martedì 14 agosto 2012

Rimanere nel presente

Perché ogni volta che stiamo per avventurarci in qualcosa di nuovo vediamo subito tutte le possibili conseguenze negative che potrebbero verificarsi?
La nostra mente è in grado di farci sognare… e invece cosa fa? 
Si mette a lavorare contro di noi!
Ma è sempre stato così o ci siamo arrivati ad essere dei pessimisti cronici?

Ieri sera, dopo cena, mi sono fermato ad osservare mio figlio Luca alle prese con il suo nuovo monopattino… saliva con un piede e, come si dava la spinta con l’altro, perdeva l’equilibrio. A quel punto il monopattino cadeva, lui lo ritirava su, rimetteva le manine sul manubrio e ci riprovava.

Questa sfida è continuata fino a quando non è finito anche lui per terra con il monopattino… Il pianto, ho pensato, avrebbe dovuto segnare la fine della sfida ed invece, come Rocky Balboa nel suo primo film, si è rialzato ed ha continuato per almeno un’altra ora fino a quando non è arrivato il momento di andare a dormire.

Oggi ripensando al match mi sono chiesto cosa sarebbe successo se a sfidare il monopattino ci fosse stato un adulto.... La sfida sarebbe sicuramente iniziata con una frase del tipo:
"ah… Sono troppo vecchio per imparare ad andare sul monopattino… Poi se qualcuno mi vede faccio proprio la figura dello scemo… E se cado e mi rompo un braccio? Chi ci va a lavorare? Cosa racconto al mio capo? Frattura scomposta dell’avambraccio causata da caduta dal monopattino?"

Molto probabilmente la sfida si sarebbe conclusa ancora prima di iniziarla, vinta ovviamente dal monopattino a tavolino.

Allora ho iniziato a ragionare…
- Come mai mio figlio non pensa alle conseguenze negative delle sue azioni?
- Come mai si butta con coraggio senza creare nella sua testa troppi problemi?
- Come mai basta solo la voglia di imparare per alimentare il suo coraggio e la sua tenacia?

La risposta è che, come tutti i bambini, la sua attenzione è rivolta a quello che sta facendo in quel momento e non a quello di negativo che potrebbe succedergli facendo quell’esperienza!

I bambini vivono le loro esperienze concentrati nel presente…nel qui ed ora come direbbero gli esperti, al contrario di quello che facciamo noi adulti, che facciamo di tutto per pensare alle conseguenze, quasi sempre negative, delle nostre azioni. 
I bambini sono attirati dal piacere che avranno imparando quella determinata cosa o facendo quella determinata azione e non sono ancora stati abituati a pensare alle conseguenze negative

Ok, ho capito… ma un bambino non ha l’esperienza di un adulto e quindi non può preoccuparsi a priori delle conseguenze a cui potrebbe andare incontro…

Riflettiamo un attimo: 
Siamo proprio sicuri di avere avuto solo esperienze negative? Io penso proprio di No… il problema è che la nostra mente non da il giusto peso ai risultati positivi ottenuti nel passato… preferisce focalizzarsi sulle problematiche creandoci stati di rimorso, tristezza e sensi di colpa nel presente nonchè ansia, stress e preoccupazione per il futuro.

Il problema è che siamo cresciuti con persone intorno a noi che ci hanno presentato ogni genere di conseguenze negative per qualsiasi nostro comportamento o scelta.

Ricordo che quando andavo a giocare a pallone mia mamma non perdeva occasione per farmi duemila raccomandazioni:
"Non prendere freddo che poi ti ammali e devi restare a casa… Stai attento a non cadere e a non romperti niente … se fai troppe assenze ti bocciano!"

Insomma mai un:
"Vai figlio mio divertiti e fai un goal anche per me!"

Crescendo con questo genere di raccomandazioni è facile cadere nel tunnel del pessimismo. Eppure chiunque tenga a noi non lo fa per demotivarci, ma per dimostrarci il suo affetto.

Ormai nella società di oggi funziona così: Quanto tieni ad una persona è direttamente proporzionale a quanto ti preoccupi per lei.

E’ quindi piovono migliaia di raccomandazioni…”se fai questo ti succederà quello…” dove il quello è sempre qualcosa di negativo.

Se fossimo cresciuti con raccomandazioni positive e negative in egual misura, molto probabilmente le cose sarebbero diverse. Saremmo sicuramente più ottimisti. Bisogna occuparsi delle cose e non preoccuparsi delle cose.

Ah Bene, complimenti! con queste affermazioni stai dicendo di non interessarmi delle conseguenze che le mie azioni provocheranno nel futuro?

Attenzione! non sto dicendo che dobbiamo fare le cose senza pianificarle correttamente… questo sarebbe un errore da stupidi… la nostra esperienza ci deve aiutare a pianificare correttamente tutte le azioni da fare per raggiungere il risultato prevedendo anche possibili situazioni impegnative da risolvere. La cosa importante che però dobbiamo fare è quella di allenare la nostra mente a visualizzare le conseguenze positive che queste azioni provocheranno sia a noi sia a chi ci sta intorno. Questo purtroppo non siamo ancora abituati a farlo ed è quello su cui ci dobbiamo più sforzare.

Se riusciamo ad essere in grado di vedere gli aspetti positivi di una nostra decisione allora riusciamo automaticamete a motivarci e dare il massimo in quella direzione.

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