lunedì 1 giugno 2026

Non esistono più le mezze stragioni

- Comunque, De Gregori ha ragione.
- Su che?
- Sul fatto che non esistono più le mezze stragioni.
- Stragioni?
- Sì, le mezze stragioni.
- Cosa sono le mezze stragioni?
- Ma dai, hai capito. Le stragi tranquille, pacate. Quelle che non richiedono di schierarsi, gli stermini tiepidi, sobri, che non ti fanno sentire una merda se non prendi posizione.
- Perché una volta…?
- Eeh, una volta era diverso. Una volta nevicava a gennaio, faceva caldo ad agosto e le stragi erano moderate, contenute, distanti, mica come adesso.
- Adesso…
- Adesso è tutto un genocidio. Si passa subito dal cappotto pesante allo sterminio di donne e bambini e tu per forza ti senti in dovere di dire di qualcosa, di fare qualcosa.
- Invece no? ...

 - Eh no, fa malissimo. Rischi il collasso. La mezza stragione era fondamentale per rendere noi più pacati e le nostre prese di posizione più misurate. Senza la mezza stragione è un attimo che ti viene un colpo di calore umano. E lì è finita, eh! Lì ci rimani!
- E che faccio?
- È molto semplice. Metti che domani c’è una strage spaventosa, un’ecatombe nella quale muoiono decine di migliaia di civili mentre l’umanità mostra la sua faccia peggiore. Tu cosa faresti?
- Non lo so. Immagino che mi informerei e poi mi schiererei dalla parte…
- No! Ti bevi un bicchiere d’acqua.
- Un bicchiere d’acqua.
- Un bel bicchierone d’acqua fresca. Occhio non fredda, che poi fai congestione. Oppure ti mangi un bel gelato, ma alla frutta mi raccomando.
- Un gelato…
- E quando c’è un tema caldo lì fuori? Non ti esponi, stai chiuso in casa.
- Scusa eh, ma se ho un’opinione?
- La fai dire a un altro.
- E se un altro non c’è?
- Sarà per la prossima strage. Senti, i comizi lasciamoli ai politici, tu pensa a fare le tue cose, suona la chitarra, fai i tuoi disegnini, scrivi le tue storielle, e così stai bello fresco con l’arte condizionata. E ti metti finalmente in testa che la tua opinione non serve a niente e che del tuo parere non frega un cazzo a nessuno. 
- Ma io pensavo…
- Che pensavi?
- Non lo so, che la storia siamo noi. Che nessuno si deve sentire escluso.
- E chi l’ha detta sta cazzata?

Nicolò Targhetta
Fonte: www.facebook.com

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