giovedì 24 settembre 2015

La parabola dell'insegnante che sapeva vedere lontano..

Un giorno un'insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti della classe lasciando un po' di spazio sotto ogni nome. Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno e di scriverla.

Ci volle tutto il resto dell'ora per finire il lavoro, ma all'uscita ciascuno consegnò il suo foglio.

Quel sabato l'insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui.
Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista.
Poco dopo, l'intera classe stava sorridendo. "Davvero?" senti sussurrare. "Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!" "Non pensavo di piacere tanto agli altri!" erano le frasi più pronunciate.

Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l'avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l'esercizio era servito al suo scopo. Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti...



Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. 

La chiesa era piena dei suoi amici. Uno ad uno, quelli che lo avevano amato si avvicinarono alla bara e l'insegnante fu l'ultima a salutare la salma. 
Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò: "Lei era l'insegnante di matematica di Mark?" Lei annuì, dopodiché lui le disse: "Mark parlava di lei spessissimo".

Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì, in attesa di parlare con la sua insegnante. "Vogliamo mostrarle una cosa: - disse il padre estraendo un portafoglio dalla tasca - lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo". Aprendo il portafoglio estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati evidentemente piegati, aperti e ripiegati molte volte.

L'insegnante capì ancora prima di leggerli che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di Mark avevano espresso su di lui. "Grazie mille per averlo fatto", disse la madre di Mark. "Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro". 
Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charli sorrise timidamente e disse: "Io ho ancora la mia lista. E' nel primo cassetto della scrivania a casa”. La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell’album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel diario. Poi Vicki, un’altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la lista un po’ consumata, mostrandola al gruppo: “La porto sempre con me, penso che tutti l’abbiamo conservata”. In quel momento l’insegnante si sedette e pianse. 

Quello che mettiamo nelle vite degli altri tornerà a riempire la nostra vita.
www.marco-moschini.it



4 commenti:

  1. Con i suoi studenti praticava altrettanto o si lamentava delle ingerenze dall'alto?

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  2. Non ho capito a chi è rivolta la domanda.
    Non credo a me, io non sono insegnante e non subisco ingerenze, forse si tratta di chi ha scritto questa parabola? Purtroppo non so chi sia, mi spiace.

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  3. Risposte
    1. Stefano Rattini, hai forse capito l'intervento di Umberto Aquila?
      Io no .. non so leggere molto bene tra le righe ^_^

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