mercoledì 22 marzo 2017

Dalla California alla Nuova Zelanda, un mondo senz'acqua

L'innalzamento delle temperature (febbraio 2015 NdC) sta già causando gravi siccità in molti paesi. E gli Usa si preparano a restare anche 35 anni senza pioggia..

“Il mondo non ha ancora capito la portata della crisi idrica che dovremo affrontare” le parole sono di Rajendra Pachauri, ex presidente del Panel intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), che ha aggiunto “La domanda per le proteine animali e i prodotti agricoli sta crescendo, per produrli è necessaria una gran quantità d’acqua, ma i cambiamenti climatici porranno molti limiti alla capacità di fornire quell’acqua".

L’innalzamento delle temperature, che l’ultimo rapporto dell’Ipcc stima tra gli 0,3 e i 4,8 gradi entro la fine del 21° secolo, avranno tra le varie conseguenze ondate di siccità che potrebbero durare anche per decenni.

Uno studio condotto dalla Nasa, e dalle università Cornell e Columbia, ha evidenziato il rischio che tra il 20150 e il 2099 vasti tratti del sud ovest e delle pianure centrali americane restino anche per 35 anni senz’acqua. Questo perché il rialzo delle temperature dovute all’effetto serra oltre a diradare le precipitazioni aumenterà l’evaporazione...


Il World economic forum (Wef) nel suo Rapporto sui rischi globali per il 2015 ha evidenziato come nel 2030 la domanda d’acqua sarà superiore del 40 per cento alle risorse disponibili. “Tutte le maggiori aree agricole del pianeta dalla Central Valley californiana al Nord della Cina e dell’India stanno estraendo troppa acqua dalle falde” scrive il rapporto.

La situazione potrebbe essere particolarmente difficile per i centri urbani, dove entro il 2050 vivranno i due terzi degli abitanti della terra. “Dhaka, Houston, Jakarta e Città del Messico sono soltanto alcuni esempi di città che pompano troppa acqua dal sottosuolo. Al punto che il terreno su cui sorgono sta letteralmente collassando” continua il rapporto. “Jakarta ad esempio è già sprofondata di 4 metri nel corso di una generazione”.

Anche se lo scenario delineato da Ipcc e Wef sembra lontano in realtà gli effetti della siccità si fanno sentire già in molte aree del mondo.

La California sta attraversando una delle peggiori siccità della sua storia, che dura ormai da quattro anni. Il mese di gennaio è stato il più asciutto della storia. Nello stato che produce buona parte della frutta e della verdura che arriva sulle tavole degli americani, si è arrivati perfino ai furti d’acqua dagli idranti. Il punto è che al di là delle apocalittiche previsioni sulle siccità epiche lunghe 35 anni, gli scienziati hanno scoperto che qualcosa è già accaduto nella cella di Hadley, il principale circuito atmosferico che trasferisce aria calda dalle regioni equatoriali al nord. L’umidità della troposfera è diminuita proprio in coincidenza con le aree dove la siccità è più grave in California, puntualizza il Los Angeles Times.

In Brasile: Per il terzo anno consecutivo la regione di San Paolo è afflitta da temperature crescenti e piogge scarse. Le principali riserve d’acqua della megalopoli brasiliana sono a livelli minimi, si calcola che basteranno per soli 6 mesi. Non dovesse piovere abbastanza tra febbraio e marzo scatteranno i razionamenti: una sorta di rubinetti alterni. Cinque giorni senz’acqua e due con. Le misure messe in atto finora dal governo hanno portato a una riduzione del consumo d’acqua pari solo al 22 per cento, ma gli esperti sostengono che sarebbe necessario tagliarlo di almeno il 50 per cento.
Studi collegano la siccità brasiliana alla distruzione della foresta amazzonica per far spazio ad allevamenti e distese di soia.

L'Iran assiste pressoché impotente al prosciugamento delle zone umide intorno al lago Hamun, al confine con l'Afghanistan. E all'inaridimento delle terre intorno a Isfahan. Negli ultimi decenni la popolazione del paese è raddoppiata, raggiungendo i 78 milioni di abitanti, ma le precipitazioni sono calate del 16 per cento. Mala gestione delle risorse idriche, costruzione di dighe in Afghanistan hanno peggiorato una situazione che sta arrivando al collasso.

Nelle aree colpite si moltiplicano le tempeste di sabbia. Almeno 2 milioni di persone della zona del lago Hamun che dipendono da allevamento e coltivazione stanno perdendo la loro fonte di sostentamento. Un ex ministro dell'agricoltura è arrivato a dichiarare che l'Iran potrebbe non essere più abitabile entro i prossimi 20 anni, se il consumo delle risorse idriche resta quello attuale e le condizioni climatiche peggiorano. La scarsità d'acqua è un'ulteriore grave minaccia alla sicurezza dell'area.

La Thailandia ha stanziato circa 240 milioni di dollari (7,8 miliardi di baht) per contrastare gli effetti della siccità che colpisce 8 delle 76 province, in quella che è la peggiore siccità in più di un decennio.

A Capo Verde il raccolto di mais di gennaio è stato il più scarso della storia. Nell’arcipelago l’anno scorso è caduto il 65 per cento di pioggia in meno del 2013 e si stima che oltre 30 mila persone abbiano bisogno di assistenza urgente. La Fao ha annunciato un sostegno pari a mezzo milione di dollari in semi, mangimi per animali e materiale per l’irrigazione.

In Nuova Zelanda la siccità che ha colpito l’isola meridionale e parti di quella del nord costerà al paese lo 0,5 per cento del pil. E ha spinto in alto i prezzi del latte e dei derivati.

In India Nel Maharastra si calcola che almeno 9 milioni di contadini siano colpiti dalla siccità, oltre 240 piccoli agricoltori si sono tolti la vita quest’anno a causa della perdita del raccolto.

Fonte: www.panorama.it

Le immagini satellitari (1984-2014) mostrano la diminuzione della superficie del lago di Urmia nel nord-ovest dell'Iran.
Una volta era uno dei più grandi laghi salini al mondo e la seconda più grande distesa d'acqua del Medio Oriente, dopo il Mar Morto. Si estende su 140 km da nord a sud e 85 km da est a ovest, e copre una superficie di più di 5.200 km quadrati.

Il lago ha sempre attratto molte specie di uccelli migratori, tra cui fenicotteri, pellicani, anatre e aironi. Lo spartiacque del lago è un importante regione agricola popolata da 6,4 milioni di persone che dipendono da esso.

Ma negli ultimi due decenni, il lago è diminuita drasticamente. L'estremità meridionale è quasi prosciugata, la superficie ridotta a 2.000 km quadrati e il suo volume d'acqua si è ridotto di quasi 95 per cento.

Deviazioni per l'irrigazione e prolungata siccità sembrano essere le cause.

La diga Atibainha a San Paolo (Brasile)

Una recente ricerca dello scienziato Antonio Nobre, dell’Istituto brasiliano della ricerca spaziale, mette  in correlazione diretta proprio il disboscamento dell’Amazzonia con la storica siccità di cui soffre oggi il Brasile. Nello studio “Il futuro climatico dell’Amazzonia”, Nobre snocciola dati da far paura: “negli ultimi 40 anni” – spiega – “in Brasile abbiamo segato 42 miliardi di alberi, una media di 2.000 ogni minuto ed il problema è che ogni albero tagliato in Amazzonia incide pesantemente sul clima”. Il motivo, anche qui, è semplice secondo l’autore. “Ogni albero antico produce qualcosa come mille litri di acqua al giorno e l’aria umida che prima veniva esportata nel Sud-Est del Brasile non c’è più, perciò quella zona si sta trasformando in un deserto”.

Un paradosso che manchi l’acqua nel Paese che al mondo ne ha più di tutti, quel Brasile che può contare su oltre 8.300km cubi di acqua dolce, il 42% in più di tutta l’Europa, Russia compresa.

Fonte: www.lastampa.it

Oltre all'effetto serra, fenomeno contestato e senza certezza scientifica definitiva, e alle falde sfruttate senza ritegno, il problema dell'acqua è molto più ampio. 

L'acqua ha un ciclo, è vero che "ritorna", almeno in parte, ma non si può negare l'evidenza dell'utilizzo irrazionale che ne facciamo, non solo disboscando, non solo nell'alimentazione degli animali di cui gli umani si cibano, non solo nelle nostre case lasciando sbadatamente i rubinetti aperti, ma anche a livello industriale.

Esempio: Nestlé, Danone e Coca Cola si stanno rubando tutta l’acqua ..

1 commento:

  1. E' impossibile credere che in un mondo composto da oltre il 50% di acqua a confronto delle terre emerse, oggigiorno con la tecnologia che si ha in ogni campo, anche se non dovesse più piovere e questo grazie alla geoingegnaria peraltro, non ci siano soluzioni pratiche.

    Non dovremmo permettere che ci prendano cosi palesemente in giro!

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