giovedì 22 maggio 2014

Archetipi

Gli archetipi sono molto semplici, ma noi ci ostiniamo a crederli complicatissimi: confondiamo gli archetipi con gli aggregati di milioni di archetipi. Confondiamo i mattoni con le case...
La caratteristica fondamentale: sono fatti di pensiero, sono eterni, perfetti,  costituiscono il legame fra la materia e lo spirito, fra il corpo e il pensiero...

Gesù nel vangelo di Tommaso, ci dice:

- Vi stupirete quando vedrete a chi assomigliate, ma mille e mille volte più grande sarà il vostro stupore quando scoprirete gli Archetipi che esistono da sempre e non nascono e mai muoiono e non si fanno vedere. Per conoscerli bisogna non essere divisi. Chi li conosce entra nel Regno e si libera dalle morti. Li conosce colui che sa rendere uguali l'interno e l'esterno, il sopra e il sotto; li conosce colui che non resta solo maschio ma che si completa con la sua parte mancante femminile; li conosce colei che non resta solo femmina ma si completa con la sua parte maschile mancante. E sapete perchè? Perché l'unità di piede è piede, ma l'unità di occhio sono due occhi e l'unità di essere umano è la coppia. Chi ha orecchi per intendere intenda. -

In tutte le lingue a suoni uguali corrispondono lettere simili graficamente...
Gran parte delle lingue usate oggi nel mondo hanno perso il suono degli archetipi. Una parola declinata perde il suono originario, non evoca più magicamente la realtà. Non funge più da "apriti sesamo". Insomma oggi non c'è più, come nelle lingue antichissime come nell'accadico per esempio, la corrispondenza precisa fra parola e cosa, tra parola e pensiero, tra parola e colore.
Le antiche popolazioni avevano un rapporto diretto con la natura che permetteva loro di mettersi in sintonia con essa fino a compiere atti per noi inimmaginabili.
Già Socrate li conosceva e ne aveva parlato a Platone definendoli i "mattoni del pensiero", al di là dello spazio e del tempo, immagini eterne e viventi...




Gli Archetipi sono entità molto semplici, non sono divinità, non vanno idolizzati. sono strumenti.
Sono ventidue pennelli con cui Dio ha progettato e "dipinto" l'universo... si deve parlare di queste funzioni senza rivelare come se ne ottiene il funzionamento perchè sarebbe molto pericoloso un cattivo uso degli Archetipi. Sono come dei mitra carichi che non possono essere consegnati ad un bambino...
L'uso degli Archetipi è condizionato dalla conoscenza dello SPAZIO, del TEMPO e del RITMO in cui quel particolare Archetipo funziona... finora soltanto alcune persone, chiamate qualche volta maghi, santi o esorcisti, sono riusciti ad allineare il ritmo del loro cuore al ritmo della realtà, sbloccando così gli archetipi...

E nella categoria dei maghi, non tutti lo hanno fatto a fin di bene. Ora bisogna imparare a difendersi dagli Archetipi, quando sono usati a fin di male e viceversa usarli, con molta saggezza e prudenza, per il bene, per il progresso. Ma prima è necessario che l'uomo si liberi di tutte le sue paure e più ancora della distorsione che lo porta a considerare "male" una parte del bene: la tenebra. La tenebra non è un'entità negativa in senso deleterio, ma è un'entità negativa in senso buono e funzionale. E' l'altro aspetto, comunque necessario, della luce. Sono gli errori dell'uomo, gli "sfunzionamenti", i frutti.. delle sue paure che possono oggettivamente creare il "male". E il male causato dalla sua stoltezza l'uomo molto presto ha imparato ad attribuirlo a Dio, ai diavoli, creando un comodo alibi alle proprie responsabilità... il male è SFUNZIONAMENTO.
Ma è sfunzionamento UMANO...

Il pensiero è Vita, Essere vivo significa pulsare nella sistole e nella diastole, le due grandi pulsioni del cosmo: la TENEBRA e la LUCE. La vita funziona pulsando... il peccato originale, consiste nel considerare buona una delle due pulsioni e malvagia l'altra... Credere che la luce sia buona e la tenebra cattiva è come dire che il complementare del bene è il male... La verità è un'altra: IL CONTRARIO DEL BENE E' IL BENE STESSO ROVESCIATO. Il Male è"sfunzionamento umano". L'universo non ancora manifestato è come una diapositiva "POSITIVA" e una diapositiva "NEGATIVA" sovrapposte.

Se vengono proiettate contemporaneamente su uno stesso schermo, non si vede nulla. Dio è.. invisibile. Questa invisibilità non è solo tenebra e nemmeno solo luce. E' tenebra luminosa o luce tenebrosa (che è la stessa cosa). Per Amore l'UNO si spezzò in due parti, una OSCURA e una LUMINOSA. Le due diapositive, non più sovrapposte, crearono immagini NOTTURNE e immagini DIURNE... Soltanto dalle due immagini sovrapposte, cioè nella visione totale, si può avere l'idea della completezza, della perfetta armonia...
Tratto da: "ARCHETIPI - le chiavi dell'universo" di Mario Pincherle
www.antriel.altervista.org

ARCHETIPI

Corrado Malanga

Questa è una tabella interpretativa in base al significato degli archetipi: detta così questa frase risulterà totalmente incomprensibile alla maggior parte dei lettori.


Voglio cominciare con una cosa incomprensibile per far capire da un lato come non sia immediata la definizione di “archetipo” e, dall’altro, come tale definizione possa essere molto utile nella comprensione dell'Universo, una volta capito il meccanismo che ne è alla base.
Devo parlare di archetipi perché ho decisamente inflazionato l’uso di questo termine durante la stesura dei miei ultimi lavori e molte persone mi hanno chiesto di essere più chiaro sul significato del termine, che ai più risulta evidentemente ostico.
Gli archetipi entrano nella vita di tutti i giorni non solo nella descrizione della realtà che siamo abituati a percepire, ma anche nella descrizione olistica dell’Universo stesso, essendo gli archetipi sia in grado di interagire con il lobo sinistro del nostro cervello, atto a manipolare lo Spazio, il Tempo e l'Energia, sia di essere ben interpretati soprattutto dal lobo destro, che è, come vedremo tra poco, in grado di gestire le emozioni.
Avere dunque a disposizione degli strumenti non solo per distinguere la realtà virtuale da quella reale, ma per decodificare tutti e due questi aspetti della nostra esistenza, vuol dire poter capire cosa abbiamo attorno a noi ed interagire meglio ed in modo più completo con il “resto” della Creazione.

Archetipo significherebbe: Primo esemplare assoluto ed autonomo, un modello primitivo delle cose del quale le manifestazioni sensibili della realtà non sono che filiazioni o imitazioni.

Archetipo viene inteso anche con il significato di Idea.
Per Carl Gustav Jung archetipo è il contenuto dell’inconscio collettivo, cioè le idee innate o la tendenza ad organizzare la conoscenza secondo modelli predeterminati innati.
In lingua greca antica archetipo vuol dire, infatti, “Primo esemplare”.

Quando si dice che un archetipo è un’Idea, si sottintende che l’idea è originale, cioè che non è partorita da niente, ma partorisce ciò che da essa deriva.
Va da sé che il concetto è estremamente importante in tutti settori del nostro essere.

Per esempio: se si vuol capire come funziona il pensiero umano, ma non solo, direi anche qualsiasi forma di pensiero - sia animale sia alieno al nostro sistema cognitivo - e si conosce come si produce un archetipo, chi o cosa lo crea e con quale meccanismo l’archetipo, a sua volta, crea il resto, si comprenderanno appieno i metodi per comunicare con altre forme di vita e non solo con i propri simili.
Già, perché in tutto l’Universo gli archetipi sono sempre gli stessi ed una formica ha in sé gli stessi archetipi dell’uomo.
Gli archetipi sono dunque i mattoni del linguaggio universalmente parlato, ma questa definizione non rende giustizia alla loro realtà.
La vera definizione degli archetipi potrebbe essere la seguente:

Archetipi sono i mattoni con cui è costruito e si costruisce l’Universo.
( ... )

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