 

Per gli internati e per le loro sofferenze, che quasi sempre avevano fine soltanto con la morte, nessuno degli autori di questi esperimenti mostrò la minima preoccupazione.

Gli esperimenti erano di ogni tipo; quelli che seguono sono solo alcuni esempi.

Esperimenti sulla sopravvivenza in condizioni estreme

Tra i primi a essere messi a punto furono gli esperimenti condotti a grandi altezze o a basse temperature. Il protrarsi del conflitto con la Gran Bretagna e la battaglia aerea fecero sorgere, infatti, alcuni interrogativi. Si voleva capire, ad esempio, se un aviatore si poteva lanciare con il paracadute da un’altezza superiore al limite normale del respiro; quanto era possibile sopravvivere in acque gelate e come poteva essere rianimato un aviatore congelato. La maggior parte di questi esperimenti furono condotti a Dachau, in camere di decompressione, sotto la direzione di Hans Wolfgang Romberg e Sigmund Rascher, i quali ottennero senza problemi da Himmler il consenso per usare cavie umane prelevate dai campi di concentramento...