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giovedì 28 gennaio 2021

Perché la scienza politicizzata è pericolosa

Tratto dal libro di Michael Crichton, Stato di Paura.

A sinistra: opera di Igor Morski

"Immaginate che ci sia una nuova teoria scientifica che metta in guardia su un’emergenza impellente e indichi una via d’uscita. Questa teoria viene subito sostenuta dai più importanti scienziati, politici e celebrità di tutto il mondo. 

La ricerca è finanziata da filantropi di primo piano, ed è portata avanti da università prestigiose.
I media si occupano spesso dell’emergenza in atto. La teoria scientifica in questione viene insegnata nelle università e nelle scuole superiori.

Non mi riferisco al surriscaldamento globale. Sto parlando di un’altra teoria, che è salita alla ribalta un secolo fa. Tra i suoi fautori c’erano Theodore Roosevelt, Woodrow Wilson e Winston Churchill. Era appoggiata dai giudici della corte suprema Oliver Wendell Holmes e Louis Brandeis, che emanarono leggi in suo favore. 
Tra le personalità che la sostenevano erano annoverati Alexander Graham Bell, l’inventore del telefono; l’attivista Margaret Sanger; il botanico Luther Burbank; Leland Stanford, il fondatore della Stanford University; il romanziere H.G. Wells; il drammaturgo George Bernard Shaw; e centinaia di altri. Diversi premi Nobel si schierarono in suo favore. 

La ricerca venne finanziata dalle fondazioni Carnegie e Rockefeller. Per portare avanti le ricerche venne istituito il Cold Springs Harbor Institute, ma una parte importante del lavoro venne svolto nelle università di Harvard, Yale e Princeton, Stanford e Johns Hopkins. Vennero promulgate leggi ad hoc in molti stati, da New York alla California ...