Avevano usato la solita giustificazione della "difesa dei diritti umani", avevano detto che portavano la pace e la democrazia, avevano detto che intervenivano per salvare e liberare la popolazione dalla dittatura, lo hanno detto per l'Iraq, per l'Afghanistan, per la Libia e lo stanno facendo per la Siria e l'Iran.
Stesso gioco, solito trucchetto: ma ahimè, ci hanno creduto ancora in molti, conquistati dallo spirito guerrafondaio travestito per l'occasione in pseudoumanitarismo a senso unico.
I risultati di queste campagne, di consenso bellicista prima e militare poi? Sempre gli stessi: bombardamenti costanti e terrorismo stragista e psicologico, paesi distrutti e ridotti a protettorati per le elite occidentali e i loro fiduciari nelle nuove colonie. Ultima vittima di questo meccanismo al momento è la Libia, passata dal regime di Gheddafi a terra di occupazione e controllo per "poteri forti" (finanziari, industriali e militari) occidentali. Tanto per capirci, il nuovo ministro del petrolio, Abdulrhman Ben Yezza, è un'ex dirigente dell'Eni, e il nuovo premier, Abdurrahim El-Keib, è da sempre vicino ai petrolieri anglo-francesi. Ora i conti quadrano e tornano tutti.
I risultati di queste campagne, di consenso bellicista prima e militare poi? Sempre gli stessi: bombardamenti costanti e terrorismo stragista e psicologico, paesi distrutti e ridotti a protettorati per le elite occidentali e i loro fiduciari nelle nuove colonie. Ultima vittima di questo meccanismo al momento è la Libia, passata dal regime di Gheddafi a terra di occupazione e controllo per "poteri forti" (finanziari, industriali e militari) occidentali. Tanto per capirci, il nuovo ministro del petrolio, Abdulrhman Ben Yezza, è un'ex dirigente dell'Eni, e il nuovo premier, Abdurrahim El-Keib, è da sempre vicino ai petrolieri anglo-francesi. Ora i conti quadrano e tornano tutti.
Più laici, meno islamisti e soprattutto il nuovo ministro del petrolio che è un ex dipendente dell'Eni: Abdulrhman Ben Yezza. Una nomina a sorpresa della quale, al momento, è difficile dare una esatta lettura: se Yezza sia stato nominato per le sue indubbie capacità tecniche, maturate nel corso della sua passata esperienza lavorativa, o se - in qualche modo - la sua presenza sia da considerare in quota Eni o in quota Italia, piccola vittoria dopo la guerra (nemmeno tanto clandestina) attraverso la quale i diversi paesi, Francia, Inghilterra e Italia, in primis, hanno cercato di difendere i propri interessi danneggiandosi a vicenda, aggrediti a loro volta anche da emissari dei paesi del Golfo ...
