mercoledì 14 giugno 2017

Una nuova Pedagogia emergente

"Se non possedete voi stessi le qualità che volete risvegliare negli altri, qualunque cosa facciate, non educherete nessuno. Nessun mezzo esteriore può riuscire a trasformare gli esseri umani; dovete esserne consapevoli: nessun mezzo esteriore. È dentro, nel cuore, nell’anima, nello spirito, che bisogna possedere un elemento pedagogico ed è questo elemento che vibra, che emana quello che può influenzare gli altri; anche senza che apriate bocca, avranno voglia di imitarvi."
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Estratto dal libro "La pedagogia Iniziatica"


Esiste una Pedagogia Bianca? Smascherare i falsi miti dell'educazione
di Nicoletta Geniola

La Pedagogia iniziatica e trasformativa nasce come esempio di vita capace di iniziare l’individuo verso una nuova consapevolezza della propria “realtà”, come essere responsabile e intelligente, “sensibile”, che fa della propria volontà il superamento da ogni forma di illusione interiore per giungere all’ essenza della propria verità attraverso un processo di auto-osservazione minuziosa e capillare della sua vera “ identità”.

La Pedagogia classica, ma anche quella contemporanea, hanno trascurato un aspetto fondamentale dell’individuo, quello cioè di un essere umano libero e consapevole. Dentro di lui risiedono libertà e consapevolezza nella stessa misura in cui risiedono anima e spirito.Reprimendo il manifestarsi di questi due principi naturali e fondamentali alla crescita e allo sviluppo di ciascun individuo nella sua integrità, si finisce per scambiare l’identità con l’identificazione, convincendosi di essere ciò che non si è...


Per questo ci tengo ad evidenziare un mia riflessione a riguardo; la pedagogia e le sue teorie sono servite solo agli “educatori” e a tutti coloro che sin dal passato volevano controllare e limitare la libertà dell’essere umano rendendolo via via sempre meno consapevole di se stesso e della sua verità, omologandolo ad una religione, ad un sistema politico, culturale e sociale. L’uomo si è così tanto abituato a questa forma di “schiavitù” educativa, che senza di essa si sente perso, non sa cosa fare, si sente schiavo delle sue paure, non sa scegliere davvero poiché a scegliere è sempre stato qualcun altro prima di lui. Questi meccanismi “dis-educativi e “anti - pedagogici” hanno così indebolito l’essere umano, la sua energia e di conseguenza vi è stata la perdita della gioia originaria favorendo a tutto spiano la nascita del giudizio e quindi di conseguenza del senso di colpa.

Se si parla di educazione significa che conosciamo anche il suo contrario ossia “maleducazione”, ma se il bene e il male non esistono, poiché sono movimenti di coscienza attraverso cui l’uomo osserva se stesso e prende consapevolezza della propria esperienza soggettiva ed oggettiva, di se e delle cose, chiediamoci perché educazione e maleducazione esistono ancora, perché ci serviamo dell’uno e dell’altro e soprattutto perché sono loro a servirsi di noi, come si serve di noi il bene e il male, gli angeli e i demoni.

Alla nascita eravamo integri, eravamo tutto con “ l’Uno”, l’educazione ci ha "divisi" e ci ha resi “piccoli” e mediocri, sempre verso la continua e spasmodica ricerca della perfezione ed ecco le nevrosi e la necessità di seguire un credo.

Siamo sicuri di esserci davvero svegliati?

Ogni tipo di pedagogia, se la osserviamo bene, è pervasa da precetti di “pedagogia nera”, ciò che cambia oggi è solo la maschera di una faccia gentile, dove le violenze corporali si sono trasformate in violenze psicologiche ed emotive che poi agiscono in maniera direttamente proporzionale anche sul corpo manifestando la “malattia”.

L’educazione ha quindi contribuito al sorgere di una società malata non solo a livello fisico ma soprattutto energetico - spirituale. Per spirituale non voglio intendere nulla di religioso, ma solamente evidenziare il disorientamento dell’essere umano, l’ incapacità di poter attingere dalle sue forze interiori anziché dipendere da idee di “salvezza” esteriori e inesistenti. 

La pedagogia bianca dunque esiste, ma non significa che sia diversa da quella nera, di diverso ha solo il colore, la forma, ma la sostanza purtroppo è ancora la stessa ed è giunto il tempo di prenderne consapevolezza, poiché dal momento che si camuffa sotto la veste della buona educazione, come educazione libertaria, educazione alla spiritualità e tante altre , diventa maggiormente pericolosa perché si finisce per credersi liberi, quando invece non sappiamo ancora nulla della libertà.

L’educazione infatti, non è un bisogno del bambino, ma una necessità dell’adulto per esimersi dalla responsabilità di svegliarsi. 

Se tutti fossimo davvero risvegliati e consapevoli circa il vero significato di libertà e liberazione, non sentiremmo più l’esigenza di educare. 

Purtroppo questa esigenza appare indispensabile quando l’uomo crede di essersi risvegliato, ma non lo è, quando crede di fare la cosa giusta, ma non la fa, dal momento che crede, egli non si fida più della sua intelligenza, non si fida più delle sue capacità ,della sua saggezza spirituale, del suo intuito animico. Perdendo anche la fiducia nel suo cuore, non si riconosce più e si affida agli altri proprio come fa un bambino e gli altri a quel punto possono fare di lui ciò che vogliono, così come lui puoi fare del figlio ciò che vuole.

Questo accade perché quando pensiamo alla parola libertà essa automaticamente viene associata al libero arbitrio, come qualcosa che può essere tanto buona, ma anche tanto dannosa; tenterò in due righe di spiegare perché. A causa dell’educazione e della pedagogia di un tempo, che si sono ripetute di generazione in generazione servendosi della paura, non abbiamo mai conosciuto la vera libertà, non siamo capaci di vivere in armonia con essa rispettando noi stessi e così anche l’altro. Rispettare se stessi significa affidarsi al proprio se, e a quello di nessun altro, significa fare la cosa giusta per se stessi, per il proprio amore.

La differenza è che mentre l’adulto può salvarsi in tempo, attraverso un’opera di iniziazione e trasformazione della propria coscienza, il bambino non può farlo, diviene una vittima nelle mani della tua ignoranza, della tua cecità, poiché egli non sa estrarre e dividere le cose da se stesso. 


Per intenderci, parlando del “rispetto”, il bambino è il rispetto, lo incarna dentro di se, non vive separato dai suoi sentimenti e dalle sue emozioni, per cui anche se sei un presuntuoso adulto convinto delle tue sciocche teorie , lui ti rispetterà, perché lui è il rispetto, ma la cosa più grave è che crescendo finirà per crederci e così si perderà.

Il mio intento è quindi quello di smascherare, attraverso la Pedagogia Iniziatica, la crudeltà dell’educazione nella vita contemporanea affinché i Genitori possano ricevere un reale aiuto.
La Pedagogia iniziatica e trasformativa parte da un concetto molto importante per me, poiché caratterizza il mio modo di essere nella vita di tutti i giorni. Io credo che riesco a conoscere e a comprendere l'altro solo dopo che ho conosciuto e ho compreso me stessa, solo dopo che ho risvegliato la consapevolezza di chi è l’altro in relazione a me. Aspetti da cui non si può prescindere se si vuole divenire dei genitori consapevoli. 

Il mio atteggiamento anti-pedagogico e anti-educativo nasce anche dalla consapevolezza che tutte le teorie educative e pedagogiche, anche quelle che sembrano dalla parte del bambino, sono astutamente manipolative: non esiste una forma più perfetta di sottomissione di quella di cui si concede l’apparente libertà. 

In questo modo si riesce a piegare persino la volontà. 
Indubbiamente oggi il bambino può fare ciò che vuole, ma in verità, gli è consentito di volere solo ciò che l’altro desidera per lui, per il suo “bene”!
Menzogna quest’ultima che ci ha fatto perdere e svendere la nostra dignità, ci ha fatto prostituire i nostri valori sacrificandoli per gli altri. Non possiamo più permetterci il sollazzo di scambiare la verità con la follia. 

L’educazione, ancora oggi, continua a dare al bambino l’illusione di credersi saggio, maestro degno di rispetto, ma in realtà il maestro resta sempre l’adulto che lo comanda, il quale a sua volta crede anch’egli di scegliere e di pensare con la propria testa, ma in verità non è così, siamo sempre scelti e pensati da altri. 

I nostri pensieri non sono mai nostri. La nostra originalità è morta appena abbiamo iniziato a scoprire di noi e del mondo, è morta quando nel nostro mondo abbiamo incontrato un adulto che ha iniziato a dirci cosa fare e come, con la cieca presunzione di “educare” solo perché convinto di saperne di più. In questo tempo, attraverso le esperienze vissute sulla mia pelle, prima come figlia e poi come educatrice e insegnante, ho maturato una grande sensibilità verso questo genere di dinamiche manipolative che si instaurano nella relazione educativa e comunicativa con l’altro e dei suoi effetti nocivi. Tutti i “consigli” che si danno per educare i bambini e tutte quelle dinamiche che essi inconsapevolmente devono subire, sono un “bisogno dell’adulto”, il quale soddisfacimento non è salutare per la crescita vitale del bambino, ma addirittura nel tempo la ostacola, soprattutto quando noi adulti siamo onestamente convinti di agire nell’interesse del bambino e per il suo bene”.

In realtà non stai agendo né per il suo bene, né tanto meno del tuo, ma di quello di qualcun altro. 

L’importanza di una Nuova Pedagogia Emergente che guarda all’individuo come essere intelligente, consapevole e responsabile di se stesso, offrendogli la possibilità di espandere la propria coscienza circa la sua esistenza, oggi è indispensabile. Solo così l'uomo potrà prendere le giuste distanze dall'obbedienza cieca. 
La Pedagogia Iniziatica e trasformativa può definirsi come processo di auto-formazione dello spirito che deve conquistare se stesso attraverso il risveglio del cuore, nell’atto della conoscenza intesa come sapienza universale. La pedagogia iniziatica va quindi considerata come una scienza esoterica dell’educazione. Tale esperienza conoscitiva e auto-formativa si rivolge all’adulto, in particolare ai futuri genitori e a coloro che già lo sono. L'agire educativo non è inteso come trasmissione e acquisizione di contenuti, o come azioni edulcoranti di rinforzo manipolativo, ma come vero e proprio atto di un cambiamento possibile, come tensione verso il continuo superamento dei propri “ limiti”. 
La Pedagogia iniziatica e trasformativa unisce scienza, arte e filosofia in una esperienza della vita attraverso la vita. Natura, spirito e intelletto si fondono armonicamente smascherando i falsi miti educativi e favorendo l’apertura verso il mondo, in termini di serenità, armonia e fiducia, riconoscendo nell’efficacia dell’esperienza la reale motivazione ad agire nel cambiamento.

"Non sempre chi sorride è felice. 
Ci sono lacrime nel cuore che non arrivano agli occhi" 
Jane Austen


Fonte: nicolettageniola.blogspot.it

Niente è così contagioso come l'esempio..


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