martedì 31 gennaio 2017

Muri nel mondo

I muri come confini e a difesa di un territorio sono, grazie al nuovo presidente degli stati Uniti, tornati alla ribalta. I muri non sono una novità. Gli esseri umani hanno sempre eretto muri e barriere intorno ai propri insediamenti, anche i più primitivi. 
Conosciamo i più famosi come la Grande Muraglia cinese (8.851, 8 km), il Muro di Berlino (106 km), o le mura del Vaticano erette dopo il saccheggio dei saraceni e che meritano un capitolo a parte. Facciamo intanto un giro per conoscere altri muri... Buona lettura.
Catherine


Per quelli di noi che non c’erano quando l’ultimo grande muro di cui l’Europa si ricorda è stato abbattuto, quelli che sono cresciuti nell’era di Internet e della globalizzazione, dei voli low cost e della moneta unica, concepire un mondo diviso da muri può risultare difficile.
Eppure i muri nel mondo vengono eretti da sempre. 

Separano territori, nazioni, a volte perfino quartieri della stessa città, per motivi che possono essere di varia natura: etnici, religiosi, politici, economici...

La Grande Muraglia cinese

Un breve elenco dei muri nel mondo



Il muro tra Israele e Palestina

Chiamata “muro salvavita” dal lato israeliano e “muro della vergogna” o “muro dell’annessione” da quello palestinese, questa barriera lunga più di 700 chilometri è stata costruita nel 2002 e i suoi confini sono stati ridisegnati molte volte. 

Formalmente concepita con lo scopo di non permettere l’entrata in Israele dei terroristi palestinesi, in realtà questa barriera priva gli abitanti della Palestina dell’accesso alla maggior parte delle terre coltivabili e delle fonti d’acqua della regione. 

I palestinesi la chiamano anche jidār al-faṣl al-ʿunṣūrī, che in arabo ha due possibili significati: “muro di separazione razziale” e “muro di separazione razzista”.

Il muro tra Bulgaria e Turchia

Questa barriera di filo spinato al confine tra Bulgaria e Turchia è stata costruita nel 2014 e i lavori per la sua estensione sono in corso ancora oggi.

Il suo scopo è quello di ostacolare il passaggio in Bulgaria di migranti clandestini provenienti dalla Turchia. 

La lunghezza complessiva della barriera dovrebbe arrivare a 268 chilometri, 170 dei quali verranno costruiti entro fine estate. 

Un segno evidente della tensione e della paura degli stati europei di fronte all’emergenza migranti. E una prova del fatto che, purtroppo, i muri nel mondo ancora si costruiscono.

La barriera tra Zimbabwe e Botswana

Questa barriera elettrificata di quasi 500 chilometri che separa i due stati è stata costruita dal Botswana nel 2003.

Lo scopo ufficiale sarebbe quello di evitare lo sconfinamento del bestiame ed evitare così epidemie come quella che ha colpito gli allevamenti del Botswana nel 2003, causando ingenti danni. 

In realtà è più una barriera contro gli immigrati che dal poverissimo Zimbabwe provano a cercare fortuna in Botswana, uno dei paesi più ricchi d’Africa.

Il muro tra India e Pakistan

“Linea di Controllo”, così si chiama la linea di demarcazione lunga 3300 chilometri che dal 1949 divide la regione del Kashmir in due zone: quella sotto il controllo indiano e quella sotto il controllo pakistano, che vorrebbe l’indipendenza dall’India.

Nel 1990 il governo di Nuova Dehli ha iniziato a costruire dal suo lato una barriera di separazione, terminata nel 2004, provvista di recinzioni elettrificate, sensori di movimento e telecamere termiche.

Il muro tra Corea del Nord e Corea del Sud

Costruito nel 1953 per dividere la Corea del Sud dalla Corea del Nord in seguito alla guerra del 1950-1953, il cosiddetto “Muro coreano” è lungo 4 chilometri ed è stato eretto lungo il 38° parallelo, preso come linea di demarcazione tra i due stati.

Oltre al muro, a separare i due stati c’è una zona demilitarizzata e completamente disabitata che si estende per diversi chilometri, disseminata di reti e mine antiuomo. 

Come conseguenza di questo tragico conflitto, oltre 200 mila famiglie sono state divise per sempre.

Il muro tra Stati Uniti e Messico

Uno fra i più famosi muri nel mondo, la frontiera tra Stati Uniti e Messico è un vero e proprio simbolo della migrazione, della fuga dalla povertà e dalla violenza. 

A partire dagli anni ’90 il numero di migranti che dal Messico varcano clandestinamente la frontiera è aumentato a dismisura. Ogni anno sono circa 500 mila i messicani che tentano di attraversare il deserto per raggiungere gli USA, ma molti di loro vengono catturati dalla polizia e rimandati in Messico o peggio muoiono di fame e di sete lungo il viaggio massacrante o ancora vengono uccisi dalla polizia di frontiera. 

Nel 1994, per cercare di arginare il problema, gli Stati Uniti hanno iniziato a costruire una barriera non continuativa lungo il confine, che al momento misura circa 1000 km. Chiamata dai Messicani El bordo o il Muro della vergogna, la barriera è dotata di un’illuminazione fortissima, di sensori elettronici e strumentazioni per la visione notturna, ed è sotto vigilanza costante da parte dell’esercito statunitense. Peccato che non sia servita a nulla se non ad alimentare il giro d’affari dei coyotes, uomini paragonabili a degli scafisti di terra che guidano i clandestini attraverso il deserto o dei tunnel sotterranei.

Irlanda, Belfast cattolica–Belfast protestante

Forse non tutti lo sanno, ma la città di Belfast, nell’Irlanda del Nord, è divisa da circa 100 tra muri, cancelli e recinzioni di ogni tipo.

Costruite a partire dal 1969 e soprannominate peace lines, queste barriere sono aperte di giorno e chiuse di sera e servono a separare gli abitanti cattolici da quelli protestanti. 

Ancora oggi la maggior parte della popolazione di Belfast vede questi muri come una dolorosa necessità. Secondo Jonny Byrne, professore alla Ulster University, le mura e i cancelli di Belfast sono diventati «parte dell’antropizzazione di Belfast. […] Fu necessario abbattere il Muro di Berlino per poter normalizzare Berlino. Noi dobbiamo normalizzare Belfast mantenendo i suoi muri».

Quelli appena elencati sono solo alcuni dei muri nel mondo. Certi sono più impenetrabili o più duraturi di altri, ma ognuno di questi rappresenta un fallimento del dialogo e della collaborazione tra i popoli. Un triste monumento all’incapacità degli esseri umani di coesistere pacificamente. E purtroppo sembra che questa millenaria “soluzione” alle dispute e ai conflitti non verrà abbandonata molto presto.

Tratto da: fascinointellettuali.larionews.com

Il muro tra Egitto e Israele

Oltre al noto muro tra Israele e Palestina che divide arabi e israeliani, da qualche anno il governo israeliano capeggiato da Benjamin Netanyahu, cavalcando un consenso elettorale a spese di migliaia di disperati in fuga da guerre, persecuzioni e miserie dal Corno d’Africa (Sudan, Eritrea, Etiopia, Somalia), ha avuto la bella idea di costruire anche un muro tra Egitto ed Israele, nel deserto del Sinai.

Il muro di divisione tra Israele ed Egitto percorre in linea retta il territorio della penisola del Sinai, dalla città di Rafah a quella di Eliat. Rafah, in particolare, è letteralmente divisa in due dal muro: una barriera tecnologica, intervallata da torri di controllo e sorvegliata da telecamere, alta in media 5 metri e lunga 245 km che divide la striscia di Gaza dalla nazione egiziana. La costruzione è stata fatta da entrambi i paesi, ma il tratto principale si deve alle politiche del presidente israeliano Benjamin Netanyahu, che nel gennaio 2013 ne ha inaugurato il primo pezzo. Da parte sua l’Egitto ha cooperato alla costruzione del muro, supportato dalla tecnologia francese e americana, così come riportato da al-Jazeera. Questa barriera fisica, che si aggiunge ai muri israeliani con i territori palestinesi della West Bank e al muro costruito a confine con il Libano, avrebbe lo scopo di evitare ingressi illeciti nello Stato Israeliano e, a detta delle autorità, garantirebbe un’ulteriore sicurezza per la nazione.

"Una persona che pensa solo a costruire muri” e “non a costruire ponti, non è cristiano"
...Lo ha dichiarato Papa Francesco quando ha saputo dell'intenzione di Trump di continuare la costruzione del muro tra Messico e Stati Uniti.
Ricordiamo:

Le Mura vaticane

Le Mura Vaticane di Papa Urbano VIII, Roma, furono volute da Maffeo Barberini, di Firenze, che divenne Papa con il nome di Urbano VIII, e che fu al soglio pontificio tra il 1623 e il 1644. Papa Urbano VIII volle sia il restauro del sistema difensivo di Roma che una nuova cinta muraria munita di bastioni fino alla Città Leonina, per questa opera venne incaricato l'architetto Marc'Antonio De Rossi. 

Le nuove mura iniziavano nei pressi della Porta Cavalleggeri e salivano su per il colle Gianicolo fino alla Porta Aurelia, che venne demolita. Sulla sommità del Gianicolo le mura voltavano ad angolo retto scendendo verso il Tevere lungo le mura Aureliane lasciando fuori la Porta Portuense. Urbano VIII tenne fuori la porta Aurelia, la Porta Portuense e la Porta Settimiana del recinto Aureliano e laPorta Santo Spirito della Città Leonina. Per ricavare i fondi per la realizzazione di questa grande opera estorse denaro e preziosi a tutti i sudditi e spogliò dei bronzi tutti i monumenti. Questo ampliamento della cinta muraria di Roma portò la cinta difensiva alla massima estensione perimetrale di 25 Km...
Fonte: www.annazelli.com

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