lunedì 27 ottobre 2014

La Santa Menzogna

Uno dei temi centrali nel cristianesimo è il concetto della Croce. 

Potremmo dire senza perdere di generalità, che tutto il cattolicesimo si riduce nella venerazione della croce e nell'accettazione di questo simbolo a livello inconscio. 
Cosa significa questa ultima affermazione? bé, qui si nasconde una della maggiori trappole che i padri della Chiesa hanno tessuto per l’Umanità: farci credere che ognuno di noi è costretto per tutta vita a portare la propria Croce, detto fuori dai denti significa accettare la propria condizione, accettare la nostra sofferenza! Questo inganno è stato abilmente orchestrato da un’interpretazione quanto meno superficiale dei vangeli canonici ( attenzione!! non sto parlando dei vangeli apocrifi o di altri scritti non accettati dal potere di Roma, bensì parlo proprio di quei 4 vangeli sui quali il messaggio cristiano-cattolico è stato organizzato e strutturato).
Il "portare la propria Croce" nasce da uno degli ultimi passaggi della passione di Cristo quando sulla via del Calvario, Gesù fu costretto a caricarsi la croce sulla quale verrà compiuto l’estremo sacrificio. 
Ma questa immagine comunemente accettata è vera? Cioè, per quanto riportano i quattro evangelisti è stato proprio il Cristo a portare la croce fino al Golgota? 

Bé, se avete sempre accettato quello che vi hanno passato potreste rimanere sconvolti nel constatare che 3 evangelisti su 4 narrano qualcosa di diverso ...



Prima di passare a quanto è scritto vorrei ricordarvi che il Vangelo di Giovanni per molti aspetti differisce dagli altri tre. Non a caso infatti, i vangeli di Marco, Matteo e Luca vengono detti Sinottici, perché in uno sguardo di insieme raccontano le cose nello stesso modo (quasi come se si fossero copiati l'un l'altro). Solo quello di Giovanni esce dal coro, questo perché racconta di più che la mera vita del Cristo e delle sue predicazioni. In questo Vangelo infatti sono nascosti i segreti del nostro Sistema solare; Ma questo è un discorso diverso che non vorrei affrontare in questo post, per cui torniamo ai nostri vangeli e confrontiamo questi passaggi:

Luca: “Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù”

Matteo “Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui”

Marco “Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce”

Vediamo invece che Giovanni riporta:

“Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota.

Ecco qualcuno allora può pensare (semplificando), che i primi tre sono sbagliati mentre Giovanni ha riportato le cose come andarono davvero.
La questione è un po' diversa, nessuno sbaglia nel racconto, solo che gli evangelisti non erano tutti allo stesso livello evolutivo; ai primi tre importava di più raccontare la storia di Gesù per filo e per segno, riportando davvero come andarono le cose, credendo che una narrazione quanto più dettagliata possibile fosse davvero il modo corretto per raccontare le vicende di questo Grande Maestro. 

Giovanni invece si distacca da questa visione, a lui interessa andare al di là della parole, non è importante chi porta la croce è un dettaglio “non interessante” per questo vangelo. Ma Ahimè, qui sulla Terra noi facciamo attenzione a questi dettagli, anzi a volte su queste piccolezze ci costruiamo sopra una religione intera ( il cattolicesimo).

Sintetizzando per lo scopo del nostro post dobbiamo far riferimento a quanto detto dai primi 3: sono loro che vogliono raccontare davvero i fatti e nei fatti Cristo non porta la sua Croce! Questo stravolge completamente tutti i 2000 anni che vengono dopo e che arrivano fino a noi.

Ogni domenica siamo costretti ad ascoltare Sermoni di sedicenti sacerdoti, che non hanno capito, (semplicemente perché non hanno mai letto da soli) questi passaggi, ma hanno accettato sempre quello che qualche altro aveva capito per loro.
Il cattolicesimo è stato costruito su una erronea interpretazione di questo passaggio fondamentale dei Vangeli, tanto che il concetto della croce e della sofferenza è diventato centrale e per noi oggi: “portare la nostra croce” significa accettare le nostre sofferenze. Ma questo non rispecchia neanche laPrima Nobile Verità che insegnava il Buddha: La Verità del Dolore! 
Si perché il clero sostanzialmente vuole che noi accettiamo la nostra sofferenza così come è: un fatto.

Non vogliono insegnare ad utilizzare questa sofferenza per ascendere comprendendo davvero il motivo del dolore (quello che Buddha chiamava la Seconda Nobile Verità: La Verità dell'origine del dolore!).

La Chiesa ci vuole ignoranti, bassi, senza coscienza, in modo tale che “loro” possano mantenere il segreto sulla Verità.

L’umanità deve essere bloccata, livellata, standardizzata e la sofferenza è il cardine: ci vogliono poveri nel senso incapaci di investigare da soli, dipendenti e quale strada migliore è quella di essere bloccati nel nostro dolore?

Non vogliono insegnarci come imparare davvero da questo stato, vogliono solo che accettiamo il nostro stato (in questo modo loro conservano il loro). 

Per cui tutta la nostra religione è pensata per mantenere i giochi di forza immobili: c’è chi nasce Patrizio e chi Plebeo; tu caro plebeo accetta la tua Croce!..
Il vangelo secondo Tommaso

Nessun commento:

Posta un commento