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martedì 18 settembre 2018

"Solo una questione di Sangue?"

di Federico Bellini

Il fattore Rh, o fattore Rhesus, si riferisce alla presenza di un antigene (in questo caso di una proteina), sulla superficie dei globuli rossi o eritrociti; dei tre determinanti antigenici, C, D ed E che possono essere presenti, il D ha importanza clinica.

Si stima che si trovi sulla superficie dei globuli rossi ed è presente nell'85% circa della popolazione umana, in quanto è un carattere ereditario e si trasmette come autosomico dominante: se una persona possiede questo fattore si dice che il suo gruppo è Rh positivo (Rh+), se invece i suoi globuli rossi non lo presentano, il suo gruppo sanguigno è definito Rh negativo (Rh-).

Il fattore Rh negativo è recessivo e si esprime come tale solo in individui omozigoti per quel carattere, quindi solo in individui figli di genitori che possiedano almeno un allele Rh-, ma che non sono necessariamente Rh-, perciò, nel caso di genitori eterozigoti l'ereditarietà è di tipo mendeliano, e questi ultimi avranno, a ogni concepimento, il 25% di probabilità di avere un figlio omozigote Rh negativo.

Il sistema Rh è importante per la compatibilità delle trasfusioni sanguigne, anche se (a differenza degli antigeni del sistema AB0) gli anticorpi anti-Rh sono prodotti dopo una prima trasfusione con sangue Rh+, in quanto l'antigene non è presente nell'ambiente. 

Un individuo omozigote per il fattore Rh negativo può ricevere trasfusioni di sangue solo da un altro omozigote Rh negativo, ma può essere donatore anche per omozigoti ed eterozigoti Rh positivi...