mercoledì 16 luglio 2014

Il Polo Nord si sta spostando, il campo magnetico terrestre si sta indebolendo

Da diversi anni si parla dello spostamento progressivo del polo magnetico terrestre e dell'indebolimento del campo magnetico terrestre. Ora arriva la conferma dai satelliti. Quali saranno le conseguenze?

Tre satelliti della Stazione spaziale europea hanno rivelato le ultime modifiche nei segnali del campo magnetico terrestre che protegge la Terra dalle tempeste solari e raggi cosmici. Questi indicano un indebolimento nella maggior parte del pianeta e la conferma del punto di passaggio verso il nord della Siberia.

Il 19 Giugno l’Esa ha dichiarato :” Le misurazioni effettuate durante gli ultimi sei mesi confermano il trend generale di indebolimento del campo, con il calo più drammatico nell’emisfero occidentale. Ci sono altre aree invece che mostrano un rafforzamento nel mese di gennaio, come l’Oceano Indiano meridionale. Recenti misurazioni confermano anche il movimento del nord magnetico verso la Siberia.” 

Al momento gli scienziati non hanno dato una spiegazione su cosa sta portando questo cambiamento e nei prossimi mesi studieranno anche il mantello della Terra, crosta, gli oceani, la ionosfera e la magnetosfera.

Questo fornirà una nuova visione di molti processi naturali che avvengono all’interno del nostro pianeta in relazione alle previsioni dello spazio causata dalla attività solare . A sua volta, questa informazione porterà ad una migliore comprensione del perché il campo magnetico si sta indebolendo ” così hanno continuato gli scienziati dell’Esa. Nel corso del ventesimo secolo il movimento del Polo Nord è passato da 10 a 40 Km l’anno, a questa velocità nel giro di pochi decenni dovrebbe raggiungere la Siberia ...


Molte persone hanno domandato, cosa accade se il campo magnetico crolla? La Nasa ha risposto che un movimento del 10% non vuol dire che l’inversione sia imminente, sbalzi del campo magnetico sono frequenti e tutto può accadere. Come si nota non vi è stata una risposta precisa alla domanda. Sappiamo tutti che il campo magnetico ci protegge dalle collisioni con asteroidi ed oggetti che vagano nello Spazio. Aspettiamo ulteriori dati per tenere tutti informati.
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Il Polo Nord magnetico, attualmente localizzato nel Canada settentrionale, si sta spostando verso l’Alaska e potrebbe raggiungere la Russia. Ad affermarlo è uno scienziato canadese, Larry Newitt, del Geological Survey of Canada.

Secondo gli scienziati, il campo magnetico terrestre starebbe diminuendo in modo particolarmente evidente al di sopra dell’emisfero occidentale. Tuttavia, all’interno di questa tendenza globale, l’ESA ha individuato anche una tendenza al rafforzamento del campo in alcune zone del pianeta, come sulla regione meridionale dell’Oceano Indiano. Le misure di Swarm confermano anche che il polo nord magnetico si starebbe spostando verso la Siberia. Quali potrebbero essere le conseguenze dell’indebolimento? La quantità di radiazioni provenienti dallo spazio aumenterebbe, causando, tra l’altro, un numero maggiore di malfunzionamenti nei dispositivi elettronici spaziali e terrestri. Quanto all’uomo, al momento è troppo presto per ipotizzare danni alla salute: tuttavia, perché questo fenomeno possa danneggiare gli esseri umani, bisognerebbe che la riduzione del campo fosse molto più sensibile di quella misurata da Swarm.

Se per il momento i ricercatori non hanno una risposta precisa al perché il campo stia diminuendo d’intensità, si riaffaccia una vecchia ipotesi. Secondo alcuni geofisici, infatti, l’indebolimento rilevato da Swarm potrebbe essere un segnale di una prossima inversione del campo magnetico terrestre. Un fenomeno, questo, che accade in media ogni 250.000 anni, e che è avvenuto per l’ultima volta 780.000 anni fa (cioè un periodo molto maggiore dell’intervallo medio tra due inversioni). L’eventuale inversione durerebbe alcune migliaia di anni: a quel punto, i poli magnetici si sposterebbero su tutta la superficie del globo, causando i problemi elettronici menzionati, ma senza privare la Terra del suo scudo magnetico necessario alla vita durante questo periodo. Al momento, comunque, i ricercatori restano prudenti, e aspettano di saperne di più nel corso dei prossimi mesi prima di formulare ipotesi. L’impossibilità attuale di fornire una risposta all’indebolimento è da attribuire alla pluralità di agenti coinvolti nel fenomeno stesso, che rendono complicato individuare i contributi individuali. Di fatto, se il contributo principale al campo proviene dalla rotazione del nucleo del pianeta, influiscono anche fattori come il campo crostale (causato dalle rocce magnetizzate situate nella crosta terrestre), o le interazioni magnetiche tra Terra e Sole.

“Questi risultati iniziali dimostrano che Swarm sta funzionando in modo eccellente”, ha affermato Rune Floberghagen, direttore della Missione Swarm all’ESA. “I dati – ha aggiunto l’ingegnere norvegese – mostrano anche la capacità di Swarm di mappare nel dettaglio le caratteristiche del campo magnetico, a una risoluzione mai raggiunta finora”. I risultati sono stati presentati il 19 giugno al ‘Terzo incontro scientifico Swarm’, tenutosi a Copenaghen.
Fonte: altrogiornale.org

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