martedì 27 febbraio 2018

La rete ‘wi-fi’ che connette i cervelli umani e spiega il “sesto senso”?

Secondo un importante docente universitario, i cervelli umani sono interconnessi tra loro mediante una sorta di rete wi-fi che permette a ciascuno di recepire molte informazioni sulle altre persone, più di quanto ci si renda conto.

Il professor Digby Tantam, docente di psicoterapia clinica presso l’università di Sheffield, afferma che il linguaggio verbale svolge un ruolo solo parziale nella comunicazione tra esseri umani e che, in realtà, il cervello lavora incessantemente per captare tutta una serie di micro-segnali che veicolano i pensieri delle altre persone.

Ciò spiegherebbe come ognuno di noi spesso provi istintivamente certe “sensazioni” riguardo a determinate persone o circostanze, senza riuscire a spiegarle in modo razionale.

Questo potrebbe anche essere il motivo per cui i pendolari hanno difficoltà a mantenere un contatto visivo all’interno di un treno affollato: la presenza di troppe persone sovraccarica il cervello con infinite informazioni subliminali.
Inoltre, la scoperta spiegherebbe perché le risate sono solitamente contagiose...


Il professor Tantam descrive il fenomeno come “collegamento intercerebrale” ed espone la propria teoria in un nuovo libro intitolato, appunto, “Interbrain”.

“Riusciamo a percepire in modo diretto le emozioni delle persone e ciò a cui esse prestano attenzione”, afferma il docente. “Si tratta di una connessione diretta tra il nostro cervello e quello degli altri, e viceversa, che definisco collegamento intercerebrale”.

“Uno dei vantaggi è che l’interconnessione ha luogo ‘dietro le quinte’: non ce ne accorgiamo finché non emerge alla superficie della nostra coscienza”.

“Le persone affette da autismo hanno connessioni intercerebrali minime o del tutto assenti. Spesso sono in grado di cogliere il significato di un’espressione o di apprenderne il significato, ma ciò non basta a risolvere il problema della mancanza del contatto umano”.

Il professor Tantam ritiene che la comunicazione fra cervelli avvenga come una ‘fuga involontaria di dati’ e che sia connessa alla percezione degli odori. Le aree del cervello in cui l’attività neuronale è più intensa sono localizzate nella corteccia prefrontale, sono collegate all’olfatto e, infine, si trovano vicino alle zone di elaborazione visiva.

Piccole alterazioni nella chimica di una persona potrebbero, ad esempio, scatenare il rilascio di molecole che segnalano emozioni come la paura, il malessere o l’eccitazione sessuale, anche se la persona non dice o non fa alcunché per comunicare tali stati d’animo.

“Gli impulsi che partono dagli occhi arrivano all’area posteriore del cervello, dove vengono elaborati, ma i recettori posti nel naso sono a diretto contatto con una piccola porzione di tessuto cerebrale”, aggiunge il professor Tantam. “L’area del cervello più vicina al naso è la corteccia orbitofrontale. Infatti, moltissime delle nostri connessioni fondamentali con le altre persone avvengono mediante gli odori”.

Il professor Tantam sostiene, tra l’altro, che la connessione intercerebrale è il motivo per cui le persone sono attratte dalla religione o sentono la necessità di radunarsi in grandi folle durante le partite di calcio o ai concerti.

“L’esperienza della trascendenza è un aspetto fondamentale della spiritualità e molti la associano con la ricerca del significato della vita”, afferma il docente. “Ritrovarsi in mezzo a una folla può rivelarsi un’esperienza trascendentale, che ci eleva e va oltre il nostro punto di vista, supera la nostra dimensione temporale e spaziale, le nostre capacità, ci fa sentire per un momento capaci di forza trascinante”.

Tutto ciò potrebbe anche spiegare le atrocità commesse da alcune persone, come l’omicidio o un atto di terrorismo. Il libro spiega che i sentimenti di odio, disgusto, rabbia e disprezzo interrompono ogni connessione intercerebrale, rendendo impossibile considerare una certa situazione dal punto di vista di un’altra persona.

Il professor Tantam ritiene che internet abbia un effetto dannoso su questa forma di comunicazione, che si è evoluta nel corso di milioni di anni e che probabilmente distingue gli esseri umani dalle altre specie animali.

“Il volto che ci guarda dalla videochat lo fa con uno scarto di qualche secondo” afferma. “Pur in presenza di un’eccellente connessione a banda larga, i volti non si osservano l’un l’altro in tempo reale, ma con intervalli di alcuni millisecondi”. “Il contagio emotivo avviene alla velocità della luce, non della trasmissione elettronica. Il contatto visivo che avviene nel contatto diretto è accompagnato da suoni, gesti, odori del corpo, dalla possibilità di toccare, e, per l’appunto, da una connessione intercerebrale”.

“In breve, ciò che manca nella grande rete internet è la possibilità di una connessione intercerebrale tra gli essere umani che vi partecipano”.

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