domenica 1 dicembre 2013

La teoria della "Scimmia Acquatica"

"Il genere umano ha avuto origine 4,5 milioni di anni fa nel continente Africano, dopo un lungo processo di evoluzione e il passaggio dall'habitat boschivo a quello della Savana, dopodiché l'Uomo si diffuse in tutto il pianeta"

Questa è la versione ufficiale e universalmente accettata della Teoria che spiegherebbe l'Evoluzione dell'Uomo.
La troviamo ovunque ed è accettata dall'opinione comune come uno dei più semplici e ovvi dogmi scientifici, ed essa è rimasta praticamente immutata da almeno un centinaio d'anni.

Il processo sarebbe avvenuto in questo modo: "[...]alcuni primati capaci di relazioni sociali complesse videro il proprio habitat cambiare: presto le foreste lussureggianti cedettero il posto a larghe e pianeggianti pianure, arse dal sole, ovvero la Savana. 
Gli antenati dell'Uomo dovettero spostarsi e prendere la posizione eretta, grazie alla quale riuscirono a scorgere oltre l'alta vegetazione, e inoltre cominciarono ad usare, poi in un secondo momento anche creare, utensili atti alla caccia e altre attività" - e fin qui andrebbe tutto bene e tutto funzionerebbe.

Tuttavia, uno scienziato di nome Alister Hardy, uno zoologo inglese, avanzò nel 1962 un audace teoria: l'Uomo avrebbe avuto degli antenati acquatici ...



(immagine tratta dal Documentario-fiction "Sirene: il corpo ritrovato", 
trasmesso il 6 Maggio 2012 dalla rete televisiva "Animal Planet")
Questa tesi si basava su alcuni tratti della fisionomia umana, qui sotto elencati:
- Pelle nuda : gli esseri umani non posseggono una pelliccia, ma solamente peli molto sottili e poco folti. Secondo la concezione comune, gli esseri umani avrebbero perso la pelliccia per l'eccessiva arsura della Savana, tuttavia non è totalmente credibile, poichè numerosi animali residenti nello stesso habitat posseggono ancora una pelliccia, folta e bassa. Sempre secondo Hardy e la sua sostenitrice, la scrittrice Elain Morgan, questa perdita di pelo sarebbe dovuta a un periodo antico, in cui gli antenati della specie umana trascorsero la loro vita in ambienti fluviali. Alcune analogie possiamo ritrovarle in altri mammiferi della Savana, come l'Ippopotamo, oppure nell'Elefante e nel Rinoceronte, entrambi aventi antenati acquatici, scoperti recentemente, attorno agli anni '80 e '90, oppure ancora nel Lamantino, che condivide i propri antenati con l'Elefante.

- Il bipedalismo : l'Uomo è l'unica specie animale a camminare esclusivamente su due zampe, e ciò sembra una fatto che avvalori la Teoria della Scimmia delle Savane, ma non è così. Sempre secondo Morgan, "[...]è risaputo inoltre, che le altre specie di scimmie sono in grado di camminare bipedi, anche se per brevissimi periodi, e possiamo affermare tranquillamente che c'è una sola circostanza nella quale tutte le scimmie, nessuna esclusa, si spostano su due zampe: quando debbono spostarsi nell'acqua"

Quindi, sembra che l'Uomo abbia imparato a camminare su due zampe grazie alle abitudini acquatiche dei suoi Antenati, che appunto vivevano nelle acque fluviali, secondo David Attenborough.

- Coscienza del respiro : gli esseri umani riescono a trattenere il fiato, poiché coscienti di esso, ed è l'unico caso tra tutti i mammiferi terrestri. Solamente i mammiferi marini riescono a trattenere il respiro ed esserne quindi consci. Potrebbe essere una caratteristica acquisita con quegli antichi periodi acquatici dei nostri antenati.

- Grasso corporeo sub-dermico : Nell'Uomo si riscontra inoltre strati di grasso immediatamente al di sotto della pelle: una caratteristica che non si riscontra in qualsiasi altro mammifero terrestre, appunto si riscontra invece una cosa del tutto uguale nei mammiferi acquatici, come nella Balena, nella quale il processo di esternamento del grasso corporeo è completo.

- Analisi della Microfauna dell'ambiente degli Ominidi : sempre attorno agli anni '90, i Paleontologi cominciarono a investigare, partendo dai resti fossili della microfauna contemporanea agli Ominidi, quello che si scoprì fu incredibile: gli animali che abitavano lo stesso ambiente e contemporaneamente agli antenati della Specie Umana non erano affatto animali da Savana, inoltre, per avere una conferma, furono studiati anche i rimasugli fossili pollini di quelle aree: ebbene, quei pollini appartenevano a specie vegetali appartenenti a un ambiente fluviale, esattamente come anche i resti fossili animali.

Quindi, tutto faceva presupporre l'Origine acquatica dell'Uomo. Tuttavia, le teorie di Hardy e della Morgan furono sempre screditate e addirittura derise. Il dogma della Scimmia che lascia gli alberi per incamminarsi lungo le Savane era troppo potente e radicato, dunque.



L'ERRORE PIU' GRANDE

Un giorno però, il Professor Tobias, eminente scienziato e antropologo, scopritore delle origini umane, scoperte queste "incongruenze", andò direttamente alla University College di Londra dicendo: "Tutto ciò che vi ho detto negli ultimi vent'anni, scordatevelo. Bisogna ricominciare dalla casella di partenza, ripartire daccapo!" ...purtroppo queste avvisaglie non furono minimamente ascoltate, e gli scienziati di tutto il mondo accettarono quella teoria, e lo è ancora oggi. Ma si è sempre in tempo a cambiare idea: infatti, moltissime menti dell'Antropologia si sono accorte dello sbaglio e si sono spostate dalla parte di Hardy. Rimane solo la questione del convincimento della gente, le prove sono numerose, e mi sento di dire che questa teoria non è affatto campata per aria, vi consiglio infatti, di guardare un video in cui la stessa Elein Morgan introduce e spiega questa affascinante teoria.
CURIOSITA'

Inoltre, sempre se vi interessa, vi faccio vedere un altro genere di video, il documentario-fiction da cui ho tratto l'immagine in alto, ovvero Sirene, il corpo ritrovato. E' la versione completa, in inglese, mai trasmessa in Italia, nella quale viene estremizzata la teoria della Scimmia Acquatica, utilizzando in maniera sublime suspense, scienza ed immaginazione; ve lo consiglio perché introduce la possibilità di un'ipotetica esistenza delle leggendarie "sirene", nella loro versione ittioforme, appartenente all'immaginario nordico. Buona visione.
 pokemonmillennium.progaming.it



Glifi trovati in grotte di varie parti del mondo

Il documentario, che è stato girato anche nella speranza di impedire gli esperimenti con i sonar che la Marina degli Stati Uniti effettua negli oceani e che provoca lo spiaggiamento di migliaia di creature acquatiche, purtroppo non è più disponibile in rete.
Segue un breve filmato corredato da diversi link sull'argomento

Catherine



"Alcuni si sono chiesti se dietro alla leggenda delle sirene possa nascondersi un nocciolo di verità.
Potrebbero esistere realmente degli umanoidi acquatici intelligenti, parenti lontani dell'uomo, che hanno sviluppato il loro percorso evolutivo adattandosi a vivere nelle profondità dell'oceano e che hanno sviluppato una società complessa nella quale vivono nascosti per paura dei loro parenti umani? 
E' quello che si sono chiesti gli autori di un documentario girato per l'emittente tv Animal Planet: "Sirene, il corpo trovato"."


Rappresentazione medioevale del dio pesce Oannes

Per approfondire: Oannes e il mito degli "Uomini-Pesce"

Intorno al 1864, sul finire della guerra civile, (il circo) Barnum venne a conoscenza di un altro circo itinerante, che esponeva la “vera Sirena”.

L’abile impresario, riuscì ad acquistarla per esporla nel suo grande museo di New York, allestito appositamente per essere inaugurato il 15 Luglio 1865, proprio poco dopo la fine della guerra.

Nel 2010, in occasione del bicentenario di Barnum, i ricercatori incaricati dell’allestimento di una retrospettiva commemorativa, scovarono negli archivi nazionali dei negativi in vetro che ritraevano il palco del circo Barnum e le sue numerose attrazioni, compresa la “vera sirena”.

6 Marzo 2013, al largo delle coste della Groenlandia, ad una profondità di circa 1000 metri sentirono e videro questo:

Il Dott. Torsten Schmidt ha affermato:

L’ho guardato ed ho capito subito che avevo di fronte un’altra intelligenza. Un’altra specie come la nostra. In Danimarca le sirene fanno parte delle nostre leggende da sempre, perfino i vichinghi parlano di un popolo del mare… la Groenlandia fa ancora parte del Regno di Danimarca e gli Inuit che vivono laggiù raccontano le stesse storie.
Dopo questo ci siamo rivolti al governo Danese che ha giurisdizione sulla Groenlandia. Il 27 Marzo 2013 la Groenlandia ha bloccato tutte le nuove licenze per le trivellazioni petrolifere.
www.squali.com

Ed ecco il documentario che fa seguito a "Sirene, il corpo trovato":



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Immagine tratta dal docu-fiction “Sirene, il corpo trovato“, 
con il sottotitolo “un nocciolo di verità che vive sotto la leggenda delle mitiche sirene“.

39 commenti:

  1. La specie umana, insieme a ogni sottospecie di scimmia che visse prima di essa, discende da un mammifero terrestre vissuto circa 65 milioni di anni fa, chiamato Purgatorius, il quale, come ogni singola altra specie, discende da antenati acquatici proprio perché le prime cellule si formarono nell'oceano dell'Adeano, più di 4 miliardi di anni fa. Nessuna prova però è a sostegno dell'ipotesi che l'homo sapiens discende da una scimmia acquatica, al massimo indizi che potrebbero essere spiegati senza considerare l'ipotesi della scimmia acquatica.

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    1. Prego :)
      Per essere più preciso, come specie, discendiamo da scimmie primitive che vissero circa 25 milioni di anni fa nel continente africano. Sia noi che le scimmie antropomorfe moderne discendiamo da loro.

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    2. sì,penso che la scimmia acquatica sia una grossa fesseria .C'è un bambino nella foto che trattiene il respiro in acqua,come fanno tutti i bambini appena nati ed è dovuto non alla scimmia acquatica ma al liquido amniotico .

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    3. Potrebbe semplicemente essere un ramo dell'umanità, evoluto in tempi e luoghi diversi.
      La foto del bambino era solo illustrativa, non ha nesso con l'articolo. Del resto anche i mammiferi acquatici trattengono l'aria nei polmoni ..

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    4. Quel documentario era una bufala incredibile...

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  2. Necessità madre di ogni inventiva. La necessità di usare l'intelligenza piuttosto che la forza era maggiore nella donna o nell'uomo.

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  3. La perdita della pelliccia per il caldo della savana mi sembra poco convincente. Un tale mutamento si rileva nei mammiferi solo in caso specifici e tipici. Inoltre l'albero genealogico dell'umanità ancora non è stato costruito in modo convincente. Mancano dei passaggi e chi non lo ammette sta facendo una forzatura. Il passaggio acquatico non è più stupido della passeggiata nella savana senza pelliccetta. La ricerca è ancora aperta e ... alla pari

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    1. Concordo, questa teoria non è definitiva ci mancherebbe, ma la ritengo interessante, appunto, per mantenere viva la ricerca che, per certi versi, viene in generale ostacolata.. Non si tratta di abboccare a ogni nuova teoria, ma a volte dalla fantasia nasce più verità che nei dogmi ai quali siamo abituati. ^_^

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    2. infatti se la spieghi così grazie sembra molto più stupido di com'è.
      La teoria più accreditata è stata formulata negli anni '90 da Peter Wheeler, della Liverpool John Moores University. Lo scienziato elaborò un modello matematico che spiegava quanto calore i nostri antenati dovessero disperdere affinché il cervello funzionasse a dovere.

      Per evitare di surriscaldare il cranio e il suo contenuto, avvennero due importanti cambiamenti correlati tra loro. Il primo fu il raggiungimento della posizione eretta, che consentiva una minore esposizione di superficie corporea alla luce diretta del sole. Il secondo, più importante, fu proprio la perdita dei peli.

      Con il raggiungimento degli spazi aperti e battuti dal sole delle savane, l'uomo iniziò a correre su lunghe distanze, a caccia di cibo o per sfuggire a predatori. Una folta pelliccia l'avrebbe penalizzato; e la perdita di pelo favorì lo sviluppo della sudorazione, il metodo più efficace di dispersione di calore.

      La pelle "nuda" e lo sviluppo di ghiandole sudoripare permisero di cacciare anche nelle ore più calde del giorno, facendo incetta di calorie e favorendo lo sviluppo del cervello (non a caso, con 5 milioni di ghiandole sudoripare e fino a 12 litri di sudore in piena attività, l'uomo è il primate che suda più di tutti).

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  4. ...sembrerebbe che il nostro antenato sia stato in grado di evolversi sia in acqua che sulla terraferma, sfruttando la capacità di adattamento che tutte le forme di vita hanno e che si possono riscontrare sia negli umani (che hanno cambiato colore, struttura fisica o lingua), sia negli animali (che hanno sviluppato organi diversi di offesa e difesa), sia piante (alla stessa stregua degli animali). Per cui nel caso degli esseri umani, non credo si possa parlare di origine dell'uomo dalla scimmia acquatica, ma di una sua evoluzione ad occupare tutti gli spazi concessi dalla terra.

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  6. ELAINE MORGAN (1920- 2013) SCRITTRICE E SCIENZIATA BRITANNICA: Bene siamo nel 2009, il bicentenario di Charles Darwin. In tutto il mondo, eminenti evoluzionisti sono ansiosi di celebrarlo. Ciò che hanno intenzione di fare è illuminarci su quasi ogni aspetto di Darwin e la sua vita, e di come abbia cambiato il nostro modo di pensare. Dico quasi ogni aspetto, perché ce n'é uno, in questa storia, sul quale non hanno gettato alcuna luce, e sembrano ansiosi di girarci intorno, sorpassarlo, e parlare di qualcos'altro. Così ne parlerò io! La domanda è: perché siamo così diversi dagli scimpanzè? I genetisti continuano a ripeterci quanto strettamente - appena alcuni geni di differenza - siamo imparentati. Eppure, se si guardano i fenotipi, qui c'è uno scimpanzè, qui un uomo, sono sorprendentemente diversi. Nessuna somiglianza! Non parlo di cose campate in aria su cultura, psicologia, o comportamento. Parlo di differenze misurabili, essenziali, e coi piedi per terra. Loro, quelli lì, sono pelosi e su quattro zampe. Quello là è un bipede nudo. Perché? Voglio dire ... se sono un buon darwinista, devo credere che ci sia una ragione. Se siamo cambiati così tanto, qualcosa deve essere successa. Che cos'è successo? 50 anni fa era una domanda ridicolmente banale. Tutti conoscevano la risposta. Lo sapevano, che cos'era successo. L'antenato delle scimmie rimane sugli alberi. I nostri andarono nelle pianure. Ciò spiegava tutto: dovevamo alzarci sulle gambe per sbirciare oltre l'erba alta, rincorrere le prede, o liberarci le mani per poter usare armi. Correndo, ci surriscaldavamo a tal punto che dovemmo levarci la pelliccia e buttarla via. Lo hanno saputo tutti, per generazioni. Poi, però, negli anni '90 qualcosa cominciò a districarsi. I paleontologi osservarono con più attenzione la microfauna che si trovava nello stesso luogo e contemporaneamente agli ominidi, e non erano specie da savana. Osservarono anche gli erbivori; non erano erbivori da savana. Erano così in gamba, che riuscirono ad analizzare del polline fossilizzato. Shock! Terrore! ... il polline non era di vegetazione da savana. Una parte apparteneva addirittura a liane. Così, ci troviamo in una situazione nella quale sappiamo che i nostri antenati correvano tra gli alberi su due zampe prima ancora che l'ecosistema della savana avesse origine. Non è qualcosa che mi sono inventata. Non è una teoria minoritaria. Tutti sono d'accordo.

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  7. Il professor Tobias (paleontologo, medico e accademico sudafricano) venne dal Sudafrica per parlare all'University College di Londra. Disse: tutto ciò che vi ho detto negli ultimi 20 anni, dimenticatevene! era tutto sbagliato. Dobbiamo tornare alla casella di partenza e ricominciare daccapo. Questo lo rese molto impopolare; non vollero tornare alla casella di partenza. voglio dire - è un avvenimento terribile. Hai questo stupendo paradigma, nel quale hai creduto per generazioni, senza che fosse discusso. Ci hai costruito sopra cose fantasiose, fidandoti che fosse stabile come una roccia. Ora te lo sottraggono da sotto il naso. Che cosa fai? Che cosa fa uno scienziato in quel caso? Ebbene, conosciamo la risposta, perché Thomas S. Khun (storico e filosofo statunitense) scrisse un trattato determinante sulla questione nel 1962. Disse che ciò che gli scenziati fanno quando un paradigma fallisce è, indovinate un pò, fare finta di niente. Senza un paradigma non possono porre domande. Quindi dicono: si, è sbagliato, ma supponendo che sia giusto ... La loro unica opzione è smettere di porre domande. E' ciò che hanno fatto in questo caso. E' per questo che non ne parlano più. E' una domanda di ieri. Qualcuno ne ha perfino fatto un principio. E' ciò che dovremmo fare. Aaron Filler di Harvard disse: "Non sarebbe il caso di smettere di parlare di pressioni selettive? Cioè, perché non parliamo di cromosomi e di geni? E registriamo ciò che vediamo." Charles Darwin si sta rigirando nella tomba! Conosceva bene questo tipo di scienza. La chiamava scienza senza ipotesi, e la detestava dal profondo del cuore. Se avete intenzione di dire "smetterò di parlare di pressioni selettive" potete buttare "L'Origine delle Specie" fuori dalla finestra, perché non parla che di pressioni selettive. L'ironia di tutto ciò è che questo è un caso in cui un paradigma crolla e non dobbiamo aspettarne uno nuovo, che lo rimpiazzi. C'era qualcosa in lista d'attesa, sin dal 1960, quando Alister Hardy, un biologo marino, disse: "penso di sapere cosa sia successo, forse i nostri antenati hanno avuto una vita più acquatica per un certo periodo." Lo tenne per sé per 30 anni. Poi la stampa ne venne a conoscenza e scoppiò l'inferno. Tutti i suoi colleghi dissero "E' oltraggioso! Ci hai messi in ridicolo! Non devi farlo mai più." Quella volta si decise che la teoria acquatica sarebbe stata scartata tra gli UFO e gli Yeti, come parte della frangia estremista della scienza. Non sono d'accordo.
    Penso che Hardy avesse molte prospettive. Vorrei parlare di una manciata dei cosiddetti marchi di fabbrica del genere umano; ciò che ci rende diversi da tutti gli altri, e tutti i nostri parenti. Guardiamo la nostra pelle nuda. E' evidente che quasi tutti quelli che ci vengono in mente quando pensiamo a mammiferi senza peli, sono acquatici, come dugongo, il tricheco, il delfino, l'ippopotamo, il lamantino, e alcuni che sguazzano nel fango, come i babirussa. Siamo tentati a pensare: Forse è per questo che non abbiamo peli? L'ho suggerito e la gente ha risposto: "no, no, no! Guarda gli elefanti. Ti sei completamente dimenticata degli elefanti." Nel 1982 dissi: "Magari gli elefanti avevano un antenato acquatico." Risate a crepapelle! "Quella pazza! Direbbe qualunque cosa." Oggigiorno, tutti concordano che gli elefanti hanno avuto un antenato acquatico. Infatti, tutti quei pachidermi senza peli hanno avuto antenati acquatici. L'ultimo ostacolo erano i rinoceronti. L'anno scorso in Florida è stato rinvenuto un loro antenato estinto. Dissero:"sembra che trascorresse molto tempo in acqua."

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  8. Quindi c'è una connessione tra l'assenza di peli e l'acqua. Una connessione a senso unico. Non si può dire che tutti gli animali acquatici non abbiano peli: guardate le lontre di mare. Però si può affermare che tutti gli animali che hanno perso i peli sono stati condizionati dall'acqua nella loro vita, o quella dei loro antenati. Penso sia significativo. L'unica eccezione è la talpa somala, che non emerge mai dal sottosuolo. Prendiamo il bipedalismo. In questo caso non abbiamo paragoni, poiché siamo gli unici animali a camminare su due gambe. Tuttavia si può affermare che tutte le scimmie sono in grado di cammnare su due zampe, se lo vogliono, per un breve tempo. C'è una sola circostanza nella quale procedono sempre, tutte quante, su due zampe. Ovvero: quando attraversano l'acqua. Credete che sia significativo? David Attenborough ( divulgatore scientifico e naturalista britannico) ... sì. Potrebbe essere l'origine del nostro bipedalismo. Guardate lo strato di grasso. Abbiamo tutti, ovunque sotto la pelle, uno strato di grasso. Non c'è niente di simile in nessun altro primate. Perché dovrebbe esserci? Ebbene, se guardate gli altri mammiferi acquatici, il grasso che negli animali continentali si deposita all'interno del corpo, attorno ai reni, l'intestino e così via, ha cominciato a spostarsi verso l'esterno, e si è steso in uno strato sotto la pelle. Nella balena il processo è completo. Niente grasso all'interno, tutto fuori. Non possiamo evitare il sospetto che nel nostro caso sia cominciato. Ce l'abbiamo uno strato così. E' l'unica spiegazione plausibile del perché gli umani, se sfortunati, possono diventare davvero obesi, in un modo fisicamente, totalmente impossibile per qualunque altro primate. E' un dato di fatto, molto strano, e mai spiegato. La domanda: perché possiamo parlare? Noi possiamo. I gorilla no. Come mai? Non ha niente a che vedere con i suoi denti, la linua, i polmoni, ecc... Riguarda il controllo volontario del respiro. Non potete addestrare un gorilla a dire nemmeno "ah." Le uniche creature che hanno il controllo sul proprio respiro sono quelle che si immergono e gli uccelli pescatori. E' un prerequisito essenziale per poter parlare. E ancora: la nostra figura eretta. Immaginate un tuffatore che si immerge: appena uno spruzzo. Immaginate un gorilla fare la stessa manovra. Potete vedere che, paragonati al gorilla, abbiamo quasi la forma di un pesce. Sto insinuando che, per quaranta e rotti anni, questa idea acquatica è stata classificata a torto come fanatica quando non lo è. L'ironia della faccenda è che non evitano la teoria acquatica per proteggerne una loro, che sostengono e amano tutti. Non c'è niente del genere. Evitano la teoria acquatica per proteggere un vuoto.

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  9. Come reagiscono quando dico queste cose? Una reazione molto diffusa, che ho sentito almeno 20 volte, è: "Ma la teoria è stata studiata. Avevano condotto una ricerca seria agli inizi, quando Hardy pubblicò l'articolo." Non ci credo. Per 35 anni ho cercato una qualunque prova di qualcosa del genere, e ho concluso che è una leggenda metropolitana. Non è mai stata condotta. Ne parlo, a volte, e mi dicono: "Mi piace la teoria acquatica!" A tutti piace la teoria acquatica. Certo, non ci credono, ma gli piace. E allora chiedo: "Perché pensate sia una sciocchezza?" Rispondono: "Beh ... tutti quanti dicono che lo sia. E non possono sbagliarsi tutti, giusto?" La risposta, chiara e sonora, è: "Si! Si possono sbagliare tutti." La Storia è piena di casi in cui si sbagliavano tutti. Se c'è un problema scientifico come quello, non si possono contare le mani alzate e dire "la maggioranza dice di sì." A parte questo, alcune teste contano più di altre. Alcune sono passate dalla nostra parte. Il professor Tobias. Lui è dei nostri. Daniel Dennett ( filosofo e logico statunitense, da sempre studioso del funzionamento della mente), anche lui dei nostri. Sir David Attenborough, anche lui è passato dalla nostra parte. Ora dobbiamo guardare al futuro. Alla fine, accadrà una di queste tre cose: andranno avanti per i prossimi 40, 50 o 60 anni dicendo "No, non ne parliamo. Parliamo di qualcosa di più interessante." Sarebbe molto triste. La seconda possibilità è che arrivi un giovane genio, e che dica: "Ci sono! Non era la savana, e nemmeno l'acqua, era questo!" Per ora nessun segno nemmeno di questo. Non credo ci sia un'altra opzione. Quindi, la terza possibilità è una cosa bellissima. Se guardiamo indietro, ai primi anni del secolo scorso, c'è stato un punto morto, molti bisticci e risentimenti tra i sostenitori di Gregor Mendel (considerato il precursore della moderna genetica), e quelli di Darwin. E' finita con una nuova sintesi. Le idee di Darwin e quelle di Mendel si sono fuse insieme. Penso che qui accadrà la stessa cosa. Ci sarà una nuova sintesi. Le idee di Hardy e quelle di Darwin verranno unite. A partire da ciò potremo andare avanti, e fare davvero progressi. Sarebbe una cosa stupenda. Se questo evento deve avvenire, che cosa lo sta ostacolando? Ve lo posso dire in cinque parole. Il mondo accademico dice: no. Lo decisero nel 1960: "il suo posto è tra gli UFO e gli Yeti." E' molto difficile far cambiare loro idea. Le pubblicazioni specializzate ci starebbero alla larga. I libri di testo non lo menzionano. I programmi di studio non citano neanche la nostra assenza di peli, né tantomeno ne cercano il motivo. "Horizon", che prende esempio dagli accademici, ci starà alla larga. Perciò non ne sentiamo mai parlare, tranne in riferimenti scherzosi a persone della frangia estremista. Non so esattamente da dove vengano questi diktat ( la Chiesa?). Qualcuno lassù sta impartendo il comandamento "non crederai nella teoria acquatica". Ho l'impressione che alcune parti dell'establishment scientifico stiano mutando in una sorta di clero. Sapete, questo mi fa sentire tranquilla, perché Richard Dawkins ( etologo, biologo, divulgatore scientifico, saggista e attivista britannico) ci ha detto come trattare il clero. Lui dice: "Prima di tutto, dovete rifiutarvi di conceder loro l'ammirazione e la riverenza che sono stati educati a ricevere."Giusto! sono d'accordo. Dopodiché dice: "non dovete mai avere paura di sconvolgere lo status quo." E sono d'accordo anche su questo. Grazie mille.

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  10. https://www.youtube.com/watch?v=F6aI4MvxjHc

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    1. Grazie per tutti questi interessanti elementi di riflessione!
      ^_^

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    3. Non credo proprio ^_^
      Ma l'ipotesi forse dovrebbe essere affinata e anche il lavoro di Alister Hardy potrebbe aprire gli orizzonti, magari non fermandosi alla scimmia acquatica ma esplorando altre possibilità ancora.
      Ho comunque pubblicato qui l'intervento di Elaine Morgan proposto da Nilo Speranzini (che ringrazio)
      ^_^

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    4. Mermaids - The body found(2011) e Mermaids - The new evidence(2013) sono docu-fiction con ogni evidenza.In essi sono però contenuti a supporto, dei video di fonti diverse ed accertate inerenti esperienze reali, che nulla hanno a che vedere con i docu-fiction, se non l'oggetto della ricerca.

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    6. Quel Documentario è la più grande balla scientifica dell'ultimo secolo, di fonti accertate ve ne sono 0

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    7. Credo che sia da considerare come "illustrativo" più che altro. Ma la teoria stessa potrebbe comunque avere un senso.

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  11. Ognuno approccia l'argomento come meglio crede. Resta evidente lo scarso contributo alla ricerca della verità da parte di chi non porta argomenti oggettivi a supporto della propria tesi, o di chi preferisce denigrare che confrontarsi.

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  12. ...infatti non parlavo di me circa il denigrare, ma della teoria della scimmia acquatica. Circa la conoscenza della teoria dell'evoluzione moderna, tieniti il tuo anello mancante, ed evita giudizi su chi non conosci.

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  15. Un libro che può aiutare a capire la teoria della scimmia acquatica può essere questo: "La fase acquatica della evoluzione umana", del prof. Brunetto Chiarelli, Edizioni Altravista. http://www.edizionialtravista.com/la-fase-acquatica-della-evoluzione-umana-brunetto-chiarelli.html

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  16. In questo libro non si parla però di scimmie marine o sirene, ma si analizzano gli effetti che la regione dei grandi laghi africani possa aver avuto sull'evoluzione dei primi ominidi, favorendo lo sviluppo di determinate capacità che ancora oggi ci differenziano dai primati

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    2. Grazie anche da parte mia! ^_^

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  17. Purché se ne parli senza insabbiamenti ... grazie anche da parte mia!

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  18. Penso che se discendessimo da una specie che per qualche tempo della propria esistenza abbia vissuto in un ambiente acquatico, dovrebbero comparire in alcuni soggetti delle vestigia biologiche di quella permanenza nell'elemento liquido. Purtroppo ammettiamolo non siamo affatto idrodinamici come un pesce e penso che a mani nude non ne prenderemmo nemmeno uno o comunque non saremmo capaci di inseguire nessun animale specializzato nella vita acquatica. Ci occorrono delle protesi come le pinne ad esempio, per non parlare poi delle mute che ci isolino dall'acqua stessa, perché se restiamo in acqua per molto tempo è facile notare un raggrinzamento cutaneo, indice di un ambiente non propriamente favorevole alla nostra permanenza. È vero possediamo molte anomalie rispetto alle altre specie e su tutte di sicuro la stazione eretta è quella predominante, poiché come si sa appartiene unicamente alla specie umana fra tutti i mammiferi. Questo però contrasta e parecchio con la tesi che discendiamo da parenti acquatici poiché i nostri arti sono perfettamente attrezzati per camminare e rappresentano da soli il 50% della lunghezza del nostro corpo, mentre nei mammiferi che hanno optato per l'ambiente acquatico, essi tendono a ridursi di lunghezza fino a divenire delle appendici inserite nelle pinne, vere motrici di molti di loro.
    Perciò o questo avvenimento è avvenuto molti milioni di anni fa, oppure non si capisce il perché di questa inversione di tendenza, fino ad avere due arti specializzati nella vita terricola ed associati ad un corpo a stazione verticale come il nostro, altro elemento da tenere in considerazione perché nessun mammifero marino ha sviluppato una simile postura sconveniente e tanto fra le correnti marine e fluviali. Saluti a tutti :)

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  19. E' chiaro che la mutazione - se mutazione c'è stata - è avvenuta in tempi remotissimi, non l'altro ieri, e riguarderebbe comunque una piccola parte della specie.
    Gli umani non sono idrodinamici ma non hanno peli, è già un inizio! Per quanto riguarda la pesca, non è molto diversa della caccia, non siamo attrezzati naturalmente né per l'una né per l'altra. E questo, tra l'altro, rinforza la mia idea che non siamo concepiti per consumare predi animali ..

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  20. Sono d'accordo con lei Catherine, ma davvero abbiamo due arti inferiori che nemmeno molti animali terrestri possiedono in quanto a lunghezza proporzionale al corpo e nemmeno siamo attrezzati per la caccia. Poi ci sono altre cose che si possono contestare come il fatto che possiamo trattenere il respiro come i cetacei, o il fatto che abbiamo il grasso sottocutaneo. Il primo è che con la volontà possiamo temporaneamente (anche esercitandoci) dilatare i tempi delle risposte ai nostri istinti e non solo quello del centro respiratorio; del secondo possiamo dire che a noi il grasso sottocutaneo, specie femminile serve come riserva per le molte funzioni che da esso dipendono (formazione di ormoni , colesterolo, strutture parietali cellulari e riserve energetiche) soprattutto la gravidanza e, magari qualcuno non lo sa ma le donne non depositano il grasso fra gli organi proprio per questo motivo e appaiono quindi spesso più rotondette degli uomini a parità di tessuto adiposo. Perciò dire che questa sia un'attitudine dei cetacei e nostra mi sembra un po' azzardato, anche perché i cetacei col loro grasso ci fanno molte cose per loro importantissime, come il galleggiamento riducendo le risorse per rimanere a galla, e l'isolamento termico visto che vivono per lunghissimi periodi in acque gelide, mentre la nostra adipe non ci protegge affatto dal freddo invernale ad esempio. La saluto. Dr.ssa Francesca Scoppio, medico internista.

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    1. Grazie, tutto questo, che in parte sapevo visto la mia curiosità naturale, è molto interessante!
      Io non so ovviamente esprimermi, e non sostengo questa tesi che m'incuriosisce soltanto e che ho condiviso volentieri per i curiosi come me come spunto di riflessione. C'è da dire in ogni caso che sappiamo ben poco del passato remotissimo del pianeta e tanti misteri non sono ancora svelati, semmai lo saranno mai.
      Rimane il fatto, al di là di questa teoria in particolare, che certe mutazioni non sono spiegabili tuttora..
      Grazie del contributo! ^_^

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