Nei campioni dell’asteroide Ryugu sono state trovate adenina, guanina, citosina, timina e uracile. Si tratta di tutte le cinque basi azotate che compongono il DNA e l’RNA, ovvero le molecole alla base di ogni forma di vita conosciuta. Il DNA alieno non si sarebbe formato sulla Terra, ma nel cosmo, dando adito a nuove teorie sull’origine del Sistema Solare.
La ricerca è stata condotta da un gruppo di scienziati guidati da Toshiki Koga, dell’Agenzia giapponese per le scienze marine e terrestri.
Il risultato dello studio pluriennale è stato pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Nature Astronomy, con risultati imprevisti...
Nessuno si attendeva la scoperta, su reperti di materiale extraterrestre – provenienti da un asteroide – delle molecole alla base della vita sulla Terra.
Il DNA alieno lascia comprendere che questi composti possono formarsi anche in assenza di processi biologici, per venire poi trasportati sulla Terra ancora intatti.
Nel 2014, la sonda spaziale giapponese Hayabusa-2 ha raggiunto l’asteroide Ryugu, che orbita poco distante dal nostro Pianeta.
Si tratta di campioni unici per la loro purezza perché, a differenza delle meteoriti cadute al suolo, non sono stati contaminati dall’ambiente terrestre, ma arrivati in capsule sigillate.
La vita potrebbe non essere nata sulla Terra
La presenza di molecole di DNA e RNA sui reperti di Ryugu non sta a indicare la presenza di vita sull’asteroide.
La conclusione degli scienziati è che gli asteroidi primitivi siano ambienti capaci di produrre e conservare i precursori chimici della biologia.
Ciò suggerirebbe che la vita non si sia formata inizialmente sulla Terra ma altrove, forse proprio su corpi come Ryugu, per poi raggiungere il nostro Pianeta nelle prime fasi della storia del Sistema Solare.
L’ipotesi è rafforzata dalla presenza di ammoniaca sui detriti, un composto azotato cruciale nei processi prebiotici, ovvero precedenti alla vita.
Si potrebbe dunque pensare anche a un meccanismo di sintesi ancora sconosciuto al mondo della scienza e attivo nelle primissime fasi della creazione del Sistema Solare.
La conferma dall’asteroide Bennu
L’asteroide Ryugu non è il primo su cui si rintracciano i cosiddetti “mattoni” genetici. Lo stesso avvenne, circa un anno fa, sull’asteroide Bennu.
Seppur in quel caso non era stato possibile individuare tutte e cinque le molecole che compongono il DNA e l’ammoniaca era presente in quantità minori.
Si tratta, in ogni caso, della conferma che le molecole necessarie ai processi biologici sono ampiamente diffuse nel Sistema Solare.
L’asteroide Ryugu non è il primo su cui si rintracciano i cosiddetti “mattoni” genetici. Lo stesso avvenne, circa un anno fa, sull’asteroide Bennu.
Seppur in quel caso non era stato possibile individuare tutte e cinque le molecole che compongono il DNA e l’ammoniaca era presente in quantità minori.
Si tratta, in ogni caso, della conferma che le molecole necessarie ai processi biologici sono ampiamente diffuse nel Sistema Solare.
Fonte: www.virgilio.it
Non è fantascienza: è la prova che gli ingredienti della biologia sono arrivati da un bombardamento cosmico.



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