lunedì 25 agosto 2014

Perché moriamo se le nostre cellule sono immortali?

Andrea Conti

“Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una progressiva acidificazione dell’organismo”.
Così si esprime il Dr. George W. Crile, direttore della Clinica Crile in Cleveland, uno dei più famosi chirurgi del mondo.

In passato è stato dimostrato che una cellula potrebbe vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute. Un famoso fisiologo francese, Alexis Carrel (Premio Nobel nel 1912), al Rockefeller Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di un pollo per circa 30 anni in una soluzione salina (che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni. 
Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una cellula è indefinito, fintanto che essa viene nutrita e ripulita dalle sue escrezioni.

Se le evacuazioni delle cellule venivano costantemente rimosse, le cellule crescevano e prosperavano. Condizioni non igieniche procuravano invece una minore vitalità, quindi deterioramento e morte delle stesse. 
Carrel mantenne in vita le cellule di un cuore di pollo fino a quando qualcuno si dimenticò (dimenticò?) di eliminare le loro escrezioni. Riuscì quasi a decuplicare la durata media di vita di quelle cellule. In sostanza, la chiave per mantenere in perfetta salute una cellula, è quella di liberarla costantemente dai residui, dalle scorie dentro e intorno ad essa ...


Anche Arnold Ehret arrivò ad una conclusione pressoché identica: nel suo libro “Il Sistema di Guarigione della dieta senza muco” afferma che con un’alimentazione sana, dopo anni di cibi errati, inizialmente l’organismo libera gli intestini dei residui accumulati, e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti del corpo. E dopo che questo è avvenuto si acquisisce la salute perfetta.


Ma torniamo all’esperimento di Alexis Carrel (sopra nella foto) e alle sue conclusioni che possiamo trovare in ogni testo universitario di Biologia. Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva: “La cellula è immortale. È semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada.

Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente”.

Immaginate una casa da cui non si eliminano i rifiuti e si nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi mesi, accumulando sporcizia ogni giorno, la casa avrebbe un odore orribile. Nel nostro corpo succede la stessa cosa. Solo che nel nostro corpo “nascondere sotto il tappeto i rifiuti” equivale a ritenzione idrica, gonfiori intestinali, tossiemia ematica, infezioni e infiammazioni dei tessuti. Il processo d’invecchiamento comincia dal primo momento della nostra vita e consiste nell’accumulazione dei prodotti di rifiuto non espulsi. Le cellule si deteriorano a causa dell’accumulo di tossine!! Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli.

Il nostro organismo è la macchina più perfetta e meravigliosa che possa esistere. Per questo possiede la capacità di autoguarirsi e disintossicarsi. Ma la società “evoluta” di oggi tampona continuamente con i farmaci i malesseri dell’organismo, non facendo altro che intossicarlo, e interrompendo di fatto un naturale processo di purificazione del corpo.

Un raffreddore o una tosse che indicano l’eliminazione in corso di muco dal nostro corpo, spaventano le mamme… e così si inizia ad imbottire i bambini fin da piccolissimi di dannosi farmaci, quando in realtà basterebbe lasciare lavorare e riposare il corpo, affinché esso completi naturalmente l’eliminazione delle scorie. I rimedi di una volta, in questo senso erano senz’altro migliori e soprattutto non intralciavano il processo di purificazione del corpo: un aereosol di acqua e sale, una siringa di acqua fisiologica nelle cavità nasali, fumenti, ecc.

Molte persone invece in preda alla paura e alla mancanza di pazienza preferiscono agire subito con antibiotici, sciroppi e farmaci vari, seguendo i consigli più “sinceri” delle Aziende Farmaceutiche. Dopotutto come contraddirle?… stanno facendo il loro lavoro: non a caso si chiamano Aziende!

Forse l’uomo sano, libero (da farmaci e debiti) e consapevole mette paura ai poteri forti, che ultimamente iniziano a perder colpi, grazie ad una più ampia presa di coscienza della gente e al rapido passaparola, possibile grazie alla rete internet. Fortunatamente molti stanno capendo e aprendo gli occhi. Sarà per i tempi “critici” che stiamo vivendo, ma le persone iniziano a comprendere che (quando è possibile) la natura può essere assecondata e aiutata nel suo lavoro, con metodi naturali.

Ecco perché ottimi risultati nascono da un’alimentazione equilibrata, una sana attività fisica e da un atteggiamento mentale positivo.

Fonte: www.fisicaquantistica.it

9 commenti:

  1. Bisognerebbe chiederlo alla nostra "buona stella".

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  2. La materia è paradossale: è peso senza sostanza, esistenza senza essenza. La dimensione concreta ci elargisce i prodigi dei cinque sensi, ma ottunde lo spirito. Ci offre le sensazioni e le esperienze più disparate, ma ci condanna al declino, alla decomposizione, alla morte.

    E' ineffabile piacere ed indicibile tortura, a seconda dei casi, dei destini, delle vite. Chi decise e perché di tuffarsi nella materia? La Coscienza non era sufficiente a sé stessa? Qual è la vera radice della divisione originaria? Pare non esservi nessuna risposta per chi è sotto il dominio della greve gravità.

    Ciao

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    1. Belle domande!
      E perché la materia non è perfetta?
      Perché, respirando ossigeno, ci ossidiamo? ...

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    2. Rispondere con un'altra domanda non ha senso, se non si conosce la risposta è sufficiente ammetterlo.
      Sempre chi pone le domande ne conosce le risposte, a scuola se interrogato rispondevo all'insegnante con un altro quesito mi appioppava una nota, se mi andava bene, altrimenti dovevo essere accompagnato dai genitori.
      La filosofia è l'arte del nulla.

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  4. "Belle le domande che inceneriscono le risposte", Catherine.

    Ciao

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    1. Incenerire? Ahahahah! Possiamo "incenerire" tutte le risposte che vogliamo ma ci saranno sempre domande da fare, e da farci.

      Se si pongono domande di questo tipo non penso che si conoscano le risposte, e quindi, che facciamo, non ce le poniamo?
      Che poi si possa continuare a vivere senza avere tutte le risposte è ovvio, e io ci vivo benissimo, ma la curiosità a 360 gradi, dentro e fuori, è umana. :)

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    2. Il solito Steiner, Catherine, propone delle risposte alle domande in oggetto.
      Sta ad ognuno di coloro che ne viene a conoscenza accettarle o meno, dopo l'opportuna verifica.

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  5. Il Dottore per l'appunto suggerisce che l'Uomo, al contrario degli animali, non è biologicamente esposto alla morte: è qualcosa che semplicemente si sperimenta.

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