sabato 9 febbraio 2013

Lesioni distruttive facciali provocate dall’uso della cocaina - Video

E’ stato scritto tanto sui danni provocati dall’utilizzo di cocaina, ma le immagini delle lesioni facciali presentate in questo video mostrano, meglio di tante parole, la gravità degli effetti derivanti dall'uso della sostanza.

Una telecamera endoscopica ha permesso di entrare all’interno della fossa nasale e della cavità orale di pazienti cocainomani. Le lesioni riscontrate vanno da piccole perforazione del setto nasale a perforazioni maggiori associata a rinite crostosa. In alcuni casi la distruzione ha provocato il crollo del dorso nasale, la struttura ossea del naso non esiste più e la pelle è completamente priva di sostegno. 

La cocaina provoca danni anche alla punta nasale, l’immagine del video mostra l’evoluzione di un’ulcera in grado di erodere completamente la cartilagine che divide le due narici. C'è, poi, il caso di un paziente in cui la distruzione della punta nasale è tale che al momento della prima visita i medici avevano ipotizzato un tumore. 
La sostanza può provocare anche la perforazione del palato, si va da piccole perforazioni a lesioni di dimensioni più importanti, fino ad arrivare all’immagine di un paziente con osso palatale eroso ed esposto.

La cocaina, spiega il dott. Trimarchi, bloccando il trasporto del muco nel naso produce secchezza e formazione di croste. Tutti i cocainomani hanno il naso che presenta croste maleodoranti e frequenti infezioni associate a riniti e sinusiti... 


E’ un circolo vizioso, un soggetto inizia a sniffare cocaina, dopo circa 10/20 minuti la mucosa è alterata dalla vasocostrizione, dal danno dei cristalli della cocaina ed è anestetizzata, dopo circa un’ora è attiva l’apoptosi un meccanismo di “morte cellulare programmata”, che in condizioni normali garantisce il ricambio delle cellule all’interno dell’organismo, in condizioni alterate, però, vengono interessate da questo meccanismo anche le cellule sane, di conseguenza il processo di guarigione delle ferite del naso si blocca, contemporaneamente l’effetto della cocaina svanisce e il paziente ricomincia una nuova assunzione.

Nel momento in cui smette l’assunzione si innesca un meccanismo di vasodilatazione massiva, con frequente fuoriuscita di sangue che si mescola con il muco bloccato nelle fosse nasali, questo causerà la formazione di voluminose croste, il soggetto inizierà quindi a non respirare dal naso e a cercare di rimuovere le croste anche con oggetti taglienti, essendo il naso anestetizzato, si causano, così, nuove lesioni che, in una ambiente di cellule attivate per la morte programmata, l’organismo non è in grado di riparare.

La terapia, spiega il medico, è principalmente nelle mani del paziente che deve sospendere l’utilizzo della droga, il medico interviene curando l’infezione, favorendo la rimozione delle croste e lubrificando la mucosa nasale. Molto raramente si può ricorrere alla chirurgia ricostruttiva, con eventuale impianto di protesi, perché i tessuti di questi pazienti non cicatrizzano a causa di una alterata vascolarizzazione e un processo apoptotico di morte cellulare in fase avanzata. L’intervento ricostruttivo si può programmare solo dopo un anno dall’interruzione di assunzione della sostanza.




Gli effetti drammatici della polvere bianca: ( ... ) James Brown – questo il nome del protagonista – è stato condannato a cinque anni di carcere a seguito di un blitz della polizia inglese contro il traffico di cocaina.

Il 45enne scozzese, diventato talmente ricco col mercato immobiliare da permettersi di andare in pensione a 36 anni, avrebbe iniziato a sniffare per passare il tempo, racconta Wales Online. E dopo nove anni di consumo intenso il suo naso si è letteralmente «ritirato». La foto segnaletica fa impressione.

2 commenti:

  1. Non sapevo che tali lesioni fossero possibili. Speriamo che possa servire di deterrente a qualcuno!

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