martedì 7 aprile 2026

Goodbye USA: l'oro torna i Francia

 
La Francia riporta a casa il suo oro. 
La Banca centrale vende 129 tonnellate di lingotti custoditi a New York realizzando una plusvalenza di quasi 13 miliardi di euro. 

Poi ricompra sul mercato europeo lingotti di nuova generazione che ora si trovano a Parigi. Adesso tutto l’oro francese è nei caveau nazionali.

Un semplice “aggiustamento tecnico”, spiega la Banca centrale: i vecchi lingotti detenuti negli USA erano ormai fuori dagli standard internazionali e difficili da scambiare sui mercati europei. 

L’operazione ha salvato il bilancio della banca centrale, che altrimenti avrebbe chiuso in perdita, registrando un utile netto di 8 miliardi. 
Ma dietro il tecnicismo potrebbe esserci di più...


Primo: la sovranità. La Francia è quarta al mondo per riserve con 2.437 tonnellate che ora si trovano tutte nel Paese.
Secondo: la modernizzazione. I lingotti vecchi sono stati venduti sul mercato americano sfruttando l’alta quotazione dell’oro; quelli nuovi sono stati acquistati in Europa – con minori costi di trasporto e raffinazione – e sono pronti a essere scambiati sui mercati in caso di crisi.
Ma c’è un terzo elemento sullo sfondo. Un dubbio: è un segnale di sfiducia verso gli USA?

Altri Paesi europei hanno avviato operazioni di rimpatrio, come la Polonia

E l’Italia? Il nostro Paese ha più riserve della Francia: è il terzo nel mondo, ma il 45% del nostro oro è depositato nei sotterranei della Federal Reserve di New York. Anche la Germania vive una situazione simile e il dibattito per il rimpatrio è aperto. In Italia invece resta timido: negli ultimi mesi è stato al centro dell’attenzione l’emendamento Malan sull’oro gestito dalla Banca d’Italia, ma nel 2019 Fratelli d’Italia aveva presentato una mozione per il rimpatrio dagli USA. Intanto, la Francia ha agito.

Fonte: www.byoblu.com

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