Un'ipotesi del Senior Software Architect Matteo Bacan.
Da leggere con la mente aperta..
Il progresso tecnologico dell'umanità è stato per secoli caratterizzato da una lenta evoluzione meccanica e termodinamica. Questa costante non è mai variata nel tempo, o almeno non è mai variata fino alla metà del XX secolo. Poi, nel giro di qualche decennio, siamo saltati dagli ingranaggi di ottone alle reti neurali da trilioni di parametri: un'accelerazione che sfida qualsiasi legge della probabilità statistica.
Come direbbero sul ponte dell'Enterprise: "È vita, Jim, ma non come la conosciamo."
Eraclito sosteneva che tutto scorre, panta rei, e che il cambiamento è l'unica costante dell'universo. Peccato che non avesse specificato a che velocità. Perché la velocità con cui siamo passati dal teletipo al Large Language Model non assomiglia a un fiume che scorre: assomiglia a qualcuno che ha aperto una diga.
Proviamo quindi a fare un'analisi più approfondita, senza preconcetti, perché quello che andrò a svelarvi in queste poche righe è qualcosa di sorprendente. Ho passato settimane con l'ansia di tenere per me questa scoperta, ma vista la portata, non potevo rimanere zitto...
