giovedì 25 agosto 2016

La rabbia

Vincenzo Bilotta


Sin da piccoli si è portati a provare rabbia. Nella prima infanzia, infatti, può capitare che i nostri genitori non soddisfino le nostre richieste e che scatenino in noi, per ciò stesso, l'emozione rabbia. 

Essa è, a mio parere, l'emozione più deleteria che un essere umano possa provare in quanto può portare a conseguenze disastrose sia per chi la prova sia per chi si trova ad interagire con il soggetto arrabbiato.

Da piccoli, come da adulti, gli schemi che provocano la rabbia hanno la stessa caratteristica e cioè quella di porre di fronte a noi una situazione che viene a deludere quelle che sono le nostre aspettative e che proprio per questo non è da noi accettata. 

Ma ciò che mi preme sottolineare è che, dal momento in cui nasce l'emozione rabbia, essa provoca in noi un comportamento di reazione inconsapevole che ricalca schemi appresi in precedenza dai nostri genitori o dalle persone che abbiamo osservato da vicino arrabbiarsi durante la nostra infanzia...


In altre parole, noi ci arrabbiamo nel modo in cui abbiamo imparato a farlo dagli adulti. 

La cosa peggiore della rabbia è che essa assume il controllo su di noi e non ci consente di essere coscienti delle azioni che compiamo quando siamo in preda a questa potente emozione. Il comportamento di chi si arrabbia, infatti, è un comportamento reattivo e inconsapevole tenuto in risposta ad una determinata azione ricevuta.

Anche la persona più calma del mondo può, tendenzialmente, diventare un cane arrabbiato se messo in mezzo al traffico e sottoposto agli insulti gratuiti e non richiesti da parte degli altri automobilisti stressati. In tale contesto, messa da parte la calma, quasi tutti sono portati a reagire in modo automatico attaccando a loro volta, entrando così nella spirale di un conflitto senza fine.

La persona calma può arrabbiarsi ma solo se inconsapevole del fatto di essere arrabbiata. In questo caso, la rabbia prenderà il controllo su di essa, portandola a compiere azioni delle quali non sarà mai pienamente cosciente. La consapevolezza è cosa ben diversa dalla semplice calma apparente. Essere presenti sulla rabbia cambia la qualità di questa emozione a nostro vantaggio.

Quando si Sa di Essere arrabbiati, pur provando rabbia, si può decidere di agire (non re-agire, altrimenti, in questo caso sarebbe un automatismo mentale) agli insulti o alle situazioni a noi non consone con la presenza necessaria a tenere sotto controllo noi stessi e gli eventi senza permettere loro di degenerare a nostro svantaggio. Quando si è presenti sulla rabbia si può decidere se agire o meno. Il risultato, nel caso in cui si prenda la decisione di arrabbiarsi, sarà una rabbia "voluta" e non una reazione automatica ad un'emozione che ci controlla.

Tutto ciò fa una differenza enorme anche ai fini dell'Osservazione di Sé. 

Proprio la presenza sulle emozioni ci da la possibilità di gestire la nostra vita in maniera libera e non più automatica ed aggressiva. Così potremo diventare come il mare in tempesta. Anche quando il mare è agitato, infatti, se ci si immerge ad una certa profondità si troverà l'acqua ferma che corrisponde in maniera analogica alla nostra presenza vigile al di là dell'apparente agitazione superficiale.

La prossima volta che vi arrabbiate, prima di reagire, cercate di osservarvi anche se vi risulterà più facile reagire in maniera istintiva ed automatica. Quando comincerete ad essere presenti sull'emozione, scoprirete che è superflua ogni forma di reazione e che l'unica via per tornare in Sè e prendere le redini della situazione è quella di lasciare andare.

Nessun commento:

Posta un commento