venerdì 8 luglio 2011

Militanti pro-palestinesi bloccati a Roissy e a Ginevra.


Catherine
Israele è riuscita a impedire l'arrivo di centinaia di militanti pro palestinesi europei a Gerusalemme Est e in Cisgiordania facendo pressione sulle compagnie aeree europee le quali hanno rifiutato di lasciarli imbarcare giovedì 7 e venerdì 8 luglio, in Francia, in Belgio, in Svizzera e in altri paesi. Venerdì a pranzo i passeggeri respinti hanno manifestato all'aeroporto di Roissy e a Ginevra come lo mostrano i seguenti video girati dai militanti:
Aeroporto di Ginevra, ore 7.00, 8 luglio
Aeroporto di Roissy, ore 7.30

Giovedì, è stata la compagnia ungherese Malev che per prima ha rifiutato i passeggeri. Venerdì mattina le compagnie Alitalia e Lufthansa hanno fatto lo stesso. Altri 50 militanti erano bloccati all'aeroporto di Ginevra. La compagnia aerea austriaca Austrian Airlines ha precisato di aver rifiutato, su domanda delle autorità israeliane, l'imbarco a Vienna di un passeggero che voleva recarsi a Tel Aviv. « Dopo alcune ore di attesa, abbiamo finalmente ottenuto un certificato di imbarco non avvenuto » spiega al Monde.fr il sig. Stéphane Mahon, uno dei militanti bloccati a Roissy, con il suo certificato in mano. «  qui c'è scritto che non sono stato imbarcato a motivo (cito) « di una direttiva del governo israeliano » stipulando che sarei « non ammesso sul territorio ». La compagnia declina qualsiasi responsabilità » chiarisce.... 

Circa 600 militanti, di cui 300 francesi e diverse delegazioni del Belgio, della Germania, della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e dell'Italia, dovevano partecipare all'operazione “Benvenuta Palestina” ( L'appello in tutte le lingue ) su invito di 15 associazioni palestinesi, per ricordare tra l'altro l'anniversario della decisione della Corte internazionale di Giustizia, il 9 luglio 2004, che aveva dichiarato illegale la barriera di separazione eretta da Israele in Cisgiordania.
Lo scopo di questa missione non è mai stato di manifestare in Israele o di seminare disordine all'aeroporto Ben Gurion. Dovevamo soltanto atterrare all'aeroporto di Tel Aviv e salire subito sui pullman per raggiungere Betlemme in Cisgiordania dove ci aspettavano numerose famiglie che volevano renderci testimoni delle loro difficili condizioni di vita.” spiega Olivia Zemor, coordinatrice del gruppo francese della missione. Israele controlla tutti gli accessi dei territori palestinesi tra la banda di Gaza e l'Egitto.


UN INTRALCIO ALLA LIBERTA' DI CIRCOLAZIONE


"Non ci aspettavamo che delle compagnie aeree europee potessero cedere alla pressione del governo israeliano che non ha nessun diritto di impedirci l'accesso ai territori palestinesi. Insomma, l'aeroporto di Roissy è sotto occupazione israeliana!” s'indigna Olivia. “E' incredibile vedere le linee aeree dei nostri paesi fare il gioco di Israele. Il nostro volo prevedeva una tratta Parigi-Roma e poi Roma-Tel Aviv, ma non abbiamo potuto nemmeno prendere il primo volo! E' un intralcio alla libertà di circolazione” si adira Stéphane Mahon.


A Ginevra 50 viaggiatori membri del collettivo francese dei « disubbidienti » si sono visti rifiutata la registrazione del proprio volo per Tel Avib dalla compagnia Easy jet. Hanno in seguito tentato di superare gli sportelli di sicurezza. Le autorità aeroportuali hanno quindi deciso di bloccare temporaneamente i punti d'imbarco e ciò ha provocato molti ritardi.

Israele ha consegnato alle compagnie aeree una lista di 342 persone indesiderate, avvisandole che esse sarebbero state subito respinte a spese delle compagnie” ha dichiarato il portavoce dei servizi dell'immigrazione israeliani, Sabine Hadad. In seguito a questo avvertimento “le compagnie hanno rifiutato immediatamente di prendere a bordo 200 di questi passeggeri” ha quindi precisato venerdì mattina. "Durante la notte Israele ha già respinto verso gli Stati Uniti due militante americane arrivate con l'aereo” ha aggiunto. 



"Il nostro paese ha il diritto elementare di rifiutare l'ingresso di provocatori sul proprio suolo." Ha riaffermato giovedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in visita a Sofia.


PERQUISIZIONE MINUZIOSA A TEL AVIV


All'aeroporto Ben Gurion la polizia israeliana era in stato di allarme in previsione dell'arrivo dei militanti, qualificati col termine di “hooligans” dal ministro della pubblica sicurezza israeliano Yitzhak Aharonovitch che ha avvisato che sarebbero stati espulsi appena sbarcati a Tel Aviv. “alcune centinaia di poliziotti sono stati disposti per evitare i disordini. Hanno ricevuto ordine di agire con fermezza e ritegno, fermando immediatamente ogni fautore di disturbo”, ha precisato il portavoce della polizia Micky Rosenfield.


Passata attraverso le maglie delle rete venerdì mattina, partendo da Tolosa, Julie ha atterrato a Tel Aviv a inizio pomeriggio con un piccolo gruppo di una ventina di militanti. “Ma non abbiamo potuto passare la dogana. Avevano tutti i nostri nomi in una lista e ci hanno messo da parte” racconta Julie al Monde.fr. “da allora ci stanno spostando da una sala all'altra. Un po' alla volta altri militanti arrivano, dalla Germania in particolare. Hanno sequestrato i nostri passaporti e hanno perquisito scrupolosamente i nostri bagagli. Temo che ci perquisiscano più intimamente. “ Anche il suo telefono è stato sequestrato dalla polizia, un'ora dopo questo colloquio.


« SIAMO DIVENTATI MATTI »


Nel quotidiano israeliano Yediot Aharonot  un portavoce della polizia precisa di essere in contatto « costante » con le compagnie aeree europee, alle quali ha detto di aver giustificato queste “misure di sicurezza” nei confronti delle persone che non dovevano imbarcare. Le compagnie “hanno capito che sarebbero state ritenute responsabili se dei militanti con l'interdizione d'ingresso arrivassero nel paese, e che il ritorno sarebbe stato a spese loro”.


All'inizio del pomeriggio i militanti hanno cominciato un sit in all'aeroporto di Roissy, chiedendo che tutte le compagnie che li hanno respinti forniscano loro un certificato di imbarco mancato e rimborsassero loro i biglietti.                                                                                                                                                                             Sit-in all'aeroporto di Roissy Charles de Gaulle
Roissy: "Mai visto in 30 anni di mestiere!"
Tradotto da Catherine: Le Monde.fr

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