- Desidera?
- Vorrei protestare.
- Ma certo, ne ha tutto il diritto.
- Grazie.
- Ognuno ha il diritto inviolabile e sacro di esprimere pubblicamente il proprio dissenso.
- Bene.
- Ah.
- Cosa?
- E questa cos'è?
- Cos'è?
- Eh, me lo dica lei.
- È una felpa.
- Una felpa con cappuccio.
- Embé?
- Eh, il cappuccio non va bene.
- No?
- Eh no. Dopo tutto quello che è successo, capirà, io non posso autorizzare una manifestazione col rischio di violenze e saccheggi...
- È una felpa con cappuccio.
- Ma è quello che mi rappresenta il problema.
- Va bene, ci sta. Vengo senza felpa.
- E questa cos'è?
- Una bandiera della Palestina.
- Abbia pazienza, dopo quello che è successo, capirà, non posso autorizzare una manifestazione dove c'è il rischio di politicizzare la protesta.
- Ho capito. Niente bandiere.
- Ottimo. Ah. E questo?
- Un blocco stradale.
- Ma vede, dopo quello che è successo non posso autorizzare una manifestazione che preveda infiltrazioni della Camorra.
- Niente blocco stradale.
- E questi?
- Sono dei cartelli.
- Dopo quello che è successo è espressamente vietata l'esposizione di cartelli o simboli eversivi o di vilipendio verso lo Stato, le Istituzioni e il Governo.
- Niente cartelli.
- E cori.
- La facciamo in silenzio.
- E questa?
- La marcia.
- Mi dispiace, dopo quello che è successo, capirà, non posso autorizzare una manifestazione che preveda dei disagi per i cittadini.
- Stiamo a casa.
- Ah. Ma qui dice che siete più di cinque. Dopo quello che...
- Sto a casa da solo.
- Ah.
- Mi chiudo dentro.
- Ah.
- Con le finestre sbarrate.
- Ah.
- E il cellulare spento.
- Ah.
- Sotto il piumone.
- Ah.
- E protesto.
- Benissimo, così la posso autorizzare. Motivo della protesta?
- ...
- Scusi, non riesco a sentirla.
Nicolò Targhetta
Fonte: www.facebook.com



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