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lunedì 31 marzo 2025

Me l’ha detto l’algoritmo

 
È un decennio che subiamo la fascinazione dell’algoritmo. Fatichiamo a capire esattamente cosa sia ma non importa. Sappiamo che è scritto in un linguaggio strano, fatto di molte righe e pieno di simboli. Sappiamo che non lo scrivono persone normali, servono degli ingegneri per metterlo assieme per bene. 

Una volta scritto (loro dicono “compilato”) l’algoritmo diventa segreto, perché se non lo fosse il gioco sarebbe finito prima ancora di cominciare: l’algoritmo è il nuovo oro nero, se così non fosse poi noi come facciamo a pagare gli ingegneri?

Per sovrappiù subiamo la fascinazione anche degli ingegneri. 
Non si spiega diversamente la cieca fiducia che riponiamo in persone che preferiscono scrivere codice piuttosto che parlarsi in una delle molte lingue conosciute. Così capita che l’ingegnere prepari l’algoritmo, oggetto prezioso che per sua stessa definizione non potrà fallire. 

E l’algoritmo sapientemente compilato riconoscerà il colore della pelle, le fattezze femminili, il triangolo più scuro lì in basso e, nel tempo di un millisecondo, emetterà la sua sentenza senza appello: È PORNO! ...