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venerdì 2 giugno 2023

Analfabetismo funzionale: significato e differenze con l’analfabetismo “classico”

 da dott. Emilio Alessio Loiacono

Con l’espressione “analfabetismo funzionale” (anche detto “illetteralismo“) si indica per definizione l’incapacità di un soggetto nell’usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle varie situazioni della vita quotidiana, sia professionali che sociali. 

L’analfabetismo funzionale – essendo in realtà un concetto molto dinamico e complesso – viene continuamente ridefinito in base allo sviluppo di una società e non può essere definito precisamente in modo assoluto: i criteri per valutarlo variano da nazione a nazione e da periodo storico a periodo storico. E’ complesso se non addirittura impossibile mettere a paragone ad esempio l’analfabetismo funzionale di uno spagnolo che ha vissuto negli anni ’70 del secolo scorso, con quello di un tedesco che ha vissuto i primi anni del nuovo millennio.

L’analfabetismo funzionale trova il suo naturale sfogo su internet, nei vari social network come ad esempio Facebook, dove intere discussioni sono spesso governate dal totale analfabetismo funzionale dei partecipanti, in modo a volte così grottesco da rendere il funzionalmente analfabeta del tutto indistinguibile da un “troll”, cioè un utente quasi sempre anonimo che invia messaggi provocatori, irritanti o volutamente fuori tema per intralciare la discussione o scatenare la reazione degli interlocutori ...

martedì 17 aprile 2018

Il 70 per cento degli italiani è analfabeta (legge, guarda, ascolta, ma non capisce)


Non è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo rispetto alla realtà, che avvicina la cifra autentica all'80 per cento. 

E questo vuol dire che tra la gente che abbiamo attorno a noi, al caffè, negli uffici, nella metropolitana, nel bar, nel negozio sotto casa, più di 3 di loro su 4 sono analfabeti: sembrano “normali” anch'essi, discutono con noi, fanno il loro lavoro, parlano di politica e di sport, sbrigano le loro faccende senza apparenti difficoltà, non li distinguiamo con alcuna evidenza da quell’unico di loro che non è analfabeta, e però sono “diversi”.

Qual è questa loro diversità? 

Che sono incapaci di ricostruire ciò che hanno appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer. Sono incapaci! La (relativa) complessità della realtà gli sfugge, colgono soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva. 

Non sono certamente analfabeti “strumentali”, bene o male sanno leggere anch’essi e – più o meno – sanno tuttora far di conto (comunque c'è un 5 per cento della popolazione italiana che ancora oggi è analfabeta strutturale, “incapace di decifrare qualsivoglia lettera o cifra”); ma essi sono analfabeti “funzionali”, si trovano cioè in un'area che sta al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura o nell'ascolto di un testo di media difficoltà. Hanno perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre - non se ne rendono nemmeno conto ...