sabato 6 dicembre 2014

Dare soldi ai poveri conviene

Income, dall'inglese, significa reddito. Tra i suoi sinonimi anche il termine entrata. Che ha sia un significato correlato ai soldi, nell'accezione di guadagno o sussidio, sia quello di ingresso, porta, accesso. Quando ingressi e porte sono aperti, c'è accoglienza, inclusione. Ci ho pensato leggendo la storia di Dauphin, cittadina canadese di 13mila abitanti. Si trova nei pressi di Winnipeg, provincia di Manitoba. 

Tra il 1974 e il 1978 il governatore Pierre Trudeau diede vita a un esperimento sociale con il contributo dello Stato. Con un investimento complessivo di 17milioni dei dollari dell'epoca, vennero individuate 1000 famiglie che vivevano sotto la soglia di povertà. Costituivano all'incirca il 30% della popolazione. La novità del progetto Mincome fu la clausola no question asked, nel senso che dopo l'intervista iniziale e la scelta di includere il nucleo famigliare prescelto, nessuna limitazione sarebbe stata posta a quei cittadini. Liberi di spendere i soldi come volevano, insomma. 

Nel 1978 il Canada fu investito dalla crisi. Il programma fu sospeso. E duemila scatole contenenti documenti e scontrini finirono a prendere polvere negli archivi di Winnipeg. A nessuno venne in mente di studiare gli effetti dell'esperimento. Anche perché ci volevano soldi. Non si impegnarono più di tanto nemmeno i promotori di Mincome. Temevano conseguenze nefaste per eventuali situazioni simili da riproporre in futuro. Poi nel 2009 Evelyn Forget, docente universitaria, prese a studiare le carte e a entrare nella vita di quelle persone .. 




Contrariamente a quanto pensa una consistente parte dell'opinione pubblica, e cioè che l'assegno fisso è disincentivante, durante i quattro anni del Mincome a lavorare di meno furono solo giovani madri e teenagers; le mamme scelsero di stare vicine ai loro bimbi, mentre i ragazzi, che non dovevano più sostenere i genitori per sbarcare il lunario, presero a frequentare la scuola con assiduità. 

E anche la qualità dell'offerta di lavoro migliorò essendo diminuite le persone disposte ad accettare la prima cosa che veniva loro offerta e a qualsiasi condizione. Persino gli accessi all'ospedale calarono dell'8.5%. Una minor spesa che applicata al cambio attuale su scala nazionale significherebbe un risparmio di 4 miliardi di dollari, ovvero l'intera quota di risorse oggi ritagliata per i servizi sociali in Canada. "La cosa non sorprende affatto - spiega la professoressa Forget - perché se provate a osservare da vicino quello che accade in un ospedale, la maggioranza delle situazioni sono causate dalla condizione di povertà della gente". 

L'effetto dei Guaranteed income programs non è eliminare l'indigenza, ma creare scivoli che nel lungo periodo attenuino l'urgenza. E che permettano alle persone di far leva anche sull'orgoglio. 

Tanto che in Canada c'è chi pensa a reintrodurre il sistema allargandolo a tutto il territorio nazionale. Per cominciare le risorse verrebbero prese assorbendo il denaro che lo Stato ogni anno spende per esenzioni dei figli, welfare, sussidio di disoccupazione e sostegni agli anziani. 
Perché la verità è che nemmeno l'attuale sistema così frammentato funziona. 

Laboratori sociali di questo tipo vengono testati in ogni parte del mondo. Soprattutto nella galassia anglofona, ovvero la culla del liberismo contrario all'assistenza fine a sé stessa. A Londra nel 2009 vennero individuati 13 barboni che al contribuente costavano un capitale in interventi di forza pubblica, assistenza legale e cure mediche. A ciascuno di loro fu assegnato un bonus di 3mila sterline che potevano spendere come meglio ritenevano. Undici di loro hanno lasciato la strada. In tutto sono costati 50mila sterline l'anno, una spesa sette volte inferiore alla loro gestione precedente l'istituzione del programma. Persino l'Economist ha riconosciuto che si trattava di un successo. (su Twitter @stepallaroni)

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