sabato 6 maggio 2017

Seawer, un sistema innovativo per la pulizia degli oceani


Sarebbe urgente uscire dalla trappola del consumo frenetico, che serve soltanto a rinforzare e garantire un valore al "dio denaro", ma non a migliorare l'esistenza degli uomini. Produrre e consumare oggetti destinati a rompersi nell'arco di poco tempo (ved. Obsolescenza Pianificata) - con la conseguenza dello spreco inutile e dell'accumularsi di spazzatura che sta soffocando il nostro pianeta - è un atteggiamento le cui conseguenze, benché decisamente minacciose, non sono ancora ben chiare a tutti. Così come non è sempre chiaro che è altrettanto urgente iniziare a pulire ciò che abbiamo insudiciato. Bisogna cambiare rotta, investire denaro in modo intelligente, fornire lavoro utile e prendere coscienza del fatto che abbiamo compromesso gravemente la vita di milioni di creature terrestri, comprese le nostre ..
Catherine


I marinai che solcano le acque del Pacifico lo sanno bene: sempre più frequentemente si trovano a navigare in un vero e proprio mare di spazzatura, originato dal fatto che ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani, arrivando a formare vere e proprie isole di pattume non biodegradabile denominate GPGP, Great Pacific Garbage Patch.

Alcune di queste sono di dimensioni superiori ad un paese come la Francia e, guidate dalle correnti oceaniche, hanno più volte compiuto il giro del mondo costituendo una grave minaccia per migliaia di animali marini e per l’ecosistema. I rifiuti navigano talmente compatti, com’è visibile nella foto aerea a corredo, da impedire all’aria ed alla luce del sole di penetrare nell’acqua, con tutte le immaginabili nefaste conseguenze ...


Sezione verticale Seawer con dettagli

Per contrastare questo fenomeno il progettista coreano Sung Jin Cho ha ideato Seawer: si tratta di un grattacielo al contrario di forma circolare, immerso nelle acque marine per 300 metri di profindità e del diametro di 550 metri.


La struttura galleggiante, in grado di funzionare come stazione di riciclaggio per l’oceano, è in realtà un foro di aspirazione al cui interno verrebbe inglobata la spazzatura affiorante a pelo d’acqua. La plastica verrebbe raccolta da appositi filtri, mentre l’acqua verrebbe filtrata e, una volta ripulita, rilasciata nuovamente in mare.

Il progetto, che ha ricevuto una menzione d’onore al concorso eVolo Skyscraper 2014, non solo sfrutterebbe l’energia solare per il funzionamento e per gli spostamenti, ma sarebbe in grado di produrne. La plastica verrebbe dapprima frantumata e successivamente micronizzata attraverso cinque filtri consecutivi in modo da poter essere recuperata e riutilizzata una volta separata dall’acqua e da qualsiasi eventuale residuo organico.


Le particelle plastiche così raccolte tornerebbero verso la superficie per effetto della loro leggerezza, mentre l’acqua scenderebbe in profondità nella struttura, finendo in appositi bacini di sedimentazione per essere ulteriormente purificata, prima di essere reimmessa in mare. Sicuramente futuristico, il progetto è stato definito anche visionario.
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