domenica 27 maggio 2012

Adesso alza gli occhi e guarda il cielo, figlio mio

di Bruno Aliberti

Adesso alza gli occhi e guarda il cielo, figlio mio. 
Dimmi come lo vedi. Dimmi che cosa vedi.

Azzurro, ma si sta coprendo… stanno arrivando le nuvole.

Ecco, guarda bene adesso, con attenzione, perché è nel cielo il segreto della vita, quello che oggi ti racconterò. Il cielo puoi vederlo, osservarlo, capirlo. Il resto è più oscuro e cupo, più difficile da spiegare. Ma il cielo no. E’ sempre qui, davanti a te, sopra di te, di giorno e di notte, avvolge tutto, ma è onesto come appare, senza cose difficili da spiegare. E’ la cosa più bella e più semplice da capire, come bere un sorso d’acqua. Ma non è più il cielo di quando avevo la tua età. Il cielo è cambiato. Lo hanno cambiato. Ci sono le nuvole, è vero. Sono quelle paffutelle e con forme buffe, gonfie gonfie, come la panna montata che fa mamma. Ma poi ci sono le altre, quelle che sembrano polvere come quella che si alza quando soffi o sbatti i tappeti, spennellate su una tela, unghiate di bianco. Quelle non sono nuvole.

Papà perché hai gli occhi lucidi?

Nulla, solo un po’ di raffreddore. Ecco, vedi quegli aerei che stanno passando e che lasciano delle scie?

Si, sono lunghissime, bellissime.

Se aspetti un po’ ti accorgerai che non vanno via, e dopo un po’ iniziano ad allargarsi, a coprire il blu, restando sospese come degli enormi aquiloni bianchi. Ne sentirai parlare come di velature, esattamente come dei fazzoletti bianchi e leggeri, tanto leggeri da sembrare quasi trasparenti, come i veli che coprono donne leggiadre e suadenti che danzano, galleggiando nell’aria sopra le nuvole. Ma non sono nuvole, non sono le nuvole.

Vero, papà, si stanno allargando. Che brutto raffreddore che hai, ti scendono le lacrime e ti cola pure il naso, che buffo che sei...

Passerà, amore mio. E’ solo un po’ di raffreddore. Sono quegli aerei bianchi senza fregi ne bandiera, guidati da gente senza cuore e senza onore, che ha venduto l’anima al demonio, al dio denaro. Che non ha figli né voglia di un futuro. Che si vende per poco, forse anche per niente. Che porta una divisa disprezzandola. Che sparge veleni nel cielo e su di noi per farci mancare una delle cose più importanti: l’aria. Veleni che quando pioveranno al suolo avveleneranno l’acqua, i fiori e i frutti, faranno ammalare le piante, tutto quello che il Signore ci ha dato senza chiedere nulla in cambio e che ci permette di vivere.

Ma perché lo fanno?

Sono comandati a farlo, i più lo sanno, altri credono a quello che hanno raccontato loro. Che si tratta di esercitazioni e studi dell’atmosfera terrestre, di come manipolare il tempo. Alcuni vorrebbero opporsi, ma hanno paura di perdere il lavoro, essere messi da parte, di non poter più volare, o di essere fatti fuori.

Come nei film e nella playstation?

In un certo senso. Ma lì fingono e poi si rialzano per un nuovo combattimento, mentre qui, con la morte finisce tutto e si va dall’altra parte del cielo.

Per sempre?

Per sempre.

Questa storia non mi piace, papuccio, e tu prendi freddo e sei raffreddato. Torniamo a casa se no predi pure la febbre. Non mi piace vederti piangere.

Si, figlio mio, amore mio. Torniamo a casa. Dammi la mano. E' solo un po' di raffreddore...

3 commenti:

  1. Bellissimo post, lo incollo anch'io! Come stai, tutto bene? E da molto che non commento il tuo blog ma ti seguo a ogni aggiornamento ... poi vedo se mi piace lo leggo tutto come questo

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  3. Grazie Dioniso, sai che anch'io ti leggo sempre!
    Ciao! :)

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