di Carlo Grande
A lanciare l’allarme è l’ecologo americano Gordon Hempton, che da 35 anni percorre il mondo - microfono alla mano – militando silenziosamente per la protezione degli spazi sonori sempre più infestati dall’antropofonìa, i suoni di origine umana, arricchendo il suo archivio con migliaia di ore di «suoni dell’esistenza».
Non è alla ricerca del silenzio perfetto, interstellare - che come il vuoto assoluto significa soltanto assenza di vita - ma di qualcosa che non contenga il rumore costante degli umani, latrati di motore o musichette da supermercato, banca, ascensore ...
