giovedì 18 febbraio 2016

Super civiltà aliene avanzate prima del Big Bang?

Avete letto bene, ci sarebbero state super civiltà aliene prima del Big Bang.

Roger Penrose, professore all’Istituto di matematica dell’Università di Oxford (Regno Unito), unitamente ad altri astrofisici avrebbero individuato i luoghi nel nostro universo in cui Super Civiltà Avanzate potrebbero essere esistite prima del Big Bang.

Essendo noi dei comuni mortali, la prima cosa che ci viene in mente da osservare è come è possibile aver individuato civiltà aliene esistenti prim’ancora della nascita del nostro universo.

La risposta starebbe nella mappa della Radiazione Cosmica di Fondo. E’ quanto rilasciato dal professore in un articolo ad una rivista specializzata, arxiv.org.

A questo punto vi starete domandando cosa c’entra questa mappa e in che modo sono arrivati a questa conclusione.
Me lo sono domandato anch’io.
Scopriamo assieme come stanno le cose...


Sappiamo tutti (o quasi) che questa mappa è la radiazione elettromagnetica residua prodotta dal Big Bang che permea l’universo. Praticamente è l’impronta digitale del nostro universo al momento della sua nascita. Una specie di fotografia dell’universo quando nasceva.
Ebbene, osservando questa mappa i ricercatori hanno ravvisato in alcune zone quelle che potevano essere le prove dell’esistenza di società tecnologicamente avanzate in un periodo prima della nascita del nostro universo.

Detta così non spiega proprio nulla e la cosa non ci convince molto. Per capire bisogna fare un passo indietro.
Roger Penrose (assieme a Vahe Gurzhadyan) ha sviluppato nel 2001 una teoria denominata Cosmologia Ciclica Conforme (CCC) in contrapposizione alla teoria dell’Universo Ciclico Classico e in sostituzione alle molte altre teorie che prevedono un universo ciclico (tralascio le motivazioni che magari vedremo successivamente).

La teoria classica dell’universo ciclico prevede che l’universo, una volta terminata la fase di espansione, si contrae fino al punto di generare un nuovo Big Bang e così di seguito. 
Ad uno universo fa seguito un nuovo e diverso universo dal precedete.

Per il professore Penrose la storia dell’universo è molto più antica di quello che la scienza ufficiale ci dice. L’universo attraversa cicli infiniti (chiamati “eoni”), con ogni futuro infinito intervallo di spazio-tempo che si presenta come ripetizione di ogni precedente iterazione. E la causa di tutto questo è identificata proprio con la singolarità gravitazionale del Big Bang.
In altre parole ogni nuovo universo è “collegato” al vecchio universo e ne conserva le informazioni. Ogni universo è un universo che ha traccia di quello preesistente.

Ora cerco di capire per me e per voi il meccanismo che lega e genera gli infiniti eoni (universi ciclici).
Alla base di tutto ci sono considerazioni sulla entropia, l’energia e i buchi neri.

Buchi che neri che mangiano buchi neri e poi un gigantesco buco nero che inghiotte l’universo immagazzinando energia, dopo di che noi abbiamo il Big Bang, evento che segna il confine tra la vecchia e la nuova era.

Grazie alla dissoluzione dell’universo precedente causata dall’espansione in un Big Freeze (morte termica dell’Universo) e dall’azione dei buchi neri, che assorbiranno tutta la materia ed evaporeranno nella radiazione di Hawking (portando con sé anche l’entropia o “disordine” cosmico, che dovrebbe essere al massimo), si produce così un cosmo simile a quello pre-Big Bang.
In definitiva non si avrebbe un vero e proprio Big Bang dovuto al rilascio della materia condensata su se stessa, ma di un quasi-Big Bang dovuto al rilascio dell’energia e delle informazioni ingoiate dai buchi neri a loro volta fagocitati dal super buco nero.

L’idea di Penrose (nella foto) è, quindi, che quando un universo si è espanso quanto più possibile, i buchi neri evaporando perderanno tutta l’informazione che contengono, rimuovendo così l’entropia. A questo punto potrebbe iniziare un nuovo eone con uno stato di bassa entropia.

Capita (spero), grosso modo, e quanto basta, la teoria Cosmologia Ciclica Conforme, passiamo alle nostre super civiltà aliene.

Penrose e Gurzadyan affermano che una prova del suo modello sarebbe contenuta nella radiazione di fondo e nelle onde scoperte in essa, che sarebbero i residui materiali degli universi precedenti.

Secondo gli scienziati, la scoperta delle onde di radiazione gravitazionale attesta l’esistenza di buchi neri supermassicci nel lontano passato, i quali hanno consumato l’universo e poi sfruttati per la nascita di un nuovo sistema di galassie.

Ora i due scienziati hanno scoperto la presenza di una serie di cerchi concentrici all’interno della radiazione (in rosso nella figura in alto. Qui di fianco un cerchio che rappresenta gli eoni o le onde gravitazionali concentriche), all’interno dei quali la variazione di temperatura è molto inferiore all’atteso, un fatto che mostra come l’anisotropia (ovvero la sua temperatura subisce fluttuazioni) non sia del tutto casuale.

I due scienziati ritengono che questi cerchi derivino da collisioni fra buchi neri supermassicci che avrebbero rilasciato enormi “lampi di energia”. Secondo Penrose e Gurzadyan lo scontro di due buchi neri, che ha determinato i cerchi, sarebbe avvenuto proprio al termine dell’eone precedente a quello del nostro universo.
L’aspetto più singolare di questi cerchi è che, secondo i calcoli dei ricercatori, alcuni dei cerchi più grandi dovrebbero essersi formati prima del Big Bang.

Su queste basi i due fisici propongono che scomparse civiltà “aliene” sarebbero state in grado di trasmettere informazioni attraverso la collisione dei buchi neri. E quei cerchi in rosso ne sarebbero la prova.

La spiegazione analitica scientifica è ovviamente più complicata di come l’ho raccontata, ma tant’è. Che ci crediate o meno.

Fonte: silvanodonofrio.wordpress.com


Sopra, uno dei cerchi in questione sui quali bisognerebbe verificare, con la massima precisione, la significatività termica per verificare se esiste un 'codice' in essa.


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