sabato 13 agosto 2011

Per grandi linee 2 - NWO

Bruno Aliberti

Nella prima parte di questo articolo è stato rappresentato, anche in diagramma, il modello di crescita della popolazione, dall’anno 1000 ai giorni nostri, con la proiezione in assenza dei caduti nei 2 eventi bellici mondiali (linea gialla), insieme a considerazioni inerenti ai morti per la fame e sete nel mondo, per i conflitti bellici ancora in corso, per malattie e catastrofi “naturali”, avvenuti dal 1900 ad oggi, arrivando alle conclusioni che, in assenza di tali fatalità, la popolazione mondiale sarebbe numericamente cresciuta ben oltre i 13 miliardi in luogo dei 7 attuali.

Thomas Robert Malthus, nel suo ‘Saggio sul principio della popolazione’ del 1800, confermava per grandi linee quanto scritto da Giammaria Ortes nel 1790, affermando però:

“Posto che la popolazione attuale ascenda a 1000 milioni, la razza umana crescerebbe secondo i numeri 1, 2, 4, 8, 16, 32, 64, 128, 256, e i viveri secondo i numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9. In due secoli la popolazione si troverebbe, rispetto ai viveri, come 256 a 9. In questa ipotesi non si suppone alcun ostacolo all’incremento dei prodotti della terra e, tuttavia, la forza generativa supera talmente la produzione dei viveri che, per mantenerla ad uno stesso livello in modo che la popolazione esistente trovi sempre gli alimenti indispensabili, è necessario che ad ogni momento una legge superiore formi ostacolo ai suoi progressi.”....


Il tempo di raddoppio della popolazione indicato da Ortes in 30 anni, veniva pertanto accorciato, portandolo a 20 da Malthus.

Nel discorso del 2000 alle Nazioni Unite, sulle previsioni dello sviluppo futuro della popolazione, Rockefeller affermava che i 6 mld di allora sarebbero arrivati a 16 nel 2020, ipotizzando quindi un tempo di raddoppio ancora inferiore rispetto ai suoi predecessori, tempo che si attestava intorno ai 15 anni circa.

Da ciò si evince un evidente scostamento dall’ipotesi Onu che prevede 9-10 mld al 2050, mentre per Rockefeller sono già 16 al 2020 e quindi ben 50mld al 2050 (ipotesi di raddoppio ogni 15 anni).
La formulazione fatta da Rockefeller è quantomeno strana, soprattutto se messa in relazione al raddoppio ultimo della popolazione, avvenuto nel 2000 con 6 mld, dopo quasi 40 anni (3 mld nel 1961).

Ma non meno strana appare anche quella dell’Onu, sempre rispetto a questi ultimi 40 anni, perché al 2050, nella stessa ipotesi di raddoppio, i 7 mld di oggi dovrebbero diventare 14 (discretamente maggiori dei 9 dell’Onu e molto inferiori ai 50 di Rockefeller).

Sembrano quasi i discorsi di destra e sinistra, sulle cifre del bilancio, prima e dopo delle elezioni, cioè sempre.

A chi credere?

Perché, indipendentemente da chi ne parla e scrive, l'argomento popolazione è il vero primo problema del pianeta terra al quale trovare soluzione.

Ma prima di avventurarsi nel cercare di rispondere a questa domanda, sarebbe opportuno soffermarsi su un ulteriore avvenimento, che si verificava prima del 1900

Periodo coloniale (fino al XIX secolo)
(Da wikipedia )

"Nei territori interessati dalla colonizzazione, numerosi popoli indigeni hanno subito una forte diminuzione numerica e alcuni sono quasi scomparsi o scomparsi del tutto. Nel complesso, diversi fattori agirono sinergicamente: azioni di guerra bilaterali o unilaterali, lavoro forzato e condizioni di sfruttamento, carestie naturali o provocate, epidemie causate da nuovi agenti patogeni introdotti dai coloni e, più genericamente, cambiamenti socio-economici radicali prodotti dal violento confronto fra i dominatori occidentali e i popoli colonizzati. Il dibattito è spesso ancora aperto sia per quanto riguarda il numero di vittime che per l'attribuzione di colpe e responsabilità. Se alcuni autori parlano di "genocidi coloniali", ponendo l'accento sugli atti di sterminio deliberato, altri ritengono che le principali cause siano non intenzionali, per esempio le epidemie. Anche le grandi carestie del periodo 1870-1890, che fecero da 30 a 50 milioni di morti, sono state attribuite ad una concomitanza di cause naturali e profondi cambiamenti economici dovuti all'imperialismo e allo sfruttamento capitalista."

Se andare lontano, così lontano nel tempo, fino ad un passato che riteniamo sia ormai da archiviare come inumano, incivile e preistorico, non è ritenuto oltremodo convincente, allora ci si può riferire a qualcosa di più recente, come il “National Security Study Memorandum 200” del 1974, da cui trarre qualche appunto di rilievo:

"Questo cinico documento propone lo spopolamento di intere nazioni come unica soluzione in grado di mantenere i privilegi americani nel commercio di materiali strategici per il settore industriale e di conservare la supremazia militare americana. La crescita demografica di questi paesi viene additata come il peggior nemico da combattere con determinazione e con ogni mezzo! Lo studio sottolinea il pericolo, rappresentato dal crescente ruolo politico e strategico, sulla scena mondiale, delle nazioni più popolose del pianeta, e fornisce un elenco di questi paesi ai quali gli Stati Uniti devono dedicare una particolare attenzione; essi sono: India, Bangladesh, Pakistan, Nigeria, Messico, Indonesia, Brasile, Filippine, Tailandia, Egitto, Turchia, Etiopia, Colombia. Agli elevati costi in aiuti economici, indispensabili per aumentare la produzione agricola dei paesi popolosi, viene fornita questa alternativa: «una serie di disastri nei raccolti potrebbe trasformare alcune di queste nazioni (in via di sviluppo) in casi di malthusianesimo classico, con carestie che potrebbero coinvolgere milioni di persone».

Il Rapporto, pur riconoscendo storicamente che le nazioni in fase di industrializzazione sono accompagnate da un desiderabile incremento demografico: «...la loro popolazione, generalmente, subisce una fase di rapida crescita demografica...dovuta alla relativa facilità nell'applicazione di politiche sanitarie che determinano un declino della mortalità, mentre il tasso delle nascite rimane alto», insiste sulla politica di spopolamento, giustificandola con queste parole: «dal punto di vista degli interessi americani, la riduzione delle richieste di cibo dei paesi in via di sviluppo (dovuta alla limitazione della crescita demografica) è vantaggiosa (perché questo) riduce solo le loro richieste di aiuti economici, mentre non intacca lo scambio commerciale».

In conclusione, non volendo aggiungere altro per non tediare, potremmo scrivere che, se a breve fossimo 2 miliardi di persone su questa terra, raddoppiando ogni 15 anni, (nel 2030 saremmo 4 mld, nel 2045 8 mld ) giungeremmo nel 2050 a 9-10 miliardi circa, soddisfacendo così, sia le proiezioni Onu, che i criteri di raddoppio di Rockefeller.

Ops..stavo quasi per dimenticare..Vi sarebbe un’alternativa da prendere eventualmente in considerazione:
Non litigare, evitare di fare figli per una quarantina d’anni, morire a 120 almeno, e pure di morte naturale, senza malattie. E dobbiamo essere d’accordo in 7 miliardi, boss e alieni compresi. Ma, com'è noto, nelle riunioni di condominio… c’è sempre qualche problema.

Si dice che il minimo battito d'ali di una farfalla, sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo e, questo corsivo, è solo un piccolo, modestissimo soffio di vento per tutti coloro che vorranno ancora respirare.
Grazie per l’attenzione.
Vorrei Certamente


6 commenti:

  1. Ciao Catherine
    Penso che la vera follia degli schiavi del mondo sia quella di continuare a fare figli che non hanno e non avranno futuro senza cibo e senza risorse.
    Credo ormai di aver individuato qualche alieno.
    Li sto seguendo.
    Ti farò sapere.

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  2. Per i figli non posso che darti ragione Gianni. Un allevamento prospero e consenziente...
    Vorrei aver seguito il mio istinto a suo tempo, ma non era sopportato da una vera consapevolezza. E poi quando i figli ci sono, è solo Amore.
    Ma non lo consiglierei a nessuno.
    Aspetto notizie sui nostri "amici"! :))

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  3. Articolo molto interessante, e mi colpisce in particolar modo l'analisi sullo spopolamento di determinate zone per ottenere vantaggio economico- commerciali. E' interessante notare che, secondo alcuni dati, per esempio, risulta che il 70 % della popolazione irachena sia stata cotaminata da radiazioni durante la guerra in corso. Cioò significa, morti immediate, ma anche nascite difficli di bambini malati in futuro. Risultato: il codice genetico iracheno sarebbe in pratica stato cancellato dalla faccia della terra.

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  4. Che ci sia o meno una (o più) volontà di "sfoltire" l'umanità non possiamo che constatare che il fenomeno è già in moto.
    Chissà che ci capiti uno sfoltimento globale e definitivo con l'arrivo di qualche cataclisma cosmico mandato dal Padre Eterno..

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  5. Non credo che il problema sia il popolamento del pianeta, o meglio non in se stesso. Ci sono stati studi che "raccontano" come la terra possa ospitare 47 miliardi di persone.
    A mio avviso l'effetto popolamento è dovuto ad una perdita interiore di consapevolezza la quale porta ad una mancanza di attenzione a troppe cose tra cui, il vero scopo del sesso e della riproduzione.

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