mercoledì 13 gennaio 2016

Come scoprire il Neanderthal che è in noi

In un precedente post abbiamo visto come i Longobardi fossero immuni alla Peste di Giustiniano, una pandemia che ridusse della metà la popolazione della penisola italiana.

Questa immunità che aiutò non poco i Longobardi ad avere la meglio su una popolazione allo stremo delle forze, derivava dalla presenza nel loro DNA di un gene mutato che si chiama CCR5-delta32. E' stato dimostrato scientificamente che questo gene rende immuni non solo da alcuni ceppi di Yersinia, ma anche da altre malattie come vaiolo e HIV.
Abbiamo anche visto come tale gene sia un retaggio di un antico processo di ibridazione tra Neanderthal e Sapiens.

Il gene CCR5-delta32 non è l'unica mutazione del genoma umano dovuta a questa ibridazione, ce ne sono anche altre: abbiamo accennato ai capelli rossi, alle lentiggini, agli occhi verdi, tutti geni recessivi ossia geni che si possono manifestare anche dopo diverse generazioni...

Mappa della diffusione dei capelli rossi in Europa
comparata con quella dell' aplogruppo R1b (Y-DNA)
Credits: Eupedia.com

Questa ibridazione da una parte ha portato ad un'evoluzione del sistema immunitario, dell'intelligenza - i Neanderthal erano dotati di una scatola cranica più grande e di conseguenza il volume del loro cervello era maggiore - maggiori erano le abilità costruttive e creative, ma d'altra parte ha portato con sé tutta una serie di circostanze negative come le malattie autoimmuni, la maggior parte delle malattie genetiche, l'asma e molte intolleranze.
Ma c'è un altro sintomo di questa ibridazione ancora più significativo che è legato ad uno dei fattori ereditari più importanti: il sangue. 
Il fattore Rh negativo è infatti legato ancestralmente al patrimonio genetico Neanderthal.

Analizzando infatti la diffusione geografica del fattore Rh-, scopriamo che questo è presente nella popolazione europea nella percentuale del 15%, in quella africana arriva solo allo 0,09%, i baschi sono la popolazione al mondo con la maggiore incidenza di fattore Rh negativo e la minore incidenza di sangue del gruppo B. 
I baschi sono anche la popolazione europea più antica, la lingua basca non è assimilabile ad alcun altro idioma di tipo indoeuropeo. 
I Paesi Baschi sono anche l'area di origine del marker genetico R-L21 secondo una direttrice di espansione che va da ovest verso est. A questo proposito si legga anche il seguente articolo che arriva alle stesse conclusioni alle quali sono arrivato io.

Diffusione percentuale del fattore Rh negativo nel mondo:
Europa: 15% (Finlandia: 10-12%, Paesi Baschi: 30-35%)
Nord-america: 15%
Afro-americani: 5-8%
Nativi americani: 1-2%
Asiatici: 1-2%
Africani 0,09% (9 Rh- su 10.000)

Area di diffusione dei Neanderthal

Questi uomini frutto dell'ibridazione tra Neanderthal e Sapiens si distinguevano all'interno dei propri gruppi sociali, spesso erano il capo della tribù o lo sciamano, talvolta le loro differenze portavano altri popoli a considerarli degli dei.

Il faraone Tutankhamon di cui è stato studiato il DNA, era di aplogruppo Y-DNA R1b1a2 (R-M269) un aplogruppo che si trova nell'Europa nord-occidentale. I dati su questo progetto condotto da iGENEA sono consultabili al seguente link. Talvolta proprio per queste loro differenze venivano perseguitati, basta pensare ai pregiudizi sulle persone che hanno i capelli rossi, come nella novella Rosso Malpelo di Giovanni Verga.

Il genoma dei Neanderthal è stato finito di campionare nel marzo di quest'anno nei laboratori del Max Planck Institute di Lipsia - Department of Evolutionary Genetics, i risultati di questa straordinaria ricerca che mette in evidenza le connessioni genetiche tra Neanderthal e Sapiens sono consultabili al seguente link.

Una cosa è certa il DNA dei Neanderthal è presente nel genoma umano in una percentuale che arriva fino al 4%, come è ben spiegato in questo video del Max Planck Institute.

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