martedì 8 settembre 2015

Aristocrazia

La tanto sospirata (e sbandierata) presa di coscienza globale è in atto oppure no? La vera aristocrazia è quella dell'intelletto? E l'azione? ..
Un articolo che propone un'interessante analisi ..
Catherine


Alcuni ritengono che Homo sapiens sapiens oggi stia divenendo sempre più consapevole: come sempre, non si può generalizzare, ma ci sembra che, nel suo complesso, l’umanità sia decaduta in modo preoccupante, soprattutto in quei paesi dove i media esercitano il loro deleterio influsso con la propaganda ed il plagio che hanno ormai quasi del tutto sostituito non solo la cultura, ma anche l’informazione.

E’ sufficiente vedere quali sono le “notizie” più condivise e votate sugli aggregatori di siti, sulle reti asociali ed altrove per constatare la pochezza e la stupidità dei peones: queste “notizie” riguardano il calcio, il cinema più scadente e commerciale, i teleromanzi, le sagre, la moda, gli ammennicoli tecnologici, i finti bisticci tra “politici di destra” e “politici di sinistra”, liti suscitatrici fra i lettori di interminabili polemiche, condite da insulti e parole turpi...


Dov’è dunque la tanto sbandierata presa di coscienza? Bisogna anche rilevare che tra le persone in buona misura consce delle insidie tese, ad ogni passo, dal sistema, non si assiste ad una reale maturazione. A volte è l’approccio ad essere errato. Valga un esempio per tutti: quando alcuni vengono al corrente della biogeoingegneria clandestina, invece di intraprendere un percorso di lotta e di tenace divulgazione in merito allo scottante tema, si affannano per cercare dei rimedi naturali in modo da smaltire i metalli che si accumulano nell’organismo.

E’ reazione legittima e comprensibile, tuttavia denota in fondo l’atteggiamento di chi, rimanendo sulla difensiva, rinuncia ad un’azione risoluta. 
Inoltre è un contegno che prescinde da una vera comprensione del problema: pensare di eliminare tutti veleni diffusi con le operazioni chimico-biologiche ed in altri mille maniere, introducendo nella dieta tale o tal’altro alimento o integratore, è come credere che, togliendo l’acqua con un secchio da un’imbarcazione che sta inabissandosi, a causa di un’ampia falla, il natante non affonderà. Insomma, non si possono scambiare i palliativi, pur opportuni e consigliabili, per risoluzioni definitive. Il rischio è anche quello dell’egocentrismo, dell’indifferenza per i danni che sono recati al pianeta ed ai suoi abitanti.

Ci si rintana in un buen retiro, illudendosi che il mondo là fuori, con le sue laceranti contraddizioni, non verrà mai a bussare alla porta.

E’ vero, però, che in questo panorama desolante, con la maggior parte della popolazione inebetita dalla fielevisione, spicca un’élite il cui ingegno, discernimento e coraggio sopravanzano le più rosee aspettative. 
E’ un’avanguardia che si muove, pur tra i dardi infuocati dell’ostilità generale, verso radiosi orizzonti. Questa aristocrazia che, per intrinseche ragioni di superiorità intellettuale ed etica, non può comunicare con il volgo acefalo, è destinata a lasciarsi dietro di sé non solo un mondo fangoso, ma soprattutto chi ama rivoltarsi nel fango.
Fonte: zret.blogspot.it

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