martedì 10 maggio 2011

Nikola Tesla - Quando l'energia del futuro viene dal passato.


Quanti conoscono il nome di Tesla?

Forse qualcuno che ha studiato elettronica e nei libri di scuola si è imbattuto nell'omonima unità di misura? Ma quanti invece sono a conoscenza della vera grandezza di questo personaggio, che oltre ad aver sviluppato teorie, progettato e costruito macchine che ancora oggi noi utilizziamo e che diamo per scontate, ma che all'inizio sono state originate da ingegnose speculazioni filosofoteoretiche? macchine in anticipo sui tempi e che hanno portato nel dimenticatoio uno dei più grandi scienziati del nostro secolo!

Ma vediamo chi è Nikola Tesla:

Nacque l'11 luglio 1856 a Smiljan in Croazia, dal reverendo Milutin Tesla e Djouka proprio allo scoccare della mezzanotte mentre imperversava un violento temporale. La levatrice che assisteva la madre disse che il bambino sarebbe stato "il figlio della tempesta". (Non poteva sapere quanto fosse appropriata quell'osservazione ndA)

Infatti già all'età di tre anni si eccitava per le scintille che l'elettricità statica provocava nel pelo del suo gattino, e da allora il suo interesse per quel fenomeno non mutò fino alla sua morte, avvenuta nel 1943....

Dopo aver abbandonato la famiglia si stabilì in America e iniziò a lavorare sotto il grande inventore Edison, dove acquisì esperienza e soprattutto dove conobbe le persone che influenzeranno tutta la sua esistenza. Edison basava tutte le sue scoperte elettriche sulla corrente continua, mentre Tesla aveva in mente un sistema di corrente alternata, quindi non più corrente sempre con la stessa polarità, ma invece una corrente che alterna la sua polarità con una certa frequenza fissa e prestabilita. A posteriori sappiamo quanta ragione aveva Nikola Tesla nel cercare in tutti i modi i finanziamenti adeguati, perché la corrente alternata offre vantaggi economici notevoli rispetto a quella continua. Per dimostrare la sua teoria costruì tre gruppi completi di motori a corrente alternata che utilizzavano diversi tipi di corrente alternata, il più semplice lo chiamò monofase, utilizzava due fili. Progettò inoltre un sistema bifase, che utilizzava due correnti collegate e un trifase, che ne utilizzava tre. Successivamente lo vediamo alle prese con la "bobina Tesla", un dispositivo che utilizzava la risonanza per produrre alta frequenza, elettricità ad alto voltaggio. Al tempo stesso sviluppò un sistema di condensatore e bobina di sintonia, che è alla base di tutte le radio e televisioni moderne. Tesla brevettò la bobina Tesla e il dispositivo di sintonia radio sei anni prima che Marconi brevettasse la prima radio. Tesla non era bravo negli affari, mentre Marconi lo era, quest'ultimo infatti lavorò assieme al governo e i militari per portate avanti le sue idee.

Iniziarono, finalmente per lui, una serie di esperimenti con campi elettrici enormi, con fulmini creati in laboratorio di diverse decine di migliaia di volt che lo portarono alla costruzione di un tubo catodico e del microscopio elettronico prima ancora della scoperta degli elettroni, un tubo luminoso che emetteva raggi X e con il quale la fotografia delle ossa della sua mano, a luci fluorescenti senza fili. 

Quest'ultima invenzione per Tesla dimostrava l'applicabilità di una sua grandissima aspirazione inventiva: mandare l'energia elettrica senza fili e gratis a tutte la case del mondo tramite l'aria. Sappiamo benissimo che ciò è tecnicamente possibile e lo vediamo tutti i giorni guardando la tv, ascoltando la radio ecc. ma non è applicabile perché l'impero economico delle multinazionali energetiche non lo permetterebbe.

Come è possibile che un uomo così versatile, le cui invenzioni hanno reso possibile la nostra civiltà moderna, sia stato dimenticato? I suoi contemporanei: Edison, Marconi, Westinghouse sono entrati nella storia; invece, Tesla è ancora largamente sconosciuto.

Ma continuiamo con la storia.....nel 1940 Tesla accennò ad un prototipo di laser e di ordigno al plasma che produceva particelle ad alta energia nella ionosfera. Questa teleforza sarebbe stata in grado di liquefare il motore di un aereo a 250 miglia di distanza. Il 5 gennaio 1943, in piena guerra mondiale, Tesla telefonò al Dipartimento della guerra e parlò con il colonnello Erskine, al quale offrì i segreti della sua arma. Il militare non conosceva Tesla e pensò che si trattasse di un pazzo. Tra il 5 e l'8 gennaio Tesla morì a causa di un attacco cardiaco (la data è incerta perché il corpo fu ritrovato nella piena solitudine dopo un paio di giorni).

Dopo pochissimi giorni l'FBI aprì un indagine perché gli appunti di Tesla potevano in qualche modo essere pericolosi per gli Stati Uniti; fu confiscato tutto, due camion pieni di macchinari e schedari. Così, il lavoro di una vita fu dichiarato top secret e qualsiasi discussione in merito fu vietata.

Ironia della sorte, il "raggio mortale" esisteva veramente, e il 18 ottobre 1993, il Dipartimento americano della difesa annunciò di aver cominciato a costruire un centro di ricerche missilistiche sperimentale sulla ionosfera a Gakona in Alaska. Il centro noto come HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program) e studia le proprietà di risonanza della Terra e dell'atmosfera. L'HAARP esamina esattamente gli stessi fenomeni studiati da Tesla cento anni prima.
Alla fine l'ebbe vinta: la sua "teleforza" è stata realizzata, e dopo sei mesi dalla sua morte vinse la battaglia per i brevetti con Marconi: la Corte Suprema degli Stati Uniti confermò la paternità di Tesla per l'invenzione della radio.

Il segreto di Nikola Tesla - il film http://www.youtube.com/watch?v=8qON5Kle088
Fonte: www.disinformazione.it























2 commenti:

  1. TESLA DAY
    FIRENZE - Presso l'Università degli Studi di Firenze , Facoltà di Scienze della Formazione, si è tenuto il “Tesla Day”, relatore Vittorio Baccelli introdotto dal biologo Giuseppe Cavallo. Nikola Tesla è stato un genio assoluto, in anticipo rispetto ai suoi tempi di almeno un secolo. Fu egli che per primo propose il concetto di energia libera, avvertendo l'intera umanità che le risorse utilizzate allora (ad oggi sono le stesse) si sarebbero esaurite. Fu messo alla berlina; nonostante questo, però, ha continuato a credere nella scienza (e suo malgrado anche negli uomini). Il personaggio Tesla è ricco di sfumature ma c'è un filo conduttore che lo caratterizza per tutta la sua esistenza e possiamo esprimerlo con una sua celebre (quanto condivisa) affermazione: «La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità». È stato da Baccelli ricordato come Tesla, in un suo colloquio con Morgan, affermasse come l'energia ricavata dall'atomo portasse a future sciagure e come l'energia ricavata dalle fonti non rinnovabili portasse all'inquinamento globale. Il relatore si è poi soffermato sulle molteplici scoperte di Tesla, dalla radio al tachimetro, dalla corrente alternata alla lampada a neon, dal decollo verticale alla celeberrima bobina di Tesla. Il Tesla Day si è incentrato dunque sull'intervento di Vittorio Baccelli, autore del libro "Nikola Tesla - Un genio volutamente dimenticato", Presidente dell'associazione culturale "Cesare Viviani" e membro onorario (con Piergiorgio Odifreddi) del centro studi e ricerche "Aleph", è stato poi proiettato il film “Il segreto di Tesla” del regista Papic con l'interpretazione (Morgan) di Orson Welles.

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  2. Grazie del contributo Vittorio. Tralasciando la genialità incontestata di Tesla, concordo sul fatto che lo "scientismo" al servizio del potere e del profitto sia la peggiore delle ultime perversioni di questo secolo. Lascia credere all'umano medio che la ricerca cosiddette scientifica possa portargli un'ipotetico miglioramento della sua vita quotidiana .. che non arriva mai. Mentre i soldi arrivano in tasca ad altri ...
    Viviamo in una società che passa tutto il suo tempo a creare disastri, per poi cercare soluzioni per aggiustare il male fatto .. creando inevitabilmente ulteriori disastri. Ma non viene mai in mente a certe persone di fermarsi e di riflettere?
    P.S. Ti chiedo scusa per la risposta tardiva: non avevo capito ancora come vedere i commenti ...

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