mercoledì 10 aprile 2013

La sindrome di Lemming

I lemming sono dei piccoli mammiferi che vivono in Scandinavia e che a un certo punto cominciano a riprodursi con una velocità sempre più accentuata, sino a ritrovarsi in migliaia a pullulare nel loro territorio divenuto ristretto; allora partono in bande verso il mare in una migrazione suicida da cui nessuno ritorna. I pochissimi rimasti nel proprio habitat assicurano la sopravvivenza della specie.

La Sindrome del lemming designa dunque molto bene la tendenza, nelle odierne condizioni psicologiche del Web, al suicidio mentale collettivo.

La Sindrome del lemming ricorda, per esempio, tutte le morti per droga che hanno falciato le giovani generazioni durante gli ultimi decenni e hanno portato quasi all'estinzione il movimento New Age o l’inarrestabile decadenza della sinistra italiana, frantumata e spappolata in migliaia di sterili gruppuscoli anarcoidi, dal noto “complesso dell’anima bella e più a sinistra di chi si professa di sinistra”, una forma d’individualismo feroce e senza costrutto che ha portato tale movimento a ripetute disfatte elettorali.

Esco fuori dalla metafora narrativa del lemming, per farmi insieme al lettore alcune domande che reputo essenziali per la comprensione del nostro mondo informatico contemporaneo e parto da questa:
Che significato ha quest’ossessione della comunicazione breve in stile cinguettio alla Twitter? ... 



- Ce l'ho fatta, ho scritto un post solo con Soggetto, verbo e complemento!
- Bravo Tonio, e noi ti diamo un bel voto, e un bel complimento! -


Mi chiedo inoltre da qualche tempo perché un e-book sia incomparabilmente più brutto di un libro e perché uno scrittore vero e un lettore autentico, in carne, ossa e occhi e lingua e cervello non ortopedico, siano così inevitabilmente MIGLIORI, nel senso della qualità artistica e della capacità di giudizio e non umana, è ovvio.
Ecco alcune caratteristiche della neo sindrome del lemming litweb:
come i lemming si buttano nell'oceano artico per affogare congelati, gli utenti dei sociali forum (in particolare quelli di twitter e di facebook, veri e autentici lemming di massa con le occhiaie e i calli al dito spremi-mouse) litweb cercano di scrivere sempre più corto e breve, in modo ossessivo e liturgico, PER ESSERE ACCETTATI dai propri websimili in simil pelle.

Il nucleo di questa nuova psicologia web è l'OMOLOGAZIONE.
Franz Kafka è stato il precursore profetico di questa psicologia e nessuno scrittore come lui ci ha narrato il nodo inestricabile di questo conflitto odierno che sintetizzo col noto teorema di Bruno Corino, filosofo litweb, mio amico e collaboratore:

"O SCRIVI (E SEI) UN FRAMMENTO O VIENI IGNORATO” (Bruno Corino).

In molti suoi racconti, lettere e note di diario, Kafka scriveva che lui cercava un’esistenza che sapesse unire alla socialità e all’amore per la vita di relazione e degli affetti umani il distacco critico, la concentrazione e la scrittura; lui avrebbe voluto legare a sé coloro che gli permettevano di radicarsi nella società, pur conservando per sé il raccoglimento necessario alla meditazione e alla creazione solitaria; riteneva che la letteratura e l’arte possono instaurare un legame profondo con la vita solo se esse si sviluppano e si consolidano a partire da un saldo terreno, formato dall’immediata esistenza comunitaria.

In questa prima fase di comunicazione scritta web si è creata una miscela psicologica molto simile a quella indagata da Kafka: SE NON SCRIVO BREVE NON SONO ACCETTATO, SE NON MI ACCETTANO NON SONO UNA BRAVA PERSONA E SE NON SONO UNA BRAVA PERSONA DEVO SCRIVERE BREVE.

Noi umani siamo animali come i lemming, e come tutti gli animali marchiamo il territorio.
Come sappiamo osservando i nostri cani e i nostri gatti, gli spruzzi di orina, le feci, le graffiate, il rilascio di feromoni da apposite ghiandole, servono a tracciare i confini del proprio raggio d’azione e dell’ identità degli individui e del gruppo.
Così nel mondo della comunicazione litweb lo scrivere breve è diventata la marcatura che identifica il proprio stile e la cerchia ristretta e asfittica del proprio clan di seguaci.
Ed è cominciata una vera rincorsa al tipo di scritto più breve: da 1000 a 500 parole e adesso si cerca di stare solo sulle cento. Dove si finirà, a frasi composte solo dal soggetto, il verbo e il complemento?
Tutta questa liturgia ha un solo scopo: marcare il territorio, segnalare agli internauti il proprio odore (stile) e la presenza della propria cucciolata ( identità e sostenitori).
Questa fissazione conduce all’oceano ghiacciato dove affogano quelle simpatiche pantegane scandinave chiamate lemming.



Ci sono altri modi di marcare il territorio meno asfittici e chiusi, dove un essere umano munito di tastiera possa esercitare la sua libertà di creazione, l’indipendenza della sua anima con i voli della sua immaginazione e la lucidità del suo pensiero.

Ce lo insegna un maestro di Go, un gioco orientale simile agli scacchi:
“ Un territorio non si forma posando le pedine l’una dietro l’altra in modo liturgico e prevedibile. Per meglio capire come si costruisce un territorio, immaginiamo di piantare dei paletti un po’ dovunque e poi, dov’è possibile, innalziamo una recinzione. Il procedimento è lento e va avanti a tappe, ma permette al giocatore di delimitare un proprio spazio che possa inglobare quello dell’altro, senza mai essere identico a se stesso.”

- Amica, amico litweb, non è meglio se giochiamo a Go? -



Il gioco del Go è per sua natura un gioco di "compromesso", giocare d'attrito o cercare di annientare l'avversario (come con gli scacchi) non porta a nulla di fatto. Quello che conta è creare territori inattaccabili con soluzioni sempre nuove e aperte.
Giocando a Go ho capito come evitare la sindrome del lemming e aprire nuove piste alla litweb.



2 commenti:

  1. Buongiorno sono Mauro il Moscone, l'autore di questo post e mi complimento per la bella impaginazione della mia opera.
    La ringrazio

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  2. Grazie Mauro, è stato un piacere. :)
    Per amore della precisione ti devo però segnalare che la leggenda dei lemmings sembra essere nata con un documentario della Disney nel quale, costrinsero i poveri animali, e approfittando della loro scarsa vista, a gettarsi in un dirupo.
    http://www.latelanera.com/leggendemetropolitane/leggendemetropolitane.asp?id=176
    Grazie ancora, e buon lavoro!

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