venerdì 27 marzo 2026

Ora legale permanente, al via l’iter alla camera: valutazioni su effetti, risparmi e salute

 La Camera dei deputati avvia un’indagine conoscitiva per valutare l’introduzione dell’ora legale permanente. Sul tavolo risparmi energetici miliardari, benefici ambientali e possibili ricadute sulla salute. Entro giugno le conclusioni.

L’ora legale potrebbe non essere più solo un appuntamento stagionale. 

Con il via libera della X Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati all’indagine conoscitiva, si apre infatti la strada a una possibile introduzione stabile per tutto l’anno

L’obiettivo è valutare in modo approfondito benefici, effetti e criticità dello stop al cambio semestrale dell’orario, un tema che negli ultimi anni è tornato al centro del dibattito europeo e nazionale...


Dal dibattito europeo allo stallo

Il percorso non nasce oggi. Già nel 2018 la Commissione europea aveva avviato una consultazione pubblica che aveva coinvolto 4,6 milioni di cittadini: l’84% si era espresso a favore dell’abolizione del cambio d’ora. 

L’anno successivo, il Parlamento europeo aveva approvato una proposta per lasciare ai singoli Stati la scelta tra ora legale o solare permanente. 
Tuttavia, la pandemia e le divergenze tra i Paesi membri hanno bloccato il processo, lasciando la questione in sospeso.

Risparmi energetici e benefici ambientali

A sostenere la possibile introduzione dell’ora legale permanente sono soprattutto i dati. Secondo le rilevazioni di Terna, tra il 2004 e il 2025 l’adozione dell’ora legale ha consentito all’Italia di risparmiare oltre 12 miliardi di kWh di energia elettrica, con un beneficio economico per i cittadini stimato in circa 2,3 miliardi di euro. 
Accanto al risparmio economico, emergono anche effetti positivi sull’ambiente. La Società Italiana di Medicina Ambientale evidenzia una riduzione annuale delle emissioni di CO2 compresa tra 160mila e 200mila tonnellate, un valore paragonabile a quello che si otterrebbe piantando tra 2 e 6 milioni di alberi.

Impatti su economia, produttività e salute

L’indagine conoscitiva approvata dalla Camera punta a costruire un quadro complessivo che tenga insieme sostenibilità energetica, competitività economica e ricadute sociali. Tra gli obiettivi principali figurano il confronto tra il sistema attuale e l’eventuale adozione dell’ora legale permanente, la valutazione degli effetti sul tessuto produttivo e sull’organizzazione dei tempi di vita e di lavoro, oltre all’analisi delle implicazioni per la salute dei cittadini. Proprio su questo fronte, il tema si intreccia con la medicina ambientale e con gli effetti sui ritmi circadiani, sempre più al centro dell’attenzione scientifica.

Audizioni e tempi dell’indagine

Il prossimo passo sarà l’avvio delle audizioni. 
In Commissione saranno chiamati a intervenire rappresentanti delle istituzioni, autorità indipendenti, organismi europei, associazioni di categoria, consumatori ed esperti del mondo accademico e della ricerca. 
Non si esclude anche la valutazione di una fase sperimentale, con una possibile proroga dell’ora legale per testarne gli effetti sul campo. L’indagine conoscitiva dovrà concludersi entro il 30 giugno. Solo allora il Parlamento potrà disporre di un quadro aggiornato e completo per decidere se superare definitivamente il cambio stagionale dell’ora. 
Una scelta che non riguarda solo lancette e orologi, ma che incrocia energia, ambiente, economia e salute, ridisegnando potenzialmente il rapporto tra tempo sociale e tempo biologico.
Fonte: www.sanitainformazione.it


Uno studio di Stanford svela come i nostri ritmi circadiani paghino un prezzo altissimo per il cambio semestrale delle lancette.

Quello che facciamo con i nostri orologi non è solo una seccatura: è una delle scelte peggiori per la nostra salute. 
A dirlo è uno studio di Stanford Medicine pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, che per la prima volta ha quantificato gli effetti a lungo termine delle diverse politiche del passaggio dall'ora legale a quella solare (e viceversa) sul nostro organismo. 
I ricercatori hanno calcolato che se gli Stati Uniti (dove si è svolto lo studio, ndr) adottassero l'ora solare tutto l'anno, si eviterebbero ogni anno circa 300mila casi di ictus e 2,6 milioni di persone in meno soffrirebbero di obesità
Lasciare l'ora legale avrebbe comunque benefici, ma minori: 220mila ictus in meno e 1,7 milioni di obesi in meno. 
Il cambio stagionale che facciamo attualmente è invece la scelta peggiore possibile. 

"Abbiamo scoperto che mantenere l'ora solare o l'ora legale è sicuramente meglio che cambiare due volte all'anno"

L'ora solare permanente privilegia la luce mattutina, ed è per questo che risulta vincente per la maggior parte delle persone. 

Curiosamente, chi si alza presto al mattino (circa il 15% della popolazione) starebbe meglio con l'ora legale permanente, perché ha bisogno di più luce serale per allungare il proprio ciclo, naturalmente troppo breve. 

 "Nessuna decisione politica aggiungerà luce ai mesi invernali più bui. Quello dipende dal sole e dalla posizione della Terra. Non possiamo farci niente".

Fonte e articolo completo: www.gazzetta.it

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