Tre problemi che la diffusione dei chatbot ci sollecita a considerare: (i) è vero che l’uso di questi sistemi sta modificando i nostri processi cognitivi? (ii) se questo è vero, le nostre attitudini cognitive si stanno modificando in peggio? (iii) e, se questo è vero, che cosa possiamo fare per evitarlo?
di Luca Mari e Alessandro Giordani
Un articolo di Nicholas Carr pubblicato sull’Atlantic nel 2008, e da allora diventato celebre, poneva domande emblematiche – a partire dal suo titolo – sulla transizione che allora stavamo vivendo: “Google ci sta rendendo stupidi? Cosa sta facendo internet ai nostri cervelli?” (Is Google Making Us Stupid? What the Internet is doing to our brains).
In quel testo si riflette intorno alle criticità dell’influenza dei sistemi digitali sulle nostre capacità intellettuali: “I media non sono solo canali passivi di informazione. Forniscono la materia del pensiero, ma modellano anche il processo di pensare.
E ciò che internet sembra produrre è di indebolire la [nostra] capacità di concentrazione e comprensione” ...
