Verso una scienza orgonomica dell’atmosfera che faccia fronte ai tanto temuti spauracchi della siccità e dell’inquinamento. Per “colpa dell’etere” grandi ricercatori hanno vissuto un destino scientifico irto di ostacoli o a malapena riconosciuto: Tesla per es., W. Reich – in quanti sanno dei suoi inediti – Giuseppe Calligaris, e chi conosce il grande lavoro di Ighina?
Il clima, la meteorologia e la formazione degli eventi atmosferici hanno interessato Reich (medico ricercatore, allievo di Sigmund Freud) sin dai tempi della scoperta nell’atmosfera di un nuovo principio energetico, che non seguiva le leggi della fisica tradizionale, avvenuta agli inizi degli anni ’40.
In precedenza, studiando il comportamento degli esseri umani, Reich vide che questa energia, che chiamò orgonica, era presente e fluiva all’interno dell’organismo. Successivamente ampliando l’interesse dei suoi studi e delle sue ricerche verso la biogenesi e le origini della vita, constatò che si poteva trovare dappertutto in natura, invalidando in questo modo l’assunto di Einstein che tutta l’atmosfera ed il cosmo erano vuoti e privi di energia.
Fondò l’orgonomia che era la scienza che studiava il comportamento di questo nuovo principio energetico presente in natura. Egli vide che esso seguiva alcune leggi fondamentali e possedeva peculiarità che lo differenziavano dalle energie allora conosciute come l’elettricità, il magnetismo, la gravità, e quella nucleare...
