- In che senso?
- Domani l’Italia viene attaccata, Russia, Cina, non importa, leva obbligatoria, tutti coscritti. Tu andresti?
- Ma sei fuori? No che non ci vado. Tu sì?
- Chiaro.
- Davvero? Tu andresti in guerra?
- Assolutamente. È il mio Paese. La mia casa. Il posto dove sono nato, dove sono cresciuto. Certo che combatterei per difenderlo e per difendere i suoi valori.
- Quindi tu se domani scoppia la guerra, ti arruoli e vai.
- Te l’ho detto, sì.
- Be’, sai che non pensavo che…
- A novanta giorni.
- Eh?
- Arruolamento a novanta giorni.
- Cioè? ...- Mica lo Stato si può aspettare che mi presenti subito. Parto dopo novanta giorni. Anche centoventi, dipende.
- Vabbè, però poi ti arruoli.
- Sì, sì, mi arruolo. Se lo Stato fa domanda.
- Domanda per cosa?
- Perché io mi arruoli. Mi deve portare tutti i moduli giusti.
- Ci sono i moduli?
- Mica mi arruolo così, perché è bello lui. Si compila un bel modulino. Ma tranquillo, per rendergli le cose più semplici c’è anche il sito.
- Il sito per arruolarti?
- Certo, ho messo su questo bel portale a tinte pastello.
- È chiaro e facile da navigare?
- Non si capisce un cazzo. Sembra il puzzle di Hellraiser.
- Ecco.
- E comunque deve mandarmi tutto cartaceo, stampato, firmato e consegnato a mano. Marca da bollo, ricevuta della marca da bollo. Tutta la documentazione va autenticata da un notaio. Le spese notarili sono ovviamente a carico dello Stato.
- Ovviamente.
- Ah, e poi lo Stato dovrebbe farsi lo SPID.
- Lo SPID.
- È obbligatorio per arruolarmi.
- E dopo ti arruoli?
- Assolutamente. Se viene allo sportello. Lo sportello per arruolarmi è aperto il secondo martedì del mese, dalle nove alle nove e venti.
- Però poi…
- Altra cosa. Lo Stato deve dimostrare di avere residenza effettiva nel territorio che mi chiede di difendere.
- E quindi?
- Mi servono le sue ultime tre utenze.
- Poi però ti arruoli.
- No, perché l’arruolamento è di competenza della regione, quindi ci vuole tutto un altro iter. Prima disponibilità, vediamo subito… diciotto mesi. Se compila tutto per bene, fa le richieste giuste e io non perdo i moduli, fra diciotto mesi sono abile e arruolato.
- E poi combatti.
- Certo che combatto. Te l’ho detto, è il mio Paese, la mia Patria. Combatto in stage.
- In stage.
- Lontano dalle linee nemiche. Imparo a combattere, faccio esperienza. Ovviamente non posso versare né contributi né tanto meno sangue, capirai...
- Poi però, finito lo stage, combatti.
- A tempo determinato.
- Come determinato?
- A me dispiace, vorrei poter combattere subito a tempo indeterminato, ma non ci sono proprio le condizioni. Il massimo che posso fare è un rapporto di arruolamento occasionale. Lo Stato si deve accontentare. Intanto combatto così, poi fra due tre anni di combattimento precario valutiamo…
- Vabbè, ma in quel poco tempo lì dai il massimo.
- Do il 47%.
- Ma è meno della metà.
- Eh, caro mio, devi considerare l’IRPEF, l’IRAP, le addizionali regionali, quelle comunali, l’IVA sull’amor di patria e ovviamente l’INPS. Quindi sono pronto a dare tutto il 47% di me stesso per difendere alcune parti di questa bella terra.
- Alcune parti?
- Mica pretenderai che la difenda tutta? Difendo solo certe zone che convengono a me.
- Tipo?
- La mia banca, la mia azienda, l’azienda di mio cognato…
- Ma questo non è combattere.
- Certo, è combattere con lo stesso entusiasmo con cui il mio Paese combatte per me.
- Mi sembra un po’ sbilanciato.
- Oh no, non è affatto sbilanciato. Vedi, se scoppia una guerra, l’Italia vorrebbe vedere se sono disposto a morire per lei. Io vorrei solo vedere se è disposta a vivere un giorno come me.
Nicolò Targhetta
Fonte: www.facebook.com
Nicolò Targhetta
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