Negli Stati Uniti, si allunga la scia di morti sospette e di sparizioni all’interno del mondo scientifico e della ricerca avanzata, potenzialmente legata a materiali esotici e tecnologia non umana.
Interpellato dai giornalisti, Donald Trump ha dichiarato: «Mi auguro sia tutto casuale, ma lo sapremo entro una settimana e mezza… è una questione piuttosto seria», promettendo che non verrà lasciato nulla di intentato.
Secondo il rappresentante al Congresso americano Eric Burlison, a unire queste vicende potrebbero essere le informazioni classificate relative a industria aerospaziale, Difesa e UFO (o, per usare il linguaggio ufficiale, UAP). In molti casi, racconta, queste persone avrebbero percepito minacce concrete, al punto da lasciare volontariamente i propri cellulari a casa prima di svanire nel nulla.
Quello che fino a poco tempo fa sembrava un elenco inquietante, ma limitato a quattro o cinque casi, oggi si è trasformato in qualcosa di molto più difficile da ignorare: undici scienziati, undici storie interrotte, undici enigmi che si intrecciano in un’unica, oscura narrativa.
Troppo, per pensare a semplici coincidenze. Se ne sono accorti anche i giornali mainstream. Se ne sono accorti, soprattutto, anche ai piani alti di Washington...
Nel frattempo, il deputato Eric Burlison, in prima linea nel chiedere trasparenza sul fenomeno UAP, ha parlato apertamente di un problema di “urgente importanza nazionale” e ha rivelato che il suo ufficio stava già monitorando queste sparizioni ben prima che l’attenzione pubblica esplodesse.
«Troppe coincidenze, dobbiamo indagare. Abbiamo bisogno che i migliori investigatori del Paese, l’FBI e ogni agenzia esaminino la questione», ha affermato. Non sono parole leggere e, soprattutto, non arrivano da ambienti marginali o da appassionati di misteri, ma da chi ha accesso a informazioni riservate e conosce dinamiche che spesso restano lontane dal grande pubblico.
Secondo il rappresentante al Congresso americano Eric Burlison, a unire queste vicende potrebbero essere le informazioni classificate relative a industria aerospaziale, Difesa e UFO (o, per usare il linguaggio ufficiale, UAP). In molti casi, racconta, queste persone avrebbero percepito minacce concrete, al punto da lasciare volontariamente i propri cellulari a casa prima di svanire nel nulla.
Come il maggiore generale dell’Air Force William “Neil” McCasland, figura chiave della ricerca spaziale e dei programmi avanzati. È uno dei nomi più pesanti di questo preoccupante elenco ed è scomparso senza lasciare traccia lo scorso febbraio.
Il suo nome era già emerso in contesti delicati, come nelle email di John Podesta diffuse da WikiLeaks, con collegamenti indiretti al mondo della divulgazione UFO. Ma secondo Tim Burchett- altro politico impegnato sulla questione UAP- McCasland era in realtà un gatekeeper, ossia un “guardiano” incaricato di occultare, non di diffondere le informazioni.
Ma è forse il caso di Amy Eskridge a rendere tutto ancora più disturbante. È l’ultimo in ordine di tempo ad essere stato collegato alla lista, ma risale a quattro anni fa. Eskridge (biologa, chimica, con un master in fisica) era giovane, brillante e soprattutto immersa in studi su tecnologie anti-gravitazionali e scenari legati alla presenza extraterrestre. La sua morte, avvenuta nel 2022, venne ufficialmente archiviata come suicidio. Una conclusione che, però, ha lasciato più di un dubbio.
Prima della tragedia, aveva deciso di esporsi, cercando di portare alla luce ricerche che fino a quel momento erano rimaste nell’ombra -una scelta che, in certi contesti, può cambiare tutto. «Se lavori in progetti classificati, ti possono bruciare nel letto mentre dormi e nessuno indagherà”, diceva.
È l’ultimo in ordine di tempo ad essere stato collegato alla lista, ma risale a quattro anni fa. Eskridge (biologa, chimica, con un master in fisica) era giovane, brillante e soprattutto immersa in studi su tecnologie anti-gravitazionali e scenari legati alla presenza extraterrestre.
La sua morte, avvenuta nel 2022, venne ufficialmente archiviata come suicidio. Una conclusione che, però, ha lasciato più di un dubbio.
Prima della tragedia, aveva deciso di esporsi, cercando di portare alla luce ricerche che fino a quel momento erano rimaste nell’ombra -una scelta che, in certi contesti, può cambiare tutto. «Se lavori in progetti classificati, ti possono bruciare nel letto mentre dormi e nessuno indagherà”, diceva.
Nei mesi precedenti alla sua terribile fine, emerge un quadro sempre più teso: aveva ricevuto messaggi minatori e pesanti pressioni psicologiche. Persone a lei vicine erano state seguite, spiate. E lei stessa, diceva, si sentiva costantemente osservata. Un’escalation evidente: i messaggi anonimi, spesso notturni, a volte in forma di filastrocche in rima, non si limitavano a intimidirla, ma arrivavano a suggerire esplicitamente il suicidio. Una strategia che, secondo lei, puntava a logorarla psicologicamente e a spingerla verso un gesto estremo che potesse poi essere fatto passare come volontario. Pensava che dietro a questo sistema di brutale persecuzione si nascondessero dei contractor privati dell’industria aerospaziale e della Difesa, per motivi di interessi economici.
La ragazza aveva anche mostrato bruciature sul corpo e parlato di possibili tecnologie basate su radiofrequenze capaci di provocare effetti fisici, come ustioni appunto, ipotizzando un utilizzo mirato dall’esterno della sua abitazione. Strumenti che, per quanto sembrino usciti da un film, esistono- almeno a livello sperimentale- in ambito militare. Nonostante tutto, Amy Eskridge aveva scelto di non denunciare ufficialmente.
Temeva che, facendolo, avrebbe potuto compromettere la sua posizione e perdere le sue autorizzazioni per la DARPA e la NASA. E questo era forse proprio lo scopo di chi la stava mettendo sotto pressione: toglierla di mezzo come competitor. Così, lei aveva preferito documentare le minacce, informandone le persone più fidate.
E soprattutto, continuando a ripetere a tutti sempre la stessa frase, in modo quasi ossessivo: «Se sentite che mi sono suicidata, non è vero.»
A rafforzare i dubbi sulla sua morte, contribuisce anche l’ex ufficiale dell’Intelligence britannica Franc Milburn, che ha analizzato il caso arrivando a una conclusione netta: Amy Eskridge non si sarebbe tolta la vita.
Anche lui ritiene probabile l’utilizzo di armi a energia diretta. In questa lista nera, ci sono poi altri nomi, meno noti ma non meno rilevanti: ricercatori legati a Los Alamos, ingegneri della NASA, fisici del MIT specializzati in plasma, esperti di esopianeti, ricercatori coinvolti nella sicurezza nucleare. Morti improvvise, sparizioni misteriose, omicidi mai del tutto chiariti. Undici casi, nessun collegamento ufficiale. Ma davvero si può continuare a parlare di semplici coincidenze?
Fonte: extremamente.it
Fonte: extremamente.it
David Wilcock, 53enne esperto di UFO e occultismo, si sarebbe suicidato questa settimana a Nederland, in Colorado all’arrivo delle forze dell’ordine nella sua abitazione.
Secondo l'ufficio dello sceriffo della contea di Boulder, la polizia si è recata sul posto dopo una chiamata al 911 alle 10:44, ha contattato Wilcock lì e, nel giro di pochi minuti, è morto per suicidio.
Le autorità hanno anche affermato che non sono state trovate altre persone all'interno della casa o sulla proprietà vicina.
Secondo quanto riportato, si tratterebbe di suicidio, una tesi che conoscenti e commentatori di internet negano come inverosimile.
Inoltre, il suo biografo, Wynn Free, sarebbe deceduto due giorni prima.
Secondo l'ufficio dello sceriffo della contea di Boulder, la polizia si è recata sul posto dopo una chiamata al 911 alle 10:44, ha contattato Wilcock lì e, nel giro di pochi minuti, è morto per suicidio.
Le autorità hanno anche affermato che non sono state trovate altre persone all'interno della casa o sulla proprietà vicina.
Secondo quanto riportato, si tratterebbe di suicidio, una tesi che conoscenti e commentatori di internet negano come inverosimile.
Inoltre, il suo biografo, Wynn Free, sarebbe deceduto due giorni prima.






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